contaminazioni

La caotica scrivania di Floria
31/08/2007

Problemi

Mercoledì scorso, sul blog della Lipperini, scrivevo questo commento al post intitolato "Madri e Figlie":
La famiglia di Rosa Matteucci è un vero museo degli orrori, almeno a giudicare da questa intervista. Al di là del caso personale e di una famiglia al limite del patologico, è vero che il rapporto madre - figlia, anche in situazioni di (apparente) normalità è sempre contraddittorio, accidentato, confuso: lo dico da madre e da figlia (irrisolta), nella consapevolezza che il mio essere “figlia” ha condizionato pesantemente anche il mio essere madre … un’eredità difficile che si trasmette di generazione in generazione e che a un certo punto (ma non è facile!) va spezzata, cancellata, gettata via. Penso ai libri di Marie Cardinal, penso a Elisabeth Badinter, ad Alice Miller, ad Alba Marcoli (di quest’ultima vorrei ricordare “Il bambino perduto e ritrovato - Favole per far la pace col bambino che siamo stati”).

Un'ora dopo mia madre si è sentita male. La situazione, adesso, è ancora grave, da diversi punti di vista (sanitario, psicologico, organizzativo) anche se parzialmente sotto controllo. I lettori di Contaminazioni mi perdoneranno se nei prossimi giorni non potrò aggiornare il blog con regolarità, né seguire come meritano le iniziative che pure avevo segnalato.
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29/08/2007

Segnalazioni di fine estate

Cominciamo dalla letteratura. E' ormai agli sgoccioli il tempo utili per partecipare al classico concorso estivo per blogger "Scrivere l'essenziale". Avete tempo fino al 31 agosto per spremere (letteralmente) le vostre meningi alla ricerca della frase,  quella unica, irripetibile, irrinunciabile (impronunciabile?). Essenziale, appunto.

Un altro appuntamento importante sempre per il 31 agosto: il Blog Day.


Istruzioni per il BlogDay
- Trova 5 nuovi blog che consideri interessanti.
- Notifica ai 5 blogger che li raccomanderai durante il BlogDay 2007.
- Scrivi una breve descrizione dei blog e inserisci un collegamento ai blog raccomandati.
- Scrivi il BlogDay Post (il 31 Agosto) e
- Aggiungi il tag del BlogDay usando questo collegamento:  http://technorati.com/tag/BlogDay2007 e un collegamento al sito del BlogDay http://www.blogday.org

E at last but not at least, un'interessante e necessaria iniziativa per fare il punto sull'utilizzo delle tecnologie didattiche nella scuola italiana. Se ne parla molto (ricordate le tre I del programma Berlusconi?), e sicuramente molto è stato fatto: ma con quale consapevolezza? quali sono stati i risultati? quali le prospettive di sviluppo? quale la reale utilità? Riprendiamo e diffondiamo la proposta di Gianni Marconato



PROCESSO ALLE TECNOLOGIE DIDATTICHE

Riusciranno i nostri baldi a tenerlo nella primavera 2008? Tutto dipende dai riscontri e dalle adesioni.

Dopo lunga ibernazione (tutto era iniziato allo Zenacamp) , è partito il "processo alle tecnologie didattiche" con l'avvio dell'istruttoria.

E' stato attivato un wiki per raccogliere elementi utili al "processo" : prove a sostegno delle tesi dell'accusa e della difesa; testimoni e testimonianze, candidature per i diversi ruoli e per ospitare l'evento.

Un piccolo gruppo bipartisan di "promotori" a garanzia della neutralità dell'istruttoria e della corte. Adesioni al gruppo dei promotori (chi si impegna attivamente a promuovere e costruire l'iniziativa) ancora aperte fino a metà settembre.

Sono benvenuti anche "semplici" contributi nella giornata del "processo" (tutti potranno intervenire, purchè segnalati) e spettatori (il processo, come nelle migliori tradizioni democratiche, si terrà a porte aperte ....).

Attendiamo vostri contributi nel wiki (password per editare le pagine nella sidebar del wiki).

Rilanciate l'iniziativa nei vostri blog.

Fatevi, comunque, vivi. Si cerca il collegio giudicante, PM, avvocati, testimoni ....

A fine ottobre definiremo i dettagli logistici ed organizzativi dell'evento. Si tratterà certamente di un Barcamp tematico.

Saremo presenti al Ghirada Barcamp.

POST SCRIPTUM

Ultima segnalazione, molto personale: Fuoridiclasse è tornato



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28/08/2007

Il cuore dei blogger (Help 2.0)



(via 365albe)

Che cosa accadrà il 4 settembre? Le tracce e gli indizi sul misterioso evento potrete trovarli nei post di Morgan, Antonella, Samuele, Pibua, Balenebianche, Hermansji, Kinozen, Giulianissima , Piggio, e, naturalmente, 365albe.

A proposito de "La Missione del blogger", il 2 luglio scorso scrivevo su queste pagine:


Beh, sapete che sono una prof. Leggo sui giornali gli articoli che riguardano la scuola. Ascolto i servizi televisivi. Seguo le fiction che hanno come protagonista un maestro,un insegnante, o chiunque altro possa vagamente richiamarsi alla categoria. Guardo i film sul tema. E non mi riconosco.

Sono una  tranquilla signora di quarantasei anni, felicemente sposata da quasi venti, tassativamente monogama, con due figli a carico, lavoratrice dipendente, elettrice prevedibilmente delusa del centrosinistra, insegnante un po' provincialotta lontana dal centro e da qualunque luogo io possa far sentire davvero la mia voce. Un' illustre madama nessuno. Analizzo tutte le rappresentazioni pubbliche, giornalistiche o fictional, delle varie categorie cui appartengo, rappresentazioni talvolta elaborate su base rigorosamente statistica, talaltra basate sulle impressioni dell'esperto (sociologo, scrittore, intellettuale, sceneggiatore, regista, opinionista o, più semplicemente, pennivendolo ... ) di turno, e non mi riconosco.

Che diavolo ne sanno, questi qui, di me? E della gente come me? Dove sta la verità e dove comincia invece la manipolazione, più o meno consapevole, più o meno orientata? Quale ruolo ha il desiderio di solleticare i pregiudizi di un pubblico dal palato grosso, o la fretta legata alle esigenze di mestiere, ai prevedibili tòpoi (leggi: luoghi comuni o automatismi comunicativi) che governano l'informazione e, ancora di più, il cosiddetto infotainment?

Beh, allora ci penso da sola. Mi leggono in quattro gatti? Me ne farò una ragione. Sono destinata a scomparire sommersa dalla merda narcisistica che inevitabilmente finisce per affliggere buona parte dei blogger italiani, probabilmente anche la sottoscritta? Pazienza, almeno mi sarò divertita: c'è chi gioca a scacchi, chi pratica gli sport estremi, e chi scrive su un blog.

Ma c'è l'altra faccia della medaglia. Continuo a leggere i quotidiani, a seguire le trasmissioni televisive, ad andare al cinema. In più, leggo i blog. Degli amici. Dei nemici. Degli amici degli amici. Dei nemici degli amici. Dei nemici dei nemici. Opinioni, rappresentazioni che si incrociano, si mescolano, si contaminano. Tutte egualmente attendibili? ma certo che no. Alcune francamente urtanti. Del resto accade lo stesso anche nel caso di llustri (e strapagati) opinionisti. Mamma mi ha fatto studiare. Garanzia forse fragile del mio spirito critico, ma tant'è, ci accontenteremo. Quello che conta è la possibilità di attingere a punti di vista che altrimenti sarebbero irraggiungibili. Forse per questo mi tengo in genere lontana dai blog dei già famosi. A me interessa sapere come la pensano i piccoli, quelli come me, quelli che nessuno rappresenta per come sono davvero. 

E va bene. Devi sciropparti, spesso, un' umanità monotona, prevedibile, conformista. Ma capita, capita più spesso di quanto uno creda, l'incontro imprevisto con l'originalita. il pensiero divergente, l'informazione che non avresti trovato in un altro luogo. Ecco perché sostengo che al di là del numero di accessi, o di link in entrata, il vero impatto comunicativo non è legato al singolo blog della singola blogstar, ma alla rete di relazioni che si instaura fra utenti piccoli o mediopiccoli come la vostra Floria. Insomma il valore del passaparola di cui parla Luca De Biase in questo post, anche se io lo intendo, evidentemente, in senso prevalentemente comunicativo e culturale.

Resterebbe da dire che la parte abitata della Rete  è come una città: i quartieri sono tanti, ognuno con la sua fisionomia, con il suo centro d'interesse, i suoi luoghi di ritrovo. C'è chi non mette il naso fuori dalle quattro strade che conosce e chi si trasforma in un vero flâneur della Rete, e vagabonda ora qua ora là, a seconda dell'umore e dell'intensità della sua curiosità.  Ma ne parlerò, se ne avrò voglia (perché anche questo è bello: la possibilità di non mantenere le proprie promesse), un'altra volta.

postato da floria1405 alle ore 14:48 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
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28/08/2007

Radio Nowhere, l'ultimo singolo di Bruce Springsteen

Per una settimana sarà possibile scaricare gratuitamente dal sito di repubblica.it l'ultimo singolo del Boss  (vedi qui).

Già da qualche giorno una versione pressoché completa è disponibile su YouTube


Ecco qui il testo (l'ho trovato qui )

RADIO NOWHERE

I was trying to find my way home

But all I heard was a drone

Bouncing off a satellite

Crushing the last lone American night

 

(Chorus:)

This is Radio Nowhere

Is there anybody alive out there

This is Radio Nowhere

Is there anybody alive out there

 

I was sitting around a dead dial

Just another lost number in a file

Dancing down a dark hole (some say it’s “Been in some kind of dark cove”)

Just a-searching for a world with some soul

 

(Chorus)

 

I just wanna hear some rhythm

I just wanna hear some rhythm

I just wanna hear some rhythm

I just wanna hear some rhythm

 

I want a thousand guitars

I want pounding drums

I want a million different voices

Speaking in tongues

 

(Chorus)

 

I was driving through the misty rain

Just a-searching for a mystery train

Bopping through the wild blue

Trying to make a connection with you

 

(Chorus)

 

I just wanna hear some rhythm

I just wanna hear some rhythm

I just wanna hear your rhythm

I just wanna hear your rhythm

(repeat until end).

 

Aspettiamo fiduciosi il nuovo Cd "Magic", con la EStreet Band al completo, in uscita il prossimo 28 settembre

 

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|categoria: segnalazioni, musica




26/08/2007

Qualche dubbio sulla "ginnastica mentale"

Mi chiedo: La Settimana Enigmistica  non sarà più economica del Nintendo e del Mindfit (quest'ultimo sponsorizzato da Susan Grenfield, famosa - si dice - neurologa britannica) come strumento per evitare il precoce invecchiamento dei neuroni?

In alternativa, forse,  si potrebbero provare (elenco disordinato):
gli scacchi;
le equazioni di secondo grado;
lo studio del greco antico;
il social networking;
"Enigmi e Giochi Matematici" (serie completa) di Martin Gardner

o, più semplicemente, la lettura di qualche buon libro.

Non so perché, ma l'idea di arzilli vecchietti che pensano di mantenere il proprio cervello sveglio allenandosi con i giochini pubblicizzati da Panariello o similari mi sa, appunto, di rincoglionimento senile.
postato da floria1405 alle ore 23:09 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
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|categoria: scienza e tecnologia, attualità, pubblicità, società




26/08/2007

Forse non sapete che ...

Brian May, mitico chitarrista dei Queen, il 23 agosto scorso ha conseguito il suo PhD in Astrofisica con una tesi dal titolo: Radial Velocities in the Zodiacal Dust Cloud". Noi lo sapevamo, perché noi, volenti o nolenti, complice la prole che nutre un vero e proprio culto per i Queen, siamo costrette a sapere pressoché tutto sulla celeberrima band.

Dal Times on line:

The nation waited on tenterhooks. Had Brian May got his PhD, or had he not? May, the guitarist with Queen, began work on “Radial Velocities in the Zodiacal Dust Cloud” in 1971, before meeting Freddie Mercury and devoting his energies to classic rock and hair growth. He handed it in earlier this month and, yesterday, sat his viva. The result, he had promised, would be on his blog (brianmay.com). Finally, at 5.25pm, “I am celebrating! X From Brian Mob”. Congratulations.

Insomma, Brian May ci ha messo più o meno 36 anni a finire il suo lavoro. Va detto che nel frattempo ha decisamente fatto altro, quindi il suo esempio non va usato come scusa da eventuali studenti fancazzisti, a meno che non abbiano intenzione, prima o poi, di suonare a Wembley davanti a un paio di centinaia di migliaia di fan in delirio.

In ogni caso, congratulazioni!



(Immagine via BrianMay.com )

Sempre attraverso il sito ufficiale di Brian May (e il suo blog) abbiamo scoperto questa incredibile versione di Bohemian Raphsody. La dedichiamo a tutti i fan dei Queen, primi fra tutti Annalivia e Francesco (essere fan dei Queen, in sostanza, equivale ad essere adepto di una religione parallela: ve l'assicuro).


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|categoria: segnalazioni, musica, personale, cronaca, divertimento, attualità, società




26/08/2007

Tanto per confermare che ...

(... a tratti questo blog approda ai lidi del più puro fancazzismo, sottraendosi alle ardue sfide intellettuali dell' italica blogosfera).

Dedicato a Annalivia, che ieri ha compiuto diciannove anni ( ah, i figli crescono e le madri, ahimé, imbiancano), che ha adorato e adora Titanic e che mi ha segnalato questa chicca

Titanic: the sequel
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|categoria: segnalazioni, personale, divertimento




22/08/2007

Legittimi dubbi

Mentre cercavo di capire come consentire a mio figlio l'accesso al gioco in rete con la sua PSP Sony e mi facevo una cultura sul mondo a me ignoto degli homebrew , del custom firmware e del downgrade, mi sono imbattuta in un esperimento didattico sicuramente interessante: ovvero A scuola con la Playstation.

Cito direttamente dal post::

Dario Zucchini, insegnante di mestiere e tecnico informatico per vocazione presso l'Istituto tecnico Majorana di Grugliasco, ci racconta di come gli è saltato in mente di sfruttare la Psp, la Play Station Portatile della Sony, per scopi didattici.

di Dario Zucchini 

Da due anni circa, gli studenti stanno adottando un nuovo dispositivo: la PSP – Play Station Portatile. Si tratta di un computer palmare molto potente, dotato di un display eccezionale e di connettività wireless. La PSP costa meno di un palmare e condivide con questi dispositivi l’assenza della tastiera; ma può eseguire giochi, riprodurre musica, filmati e navigare su internet molto meglio di qualsiasi palmare o telefonino. Ecco perché gli studenti se la comprano e se la portano dietro nello zainetto...anche a scuola!

Ora, come scuola, abbiamo due possibilità: sfruttare l’occasione o ignorare il fenomeno e vietare. Ignorare l’esistenza di questo dispositivo ci farà soltanto passare per matusa senza nessun altro beneficio, sfruttare l’occasione ci farà entrare nel mondo degli studenti potendo stimolare usi proficui e didattici delle nuove tecnologie. Gli strumenti tecnologici, infatti, non sono di per sé negativi o positivi, ma è l’assenza di linee guida, di stimoli e di idee a consentirne un uso scorretto e non istruttivo.

Presso l’ITI Majorana di Grugliasco (TO) si è tentato di non ignorare il fenomeno e di dare alcune risposte per coinvolgere gli studenti dotati di PSP.

- Per prima cosa abbiamo offerto a tutti gli studenti dotati di PSP, di palmari e di Notebook l’accesso wireless ad internet. La navigazione è ovviamente protetta, gli studenti per avere l’accesso sottoscrivono la PUA (Politica Uso Accettabile della rete) e vengono messi in guardia circa i rischi che possono derivare da un uso scorretto della rete.

- Poi abbiamo invitato gli studenti interessati alle PSP nelle attività del DopoScuola In Rete che prevedono l’apertura pomeridiana di un laboratorio connesso in rete. Al DopoScuola In Rete possono partecipare, su prenotazione, tutti gli studenti dell’Istituto per svolgere vari tipi di attività che richiedono l’uso delle TIC. Pur non essendo consentiti i giochi (la scuola non è una sala giochi) gli studenti dotati di PSP partecipano volentieri per scaricare software, aggiornamenti e contenuti.

- Dal prossimo settembre avvieremo il corso IG2 per diplomare periti in informatica esperti nella realizzazione di grafica e videogame. Per consentire agli studenti di non essere solo utenti passivi di queste tecnologie ma veri e propri creativi in un settore che vede fatturati da record in tutto il mondo.

- L’ultima idea è quella di fornire contenuti adatti alla PSP, di "iniettare" all’interno del terminale dello studente i contenuti che la scuola produce, i materiali di studio, ecc… ecc... L’ambiente web di lavoro cooperativo della scuola si è rivelato subito compatibile con la PSP e questo ha semplificato le cose.

La prima realizzazione di questo processo, che è appena iniziato, è un ebook sulla deportazione realizzato digitalizzando documenti originali, di alto valore storico, di un partigiano deportato a Mauthausen. Questo ebook è disponibile in versione adatta ai palmari, ai cellulari ed alla PSP.

L'esperimento è interessante, soprattutto per quanto riguarda il lodevole intento di rendere gli adolescenti protagonisti critici dell'evoluzione tecnologica in atto e non solo consumatori passivi delle risorse informatiche.  E tuttavia, qualche perplessità è legittima. Che cosa preferiranno i ragazzini? Utilizzare la loro PSP per giocare o per visualizzare interessanti e documentati ebook sulla deportazione? Che cosa preferireste voi, che pure siete adulti?

E se, al contrario, invece di proporre l'uso didattico di uno strumento eminentemente ludico (facendolo, inevitabilmente, puzzare di scuola), cambiassimo approccio e trasformassimo le usuali materie e gli abituali strumenti scolastici (ovvero i libri, si, proprio quelli di umile carta) in qualcosa di meno penitenziale e  di potenzialmente più creativo?

Come scrive Loredana Lipperini
qui:

Chissà quante copie ha venduto in Italia Il mago dei numeri di Hans Magnus Enzesberger? Non so se ve lo ricordate, ma trattavasi di un incantevole libretto dove un bambino sbuffava sul solito problema di quanti pasticceri ci vogliono per fare ottantotto ciambelle, e il demone dei numeri appariva spiegandogli che la matematica era un’altra cosa.
Ci ripensavo leggendo, questa mattina, dell’   allarme lanciato dall’inclito ministro Fioroni, il quale sottolineava come il 44% degli studenti italiani delle superiori abbia seri problemi con la matematica.
Ci ripensavo ritrovando  un’intervista ad Enzensberger dove il medesimo diceva:

“Le ragioni emotive per questo rigetto della matematica si trovano nel modo di insegnare, perché, in fondo, la matematica è una cosa di un grande fascino, di una grande attrazione, che non ha niente a che fare con la routine, lo schematismo e la noia

E poi pensavo anche ad altre cose.
Per esempio, a come nella nostra scuola e nella nostra cultura si continui a privilegiare la letteratura, anzi, la scrittura, ma circondandola di quella malefica aura sacrale che provocherà in molti la consapevolezza di essere nato scrittore (di essere nato “grande scrittore”, anzi), e la futura convinzione che basterà raccontare della propria infanzia, della proprie scopate e delle proprie frustrazioni per entrare nell’olimpo. L’adozione di questo libro nelle scuole superiori è un’utopia, suppongo.

 

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21/08/2007

Mi hanno fatto la diagnosi

Malata di web? Può darsi.

Un po' di tempo fa, reduce da una discussione tutto sommato abbastanza oziosa su Anobii, ho scritto su Twitter: (Floria1405) si è ritrovata su Anobii in mezzo a una manica di snob capitanata da Francesca Mazzucato che straparla e pensa di essere tanto ganza.

Beh, di ritorno da un viaggio a Budapest, la signora di cui sopra si è accorta del mio minutissimo sfogo su Twitter e se n'è uscita fuori con questo post al vetriolo sulla sottoscritta (della quale, secondo vetusti meccanismi comunicativi, storpia sistematicamente il cognome, immagino per dimostrarne l'insignificanza). Su Anobii mi ero in pratica sottratta alla discussione  perché le primedonne non mi piacciono e la mia inattesa avversaria qualche tendenza (solo tendenza, eh) in quel senso, a mio avviso, ce l'ha. Quindi la mia "provocazione" nei confronti della nota scrittrice, che sul thread di Anobii scriveva commenti inneggianti al provocare sempre e comunque (guarda guarda), è consistita nel mio piccolo (piccolissimo: meno di 140 caratteri!) micropost su Twitter. Che evidentemente le ha dato parecchio fastidio. Volevo rispondere al suo post nei commenti e finirla lì ma, ahimé, sono chiusi (?).

E allora mi limito a qualche osservazione. La ringrazio per lo spazio che mi ha voluto concedere sul suo blog, spazio che, temo, sia del tutto immeritato. La ringrazio per avermi dedicato un tag senza storpiare il cognome.  La ringrazio per il link che mi sono affrettata a ricambiare, così da questa discussione ci guadagniamo ambedue (e non voglio nemmeno pensare che nella sua generosità sia nascosto qualche oscuro intendimento, di quelli che talvolta animano gli strani esseri detti "troll").  Può essere che io non sia una persona ironica e che sia malata di web (a proposito, l'articolo su "Donna" lo avevo già letto e con grande divertimento: comunque grazie anche per questa segnalazione che giro ai miei lettori), ma certo è che lei è parecchio permalosa (e Twitter piuttosto potente se riesce a suscitare reazioni scomposte di questo tipo: anzi, questo aspetto è forse il più interessante dell' intera faccenda).

Detto questo, mi pare che, se la diagnosi della signora su di me almeno in parte colpisce nel segno ("malata di web": se poi i miei contenuti siano vuoti di senso o no lo giudicheranno gli eventuali frequentatori del mio blog), il suo post dimostra che anche la mia su di lei (quella che il micropost su Twitter sottintendeva) non si allontanava troppo dal bersaglio
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20/08/2007

Un tuffo nel passato

Incuriosita da alcune bizzarre chiavi di ricerca che hanno condotto incauti navigatori su Contaminazioni, mi sono ritrovata a rileggere  post remotissimi. Scrivevo nell'ormai lontano dicembre 2003:

La brava prof di italiano o la diligente insegnante di matematica che all'inizio dell'anno producono doverosamente le loro programmazioni ripartite perbenino in  moduli, dove comunque si cela l'ombra del mai obliato o obliabile "programma ministeriale", si trovano regolarmente spiazzate in termini di tempo dall'invadenza delle innumerevoli iniziative legate al campo delle "educazioni": educazione alla salute, educazione alla sessualita', educazione al consumo consapevole, educazione ambientale, educazione alimentare, educazione alla legalita', educazione alla pace, educazione stradale... e scusate se ne dimentico qualcuna. Come funziona la faccenda? Ognuna di queste fantomatiche educazioni si trascina dietro l'inevitabile codazzo di esperti che per un paio di mattine si improvvisano docenti e si dedicano a catechizzare i pargoli, solitamente piuttosto annoiati e distratti, sull'argomento di pertinenza. E' vero che in genere, anche per queste iniziative, esiste un programmazione di inizio anno e un POF (Piano dell'Offerta Formativa, per i non addetti) che dovrebbe sancire che cosa si puo' fare e che cosa no secondo un disegno organico. E tuttavia la scuola delle "educazioni" entra fatalmente in collisione con la scuola delle "discipline": anche perche' alla fine, quello che conta ai fini della promozione o della bocciatura, per adesso, e' sempre la capacita' di svolgere decentemente un compito di matematica e di rispondere a tono ad un'interrogazione di chimica.

Per adesso, dicevo. Perche' e' chiaro che, per ragioni di tempo, gli standard disciplinari si sono naturalmente abbassati. E comunque la societa' chiede a gran voce che la scuola si faccia carico di compiti che, fino a non moltissimi anni fa, erano affidati, naturalmente, alla famiglia. Ma la famiglia, evidentemente, non ce la fa piu'. Oppure a un  liberalismo economico sempre piu' spinto e impietoso,  fa da riscontro una tendenza dello stato a diventare sempre piu' invasivo e paternalista per quanto riguarda la sfera personale dei singoli individui: ecco che la scuola deve insegnare come mangiare, come consumare, come manternersi  attivi e in buona salute, come gestire la propria sessualita', etc. etc. Non penserete che io abbia usato casualmente la parola "catechizzare" poche righe sopra?

Alla base di questa prassi, c'e' da un lato la convinzione diffusa che quello che normalmente si studia (si studiava) a scuola sia un mucchio di nozioni astratte, staccate dalla vita e poco interessanti ai fini della comprensione dell'attualita': ecco quindi che occorrono opportune integrazioni e doverosi correttivi in senso "educativo"; dall'altro credo che alla fine la svalutazione implicita della cosiddetta cultura a favore di una generica educazione risponda al sotterraneo desiderio di rendere meno libere le persone.

Perche' non e' vero che parlare  di  Seneca  o della Guerra del Peloponneso significhi tralasciare quello che accade oggi: anzi, guardate cosa e' successo con Paolo Rossi (anche se su questa storia degli Ateniesi maestri di democrazia ci sarebbe non poco da obiettare; in ogni caso vale la pena di leggere anche che cosa ne pensa Camillo, e poi, se uno sa il Greco, non sarebbe male consultare il testo originale); non e' vero che insegnare la matematica significhi mortificare la personalita' degli alunni: forse la matematica allena piu' delle chiacchiere generiche e buoniste al rigore nel pensiero e alla capacita' di scelta;  e aggiungerei che una buona conoscenza della chimica e della biologia  suggerisce considerazioni piu' pertinenti sulla buona alimentazione degli opuscoletti della Coop o dell'ASL, con tutto il rispetto.

Ma le discipline, tutte le discipline, implicano naturalmente la presa di distanza critica. I predicozzi, no. Ecco perche' alla fine conviene che i  cittadini siano infarciti di luoghi comuni (il cui implicito moralismo, fra l'altro, instilla nei ragazzi la quasi inevitabile tentazione di fare esattamente il contrario) e preferibilmente a scuola, in modo che sia garantita la necessaria uniformita' (meglio sarebbe dire: l' indispensabile conformismo). E poi i predicozzi sono piu' facili, non vanno studiati, basta ascoltarli con un orecchio solo mentre magari si sta pensando ad altro (se poi uno si porta il walkman puo' fare a meno anche di ascoltare, se riesce a non farsi notare), nessuno ti interroga e la mattina trascorre cosi', tutto sommato piacevolmente, senza, come dire, un grosso impegno di tipo intellettuale.

Oh come sono d'accordo con la "vecchia" Floria, specialmente ora, che sto cominciando a pensare alla programmazione prossima ventura! E, al tempo stesso, come sono stanca di tutte le chiacchiere che di anno in anno si riproducono, perversamente, sempre uguali a se stesse.



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|categoria: scuola, personale, attualità, società




Contaminazioni
è il blog
di
Lorenza Boninu

Chi sono

Utente: floria1405
Una volta il sottotitolo del blog era:"Ricercare le connessioni, i territori di confine, le affinità e le opposizioni, le risonanze, i richiami, le somiglianze, i riflessi...contaminare linguaggi, ibridare conoscenze e competenze, sperimentare ... esprimere". Bella pretesa, non è vero?


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