contaminazioni

La caotica scrivania di Floria
30/03/2007

Indagine di mercato

Insomma, mi telefona questa tizia per conto di una societa di rilevazione quale che sia. Mi chiede se le posso dedicare qualche minuto per un'indagine di mercato. "Basta che non mi vogliate vendere nulla". "No, no, è solo un'indagine di mercato".  Incautamente accetto.

Dopidiché vengo sottoposta ad un fuoco di fila di domande su tutte ( o quasi) le marche di yogurt magri esistenti sul mercato e sugli spot che li pubblicizzano: se li avevo visti, se me li ricordavo ... mi descriva lo spot di Activia, mi descriva lo spot di LC1, che cosa l'ha colpita, come lo giudica, lo ha ritenuto coinvolgente, interessante, indifferente, banale. Ora, io mi sono sentita fortemente impreparata, perché l'unica cosa che mi ricordavo era la pancia gonfia della Marcuzzi (avendo pensato che lo spot non doveva aver giovato alla sua immagine). Voglio dire: non è che gli spot sugli yogurt attraggano irresistibilmente la mia attenzione. E la stitichezza presunta della Marcuzzi, insieme al suo conseguente cattivo umore, non è esattamente coinvolgente.

Ma il tormento è proseguito, concentrandosi su due marche in particolare: quale, fra Danone e Parmalat, secondo me è più cremoso, contiene più calcio, contiene più frutta, è più salutare, ha più fermenti lattici, ha più ingrediente naturali, quale è più consigliabile per bambini e anziani, quale fa più dimagrire, quale ha meno zuccheri aggiunti, quale è più affidabile  etc etc: ma che ne so? Io non compro quasi mai yogurt e se li compro in genere li lascio scadere, dimenticati ignominosamente nei recessi più nascosti del frigo, e comunque acquisto  Yomo, preferibilmente al cioccolato, perché gli yogurt magri mi fanno pure un po' schifo.

Il colmo è stato raggiunto con questa domanda: quale fra i due mi fa sentire meglio con me stessa. A questo punto ho ribattuto: non può essere uno yogurt a farmi sentire meglio con me stessa ... per dire, io mi sento bene dopo un caffè, una sigaretta e un paio d'ore al computer a spippolare: non il massimo del salutismo, mi pare. Ma, evidentemente, ognuno ha le sue priorità.

E vabbè. Alla fine (dopo venticinque minuti buoni, peggio di una mia interrogazione) ho salutato la garbata signorina e, quando mi ha ringraziato per la gentilezza, ho risposto: "Si figuri. Non deve essere il massimo passare ore ad interrogare gente sconosciuta sulle marche di yogurt. Buon lavoro e non se la prenda". Poveraccia.

La domanda, a questo punto, è: ma chi concepisce questo genere di indagini di mercato nella convinzione che davvero servano a qualcosa, di solito che cosa e quanto si è bevuto, prima? (yogurt?) 

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28/03/2007

La nobile arte dell'insulto

Mi sono imbattuta quasi per caso in questo pregevole libretto di Liang Shiqui, La nobile arte dell'insulto, arricchito da un'interessante prefazione di Gianluca Magi, La arti marziali della parola.

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|categoria: libri, personale, societĂ 




22/03/2007

Nuove frontiere della didattica della Letteratura (e non solo)
Devo essere sincera. Navigare su Internet alla ricerca di materiali di supporto per lo studio e l’insegnamento della Letteratura (Italiana o Classica non fa differenza) spesso non è un’esperienza esaltante. A parte il fatto che le risorse rapidamente accessibili non sembrano essere numerose e frequentemente si rimandano l’una all’altra in un perverso gioco di link circolari, se si eccettuano poche isole felici (il portale Icon, ad esempio, o la rivista di italianistica online dell’Università di Bologna, Griselda online, o la pagina di risorse per classicisti curata sempre nell’Università di Bologna), non sono certo di livello eccelso: se devo consultare qualcosa che sia poco più (o talvolta poco meno) di un dignitoso bignami, tanto vale che ricorra al buon caro vecchi “supporto cartaceo”, ovvero il libro.
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|categoria: cultura, scuola, media e comunicazione




21/03/2007

Tentativi

Questo è un tentativo di videodidattica: qui, su Fuoridiclasse. Dunque, la protagonista di questo spezzone ha un naso importante, una faccia da prof, un'improbabile dizione da toscanaccia, considerando la serietà dell'argomento. Perdonatela e non sghignazzate troppo. E perdonate anche il fatto che il video richiede un certo tempo per essere correttamente visualizzato: mi sa che le mie competenze tecniche sono ancora un po' imprecise, in questo campo (anzi, se qualcuno vuole darmi una dritta per velocizzare il tempo di buffering ... )

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|categoria: cultura, scuola, blog




21/03/2007

La via di mezzo

Stamattina, in classe, ho spiegato la Prefazione al Convivio di Dante. Mi è scappata grossa: ho paragonato Dante, tanto per farmi capire, a  un moderno divulgatore di argomenti scientifici, tipo Quark, per intenderci (sia chiaro, a me Piero Angela ha stufato da un pezzo: ma dovevo farmi capire, appunto). Ma in fondo cosa dice il Nostro? che ci sono persone che non hanno tempo di dedicarsi completamente allo studio, come sarebbe giusto (perché ciascun uomo è spinto da una naturale sete di sapere), a causa degli impegni familiari o civili: e quindi lui ambisce a farsi mediatore fra la vera conoscenza (allora equivalente alla Filosofia) e chi non ha modo o possibilità di approfondire: saranno briciole, briciole del pane degli angeli, ma sempre meglio che rimanere a bocca asciutta e a stomaco vuoto. E infatti, considerando il destinatario del Convivio (la nuova èlite culturale e politica del Comune), Dante scrive in volgare, riservando il latino agli specialisti (nel De Vulgari Eloquentia, per esempio, o nel De Monarchia). Poi si sa come andò a finire: il progetto enciclopedico del Convivio si interruppe perché, presumibilmente, fu sostituito dal vero monumento della dottrina dantesca, la Divina Commedia.

Scusate la lezioncina di Letteratura Italiana. Ma il problema di Dante mi sembra antico e al tempo stesso nuovissimo: scrivere (parlare) per farsi capire, evitando da un lato gli imbarbarimenti, dall'altro le inutili complicazioni.

Leggo sull'Amaca odierna di Michele Serra: Articolare il pensiero è faticoso. L'assessore (!!) lombardo Piergianni Prosperini, ieri leghista e oggi di AN, da molti anni si è sospeso da questa fatica, e pronuncia le più ripugnanti enormità (ultima, la garrota per gli omosessuali) convinto che sia giusto "parlare come si mangia". Evidentemente mangia malissimo. Ma non è solo colpa sua. La colpa è soprattutto di quel vero e proprio movimento di opinione (vedi "Libero", vedi molta destra "parlamangista") che ha in sommo spregio il politicamente corretto e più in generale la savia, generosa fatica di chi sforza di usare il linguaggio come una forma di mediazione culturale e non come una clava. Se uno come Prosperini si sente in pieno diritto di dire le sue boiate forcaiole, e poi si sorprende se Gianfranco Fini vuole cacciarlo dal partito, è perché un complessivo clima di fobia culturale, di derisione degli intellettuali e dei politici considerati fumosi e ipocriti, ha spalancato le porte al pensiero di pancia, considerato "popolare" e "genuino" anche quando è solo gaglioffo e incivile. Il latinorum degli intelligentoni non è sempre espressivo e spesso è irritante. Ma non è che un peto di Bertoldo, per quanto genuino e popolare, faccia fare molti passi avanti alla comunicazione fra gli umani. Per giunta puzza.

Sottoscrivo. Ma che c'entra Michele Serra con Dante? vi chiederete. Ecco, io credo (è una specie di crociata personale, se si vuole) che possa esistere un'onesta via di mezzo fra spararle grosse perché si vuole impressionare o ingannare l'interlocutore con la propria vera o supposta sapienza e spararle grosse perché si desidera solleticare il basso istinto del proprio destinatario, tanto per garantirsi, demagogicamente, un tot di popolarità in più (in fondo si tratta della medesima mancanza di rispetto per il proprio pubblico, speculare e simmetrica): e questo è vero nella politica, nella scienza, nella critica, nella scuola, nell'Università, nella comunicazione pubblica in genere (e, se vogliamo, anche nei blog). 

Un'onesta via di mezzo, uhm. Ma quanto difficile, oggi (a chi si rivolgeva Dante? a una classe che aspirava ad essere, come ho detto sopra, l''élite culturale e politica del Comune, e voleva dotarsi degli indispensabili strumenti intellettuali ... sarà forse perchè allo stato attuale delle cose la famosa "classe dirigente" in Italia è come la mitica Araba Fenice: che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa.  Ma qui si aprirebbe un altro fronte e non ho tempo, ora, di approfondire)  

 

postato da floria1405 alle ore 18:31 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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|categoria: cultura, politica, media e comunicazione, societĂ 




20/03/2007

Rem tene, verba sequentur ...

diceva il buon vecchio Catone il Censore ovvero: se padroneggi l'argomento, le parole verranno da sé. Sembrerebbe puro e semplice buon senso, ma già gli antichi sapevano bene che, spesso, le parole funzionano come un'efficace cortina fumogena rispetto all'effettiva conoscenza di un tema o di una questione. Niente di meglio di un mare di chiacchiere sapientemente congegnate per nascondere la propria reale, tangibile ignoranza. Tenendo conto di questa premessa, fatemi un piacere, leggete il passaggio che segue

postato da floria1405 alle ore 16:45 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
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|categoria: scuola, blog




18/03/2007

Wambo, maledetto te.

Dunque, attirata da questo post, scarico il programma, tanto per vedere di che cosa si tratta, lo istallo e lui, maledetto, prima che abbia avuto il tempo di vedere se mi serve davvero oppure no (considerando il fatto che le chat, i servizi di instant messaging, annessi e connessi, normalmente mi danno l'orticaria: ma mi attirava soprattutto la funzione di file sharing per ragioni eminentemente didattiche) spedisce inviti a tutti i miei contatti (me compresa) che abbiano indirizzo gmail o hotmail. Beh, scusatemi tanto, ma non volevo invitare nessuno, almeno per ora. Ho disinstallato il tutto e buonanotte al secchio. Faccio ammenda per il disturbo che ho involontariamente arrecato e riparto alla ricerca di altro che possa essere utile ai miei scopi.

postato da floria1405 alle ore 16:53 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
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|categoria: personale




18/03/2007

Io, vecchia babbiona, e i miei alunni hi - tech

Lei sa che non c'è successo come il fallimento e che il fallimento non è mai un successo (Bob Dylan Love Minus zero/No Limits 1965).

Chi mi legge da un po' sa che io ho alcune fisse. Una di queste è Bob Dylan. Sono cresciuta con le sue canzoni e, ahimé, non l'ho ancora superato. Probabilmente questo fa di me, agli occhi dei più, un caso da clinica geriatrica e approfondisce vieppiù il gap generazionale fra me e i miei alunni, fra me e i miei figli (però mia figlia diciottenne è in pieno innamoramento per i Queen, che non sono il massimo dell'attualità). E chi se ne frega. Un verso come quello citato sopra vale da solo tutte le infatuazioni per i mediocri gadget che la moda (non solo musicale, s'intende) ci impone e impone ai ragazzini. 

postato da floria1405 alle ore 16:33 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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|categoria: musica, scuola, personale, societĂ 




15/03/2007

Meglio un morto in casa ...

che un pisano all'uscio.

Spinta dall'ardita discussione in corso in casa di Acido Signore (un marchigiano vale un pisano? O un calabrese?), discussione che mi ha doverosamente edotto sulle differenti versioni dialettali  del proverbio suddetto (n.b. la sottoscritta ebbe nonno paterno sardo sposato con romagnola di Casola Valsenio, remoti avi piemontesi, genitori ambedue pisani, e vita trascorsa nella provincia livornese: la mia neutralità è assicurata), sono andata alla ricerca di modi di dire pisani e livornesi per farne confronto, scoprendo così impreviste (ma non troppo) affinità fra i due campanili tradizionalmente rivali. 

Chi non è toscano, c'è poco da fare, alla lettura godrà di meno: e se magari è tutto perbenino,  con un po' di birignao, si scandalizzerà pure. Noialtri, che siamo persone davvero colte e nel nostro tempo libero frequentiamo assiduamente i classici (che di scurrilità se ne intendevano) non ci scomponiamo affatto.

Proverbi pisani. Proverbi livornesi. Ma su Livorno una pagina interessante è anche questa.

I miei preferiti   

Le parole le porta via 'r vento, le bicirette i livonesi e i bischeri nessuno. (molto appropriato, a mio modo di vedere, all'attuale situazione politica italiana)

Se la mi' nonna ciava le rote era un carretto (Se la mi' nonna ciava le palle, ciavo tre nonni) (la Storia non si fa con i "se")

Me la son vista brutta... come disse la 'ontessa 'e camminava sulli specchi. (no comment)

Ama' senz'esse' amato è come pulissi 'r culo senza ave' caato. (su questa frase generazioni di adolescenti hanno costruito la loro educazione sentimentale)

postato da floria1405 alle ore 12:17 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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|categoria: cultura, societĂ 




14/03/2007

Perplessa

Insomma, non è che la notizia sia recentissima e chissà poi se hanno risolto la querelle. Diciamo che mangiar di magro una volta a settimana potrebbe pure essere salutare. Ma insomma, qui mi pare di aver sbagliato pianeta.

Fra l'onorevole BInetti che rivendica orgogliosa il suo cilicio, Ratzinger che invita a non votare le leggi contro natura, i genitori di Treviso in rivolta perché alla mensa scolastica viene servita carne nei venerdì di Quaresima, mi sembra che sia sia perso il senso della misura. Tant'è vero che stanotte ho sognato che la mia amica, quella che sin dall'adolescenza è sempre stata fieramente libertaria, pacifista e anticlericale (fino ad essere urtante), aveva deciso di farsi suora di clausura.  Deve essere un segno.

Ora io non so cosa pensare. Potrebbe darsi che siano tutte chiacchiere, perché tanto la cosiddetta "scristianizzazione" è penetrata talmente in profondità che non c'è Ratzinger che tenga. Ma la Chiesa è abile, accidenti se lo è, e quando parla sa quello che fa e perché lo fa. Per amore o per forza ci riscopriremo presto tutti credenti (o, nella peggiore delle ipotesi, "atei devoti") per quanto doverosamente ignoranti delle cose della fede (robetta tipo la cristiana misericordia, per dire: ma tanto ci sarà chi interpreterà per noi le Scritture e ci dirà come comportarci negli incerti casi della vita)?

E teniamo conto che un cardinale non è affatto un folcloristico telepredicatore cristiano integralista a stelle e a strisce. Duemila anni di esperienza non sono robetta. Del Sacro Romano Impero non se ne parla più ma il Papa è sempre lì:  e chi lo smuove?

Perché, sia chiaro, qui non è questione di fede ma di potere. Le ingenue impertinenze logico - matematiche di, poniamo, un Odifreddi che possono contro questa forza (e se leggete fra le righe, vi renderete conto che anche lo stesso Odifreddi lo sa più che bene) ? Noi discutiamo di dettagli, sia pure importanti, e ci accapigliamo sul senso della vita,  e magari siamo pure sicuri di vincere, in virtù delle nostre  fiere radici laiche e illuministe, della nostra fiducia nella scienza, della nostra sprezzante indifferenza per ciò che ci sembra, tutto sommato, poco adatto a gente di mondo:  ma chissà che la posta in gioco non sia un'altra? L'aria sta cambiando. Cominciamo a digiunare, gente, per vedere l'effetto che fa.

postato da floria1405 alle ore 23:43 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
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|categoria: cultura, politica, religione, societĂ 




Contaminazioni
è il blog
di
Lorenza Boninu

Chi sono

Utente: floria1405
Una volta il sottotitolo del blog era:"Ricercare le connessioni, i territori di confine, le affinità e le opposizioni, le risonanze, i richiami, le somiglianze, i riflessi...contaminare linguaggi, ibridare conoscenze e competenze, sperimentare ... esprimere". Bella pretesa, non è vero?


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