contaminazioni

La caotica scrivania di Floria
29/09/2007

Illusi? Ipocriti? Ridicoli?

Ieri, come da copione politically correct, ho indossato la maglietta rossa e ho legato un nastro dello stesso colore alla borsa. Incontrandola nei corridoi della scuola, a una mia cara amica nonché collega, molto acuta, molto preparata e naturalmente progressista, ho chiesto, con un sorriso, nella convinzione che magari se ne fosse dimenticata: "Nulla di rosso, oggi?" Mi ha risposto, apparentemente, con ironia, forse lievemente velata di sarcasmo: "Niente affatto. La trovo un'iniziativa demagogica e populista. E poi io faccio quello che mi pare. Sono cose che ricordano  gli "ordini" di Celentano  di accendere le lampadine".  Sono rimasta abbastanza basita, lo confesso, e non ho trovato niente di meglio da replicare se non uno stentato: "Ma che c'entra? Demagogico e populista sarà Beppe Grillo, magari. Tu sei troppo moralista". La campanella tiranna ci ha richiamato ciascuna nella sua aula. E il discorso è morto lì, anche se, lo confesso, ho continuato a pensare a questo dialogo con irritazione e disagio crescenti.

Noi tutti sappiamo benissimo che i nostri gesti simbolici (i blog vestiti di rosso, i meme, le magliette e le bandane rosse) sono destinati ad essere inefficaci o quasi sul piano concreto, tant'è vero che la tragedia della Birmania nei vari TG, giornali e media, si sta velocemente appannando. I monaci ribelli non sembrano davvero al centro dell'agenda internazionale. La Birmania sta sprofondando nuovamente nel dimenticatoio: tornerà forse ad essere conosciuta come itinerario turistico per viaggiatori occidentali a caccia di esotismo e  ai nostri occhi il suo dramma sbiadirà, così come sbiadì nel 1988 (nonostante il Nobel per la Pace a Aung, San Suu Kyi e il video del 2001 che i soliti U2 le hanno dedicato).

Siamo degli illusi? Ma certo che sì. Vittime del populismo? Chissà. Superficiali adepti della moda della protesta? Non so. Non lo so davvero. Ho preso quel nastro e l'ho attaccato alla borsa perché non sapevo che cosa altro fare. Perché non volevo sentirmi completamente impotente. Perché il silenzio, le mezze parole e le omissioni che mi pareva di cogliere nei discorsi dei diplomatici e dei politici e nei resoconti dei mass media mi irritavano profondamente. Perché, porca miseria, io avevo la possibilità di esprimere liberamente la mia protesta, per quel che poteva servire, i monaci birmani no, e in questo modo volevo farlo un pochino anche per loro, rivendicando al tempo stesso la mia libertà.

La fiera delle buonismo? Un modo semplicistico per mettersi a posto la coscienza? Ma l'alternativa quale sarebbe? Indignarsi in silenzio fra una sessione e l'altra di zapping televisivo? Arrendersi al destino cinico e baro?

E sia: su Kataweb, la galleria delle foto dei lettori che si sono vestiti di rosso può apparire senz'altro patetica. Ma chi potrebbe mettere in dubbio, con cognizione di causa, la loro buona fede? D'altra parte, ammantarsi della propria pretesa superiorità intellettuale sul popolino dalle purpuree bandane non appare un tantino snob? E' giusto pensare di avere il monopolio della giusta e corretta indignazione?

La mia amica ha ribadito: "Io faccio quello che mi pare". Ci mancherebbe altro. E' lecito non essere d'accordo e non condividere strumenti e metodi.  Quello che mi disturba è il tono un tantino supponente (lo stesso che ho ritrovato in questo scambio di battute sul blog di Catepol), che ricorda parecchio quella strofa di Bomba o non Bomba

A Firenze dormimmo da un intellettuale
la faccia giusta e tutto quanto il resto
ci disse no, compagni, amici, io disapprovo il passo
manca l'analisi e poi non c' ho l'elmetto.

A differenza dei musicisti cantati da Venditti, noialtri  probabilmente non arriveremo da nessuna parte, è la triste e amara verità. E la libertà della Birmania non è nemmeno l'unica causa per la quale indignarsi (che ne dite del Darfur?). Ma allo stesso tempo non mi pare equo sottovalutare e disprezzare la passione che in queste ore ha animato tante piccole piccole persone comuni.


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28/09/2007

L'albero della Vita - Dedicato alla Birmania

Frugando fra vecchie memorie, ho ritrovato un libriccino rosso e oro, che mi capitò fra le mani quando avevo non più di otto - nove anni: "Pensieri e massime del Buddha" a cura di Gabriele Mandel (Collana Serie Oro Periodici Mondadori - 1967)
Da questo piccolo e ormai ingiallito volumetto, senza fonti, senza note, senza bibliografia,  che pure ho conservato per tanti anni, via via rileggendolo, traggo queste parole che oggi mi sembrano particolarmente significative. Si tratta di una citazione dalla "Piccola Sutra del principe Hetimandros", nota anche come "L'Albero della Vita", scoperta a Delhi nel 1965, fra i beni dei profughi tibetani: di essa non so dirvi niente di più.


Poi che chi toglie la vita di un suo simile è assassino che prende ciò che non può restituire, senza esserne autorizzato da chi ciò concede; solo la vita dà la vita, solo la vita può toglierla.
Poi che chi toglie la libertà nega le ragioni che fanno uomo l'uomo, nega la civiltà, la cultura, l'arte, che ci portano all'armonia universale. Chi non intende questa armonia non ha posto in essa.
Poi che chi toglie le sostanze altrui, il benessere altrui, l'altrui possibilità di operare e di divenire felice, è un ladro che non ha diritto alla proprietà delle cose proprie, alla vita fra le cose, a godere del lavoro della comunità dei suoi simili.
Poi che chi reca torto ai sentimenti altrui ruba più che la sostanza, uccide più del corpo; rende infelice la vita unica che ci ha dato da vivere; impedisce la bellezza che rende la vita degna e sopportabile; poi che abbiamo un solo tempo, un solo tempo da spendere bene.
Poi che chi muta la fede del prossimo, impone il proprio volere, governa con l'intolleranza del proprio principio, toglie la dignità della vita al prossimo, si antepone alla vita nel guidare, nel giudicare, nel correggere.

Segnalo il ribbon "Blog in rosso per la Birmania": potete trovare il codice su Daguanno.it
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27/09/2007

Rosso Sangue, Rosso Birmano



Badge by  courtesy of Gigicoco


"In support of our incredibly brave friends in Burma: may all people around the world wear a red shirt on Friday, September 28. Please forward!" (a sostegno dei nostri amici incredibilmente coraggiosi in Birmania: venerdì 28 settembre indossiamo tutti quanti, in tutto il mondo, una maglietta rossa).

"Venerdì 28 settembre indossiamo una maglia rossa. Chiunque legga questo messaggio lo trasmetta a quante più persone sensibili a questo gravissimo problema gli sarà possibile. GRAZIE DI CUORE".




Il meme di Kataweb



Help the People of Burma (Birmania) — Post this Meme on Your Blog!

Note: This is a new kind of online protest that uses blogs to spread a petition globally. To participate, just add your blog by following the instructions in this blog post.

This not an issue of partisan politics, this is an issue of basic human rights and democracy. Please help to prevent a human tragedy in Burma by adding your blog and asking others to do the same.

By passing this meme on through the blogosphere hopefully we can generate more awareness and avert a serious tragedy. As concerned world-citizens this something we bloggers can do to help.

How to participate:

1. Copy this entire post to your blog, including this special number: 1081081081234

2. After a few days, you can search Google for the number 1081081081234 to find all blogs that are participating in this protest and petition. Note: Google indexes blogs at different rates, so it could take longer for your blog to show up in the results.

THE SITUATION IN BURMA AND WHY IT MATTERS TO ALL OF US

There is no press freedom in Burma and the government has started turning off the Internet and other means of communication, so it is difficult to get news out. Individuals on the ground have been sending their day-by-day reports to the BBC, and they are heartbreaking. I encourage you to read these accounts to see for yourself what is really going on in Burma. Please include this link in your own blog post.

The situation in Burma is increasingly dangerous. Hundreds of thousands of unarmed peaceful protesters, including monks and nuns, are risking their lives to march for democracy against an unpopular but well-armed military dictatorship that will stop at nothing to continue its repressive rule. While the generals in power and their families are literally dripping in gold and diamonds, the people of Burma are impoverished, deprived of basic human rights, cut off from the rest of the world, and increasingly under threat of violence.

This week the people of Burma have risen up collectively in the largest public demonstrations against the ruling Junta in decades. It’s an amazing show of bravery, decency, and democracy in action. But although these protests are peaceful, the military rulers are starting to crack down with violence. Already there have been at least several reported deaths, and hundreds of critical injuries from soldiers beating unarmed civilians to the point of death.

The actual fatalities and injuries are probably far worse, but the only news we have is coming from individuals who are sneaking reports past the authorities. Unfortunately it looks like a large-scale blood-bath may ensue — and the victims will be mostly women, children, the elderly and unarmed monks and nuns.

Contrary to what the Burmese, Chinese and Russian governments have stated, this is not merely a local internal political issue, it is an issue of global importance and it affects the global community. As concerned citizens, we cannot allow any government anywhere in the world to use its military to attack and kill peacefully demonstrating, unarmed citizens.

In this modern day and age violence against unarmed civilians is unacceptable and if it is allowed to happen, without serious consequences for the perpetrators, it creates a precedent for it to happen again somewhere else. If we want a more peaceful world, it is up to each of us to make a personal stand on these fundamental issues whenever they arise.

Please join me in calling on the Burmese government to negotiate peacefully with its citizens, and on China to intervene to prevent further violence. And please help to raise awareness of the developing situation in Burma so that hopefully we can avert a large-scale human disaster there.

 





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26/09/2007

Zopzizzania

Caro Zop, no, questa non me la dovevi fare. La mia vita è già abbastanza complicata senza che, d'improvviso, qualcuno cominci a seminarmi improvvida zizzania in famiglia. Perché quel tuo maledetto librettino, quello dell'autore che non demorde e dell'editore mai contento, ce lo siamo litigato con insospettabile acredine.

Io lo nascondevo per leggermelo nei ritagli di tempo, fra una fila allo sportello dell'ASL, una corsa al supermercato e la cena preparata in furia. Mio marito ne chiedeva conto, perché, dopo averlo rapidamente sfogliato, ha concluso che ne avrebbe avuto un gran bisogno per tirarsi su di morale (sfido, dopo le dosi da cavallo di Ballard che si è fatto negli ultimi tempi: ma questa è un'altra storia). Francesco, l'erede, mi pedinava furtivo, cercando di cogliere una mia eventuale distrazione per sottrarmi l'agognato volumetto .
L'ho difeso come ho potuto (in fondo è mio e me lo sono pure vinto, ovvia!), fino a quando, perseguitata da avidi sguardi di rimprovero, non ho annunciato che avevo finalmente concluso la lettura dell'ultima pagina. Ora è passato in mani aliene e spero bene che, alla fine di tanto periglioso peregrinare, torni alla sua unica legittima proprietaria, cioè la sottoscritta. 

Anche perché, se non ti spiace, lo vorrei usare come strumento didattico, se mai mi riuscisse convincere i miei alunni (traviati da dodici anni di studi seriosissimi) che il gioco della scrittura può essere, appunto, gioco.

La vendetta più perfida (dopo tutto sono "professoressa") per tutta la confusione che hai generato in questi lidi: trasformarti in libro di testo.

 
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26/09/2007

E adesso faccio un po' di demagogia anch'io

Se invece di distribuire a pioggia mille euro a tutti i cento e lode di quest'annata, si provvedesse seriamente a mettere in grado i "capaci e meritevoli", appartenenti a famiglie povere, di raggiungere risultati  scolastici di eccellenza? Che so, un'efficace politica di borse di studio, un abbattimento reale delle tasse universitarie, un potenziamento concreto della scuola pubblica, abbandonando l'annosa diatriba sui finanziamenti alle private, un accertamento credibile della situazione economica delle famiglie per evitare che evasori privilegiati possano indebitamente godere di privilegi destinati ad altri?

Don Milani diceva: "Non c'è cosa più ingiusta che far parti eguali fra diseguali"
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26/09/2007

Dormire, sognare forse

Scopro con piacere che Contaminazioni è ospitato nel blogroll di "Sleepers".

Mi chiedo: come hanno fatto a intuire la mia vocazione alla pennichella, visto che, qui nel blog, mi travesto quotidianamente da pensosa e impegnatissima intellettuale?


Sono capace di addormentarmi pressoché ovunque, in maniera istantanea, a qualunque ora del giorno, incurante del luogo, del rumore, della luce o di qualsivoglia distrazione possa eventualmente distogliermi dalle mie crisi repentine di (quasi) narcolessia. In genere si tratta di provvidenziali vie di fuga da realtà o noiose o deprimenti, una specie di "fermate il mondo: voglio scendere" che dura pochi minuti ma che è sufficiente per operare il giusto ribaltamento di prospettiva. Citare Winston Churchill per giustificare il pisolino pomeridiano ormai è d'obbligo. Il "Manuale di siestologia", pubblicato quest'estate, ha giustamente cavalcato l'onda. Nell'epoca dell'efficienza ad ogni costo, del "tempo è denaro", della massimizzazione dei profitti e dell'ottimizzazione delle prestazioni, ben venga l'esaltazione della siesta, che a questo punto si connota chiaramente come gesto di sacrosanta protesta e rivendicazione di libertà individuale.

Beh, non esageriamo. Non credo che i dormiglioni siano ipso facto geni incompresi. Ma il moralismo gretto del chi dorme non piglia pesci mi dà fastidio, anche perché io, in genere, nel corso delle mie dormitine ho mentalmente catturato pesci bellissimi:  vissuto centinaia, che dico? migliaia di vite virtuali, realizzato desideri inconfessati, viaggiato in lande remote, rimesso a loro posto avversari formidabili, dispensato al mondo perle di saggezza, pubblicato decine di libri, litigato con i potenti, discusso con i saggi, coltivato con cura le mie segrete follie. E così non mi sono mai ammalata di ulcera, dormo benissimo anche la notte, sopporto senza stupirmi l'assurdità quotidiana della vita "sveglia".

Non mi par poco.

P.S. date un'occhiata alle iniziative del blog collettivo Sleepers. Mi sembra che ne valga la pena.
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25/09/2007

Confessioni

Post mistico. Nel corso della mia infanzia e giovinezza cattolicamente educate ho pregato parecchio (sapete, come canta Guccini: vecchie suore nere con che fede avete dato a noi il senso di peccato e di espiazione ...). Per dirla proprio tutta, per un anno, subito dopo la Cresima, ho persino insegnato catechismo ai bimbi che dovevano fare la Prima Comunione: la mia prima, precocissima (12 anni!), esperienza di insegnamento.

Continuo a pensare che non sarebbe male che tutti, credenti e non, avessero una conoscenza non approssimativa della Bibbia (come forse saprete, sono in buona compagnia). Lo dico da pecorella irrimediabilmente smarrita (sebbene le vie della Grazia siano infinite), ufficialmente agnostica ma atea di fatto. Ma siccome siamo in terra di guelfi e ghibellini, la proposta dell'associazione Biblia di leggere la Bibbia a scuola in una prospettiva culturale e non  confessionale fa rizzare il pelo a molti: che poi tre quarti della letteratura occidentale - per non parlare della filosofia -  non possano prescindere da riferimenti (anche ostili, perché no?) all'Antico e al Nuovo Testamento (senza contare che un po' di sana filologia biblica spezzerebbe le gambe a priori alle pretese ermeneutiche di Testimoni di Geova e similia, che sull'ignoranza altrui campano e prosperano) evidentemente fa poco effetto. Poi si potrebbero leggere anche il Corano, Confucio, Lao - tse, Buddha e chi più ne ha più ne metta: anything goes, commenterebbe qualcuno. Ma non si venga a dire che l'impatto di Confucio, per dire, sulla nostra cultura è pari a quello del Vangelo, perché un'affermazione del genere è frutto di un relativismo da quattro soldi.

Il post mi sta sfuggendo di mano: in effetti, non di questo volevo parlare.  La verità vera è che in quest'ultimo periodo per me non facilissimo, ho avuto talvolta la tentazione di inginocchiarmi e pregare. Non l'ho fatto, ovviamente per coerenza verso me stessa e per rispetto di quel Dio al quale non credo più, al quale tuttavia ho creduto con ardore. Ciò non toglie che l'autentico sentimento religioso sia faccenda assai più complicata di quanto non pensino sia i suoi ingenui detrattori (tipo Odifreddi, per intenderci), sia i credenti perbenisti della domenica (o del venerdì, o del sabato: fate voi).

Vi è una sorte unica per tutti,
per il giusto e l'empio,
per il puro e l'impuro,
per chi offre sacrifici e per chi non li offre,
per il buono e per il malvagio,
per chi giura e per chi teme di giurare.
Questo è il male in tutto ciò che avviene sotto il sole: una medesima sorte tocca a tutti e anche il cuore degli uomini è pieno di male e la stoltezza alberga nel loro cuore mentre sono in vita, poi se ne vanno fra i morti. Certo, finché si resta uniti alla società dei viventi c'è speranza: meglio un cane vivo che un leone morto. I vivi sanno che moriranno, ma i morti non sanno nulla; non c'è più salario per loro, perché il loro ricordo svanisce. Il loro amore, il loro odio e la loro invidia, tutto è ormai finito, non avranno più alcuna parte in tutto ciò che accade sotto il sole.
Va', mangia con gioia il tuo pane,
bevi il tuo vino con cuore lieto,
perché Dio ha già gradito le tue opere.
In ogni tempo le tue vesti siano bianche
e il profumo non manchi sul tuo capo.
Godi la vita con la sposa che ami per tutti i giorni della tua vita fugace, che Dio ti concede sotto il sole, perché questa è la tua sorte nella vita e nelle pene che soffri sotto il sole. Tutto ciò che trovi da fare, fallo finché ne sei in grado, perché non ci sarà né attività, né ragione, né scienza, né sapienza giù negli inferi, dove stai per andare.


Anche questa è Bibbia (lo sconcertante libro di Qoelet, per la precisione).

P.S. Quanti potrebbero pensare, sulla base di questo post, che la sottoscritta sia sulla strada della conversione e intendano accelerare il processo, sono pregati di ricredersi e di astenersi da qualsiasi tentativo di salvarmi l'anima.
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24/09/2007

Piccolo ateo

Per intenderci. A me gli indottrinamenti, i catechismi e, di conseguenza, gli anticatechismi non piacciono affatto. Non mi riesce liquidare la religione, sic et simpliciter, come oppio dei popoli, perché troppo, nel male, ma anche nel bene, è stato fatto in suo nome. La fede è una pia illusione? Può essere: ma le forze messe in moto nei secoli da questa illusione non sono certo liquidabili con un'alzata di spalle. Detto questo, se Dio vuole (e anche se non vuole), l'Inquisizione non esiste più e gli eretici, almeno nel civilizzato occidente, non vengono più messi al rogo (anche se tutto sommato i roghi a qualcuno non dispiacerebbero).

Guardo mio figlio (terza media) e penso che la sua  eventuale educazione religiosa dovrebbe essere affare di famiglia: la storia insegna che il clericalismo di Stato, così come l'ateismo imposto sono segni brutti, anzi bruttissimi. E dunque, fuori qualunque forma di condizionamento in questo senso dalla scuola di ogni ordine e grado. Ognuno approfondisca il suo credo religioso o ateo-agnostico-umanistico etc etc con chi vuole e come vuole: in parrocchia, nella moschea, in sinagoga, nella sezione di partito o nel salotto di casa. La scuola faccia cultura, non catechesi (o lavaggio del cervello) in un senso o nell'altro.

Ecco perché non me la sento di difendere ad ogni costo "Il manuale del piccolo ateo" se corrisponde a verità (ma a me pare una panzana) che lo si vuole adottare nelle scuole: a dire il vero, l'adozione ufficiale di un libro di testo è faccenda assai complessa. Se viceversa gli attacchi scomposti al prof. Calogero Martorana, autore del manualetto, mirano a inibirne  la libertà di espressione in quanto cittadino, beh la questione è diversa. Il Professor Martorana sarà libero di scrivere e pubblicare quello che vuole, no? E io sarò libera di leggerlo, immagino, e, se lo reputo opportuno, di farlo leggere in famiglia e agli amici (e infatti metto il link). O no?

Permettetemi un esempio di altro genere. Gli insegnanti di religione (e non solo loro) fanno una propaganda sfacciata nelle aule scolastiche all'integralista Movimento per la Vita, promuovendo annualmente un concorso di scrittura per i ragazzini delle scuole medie superiori, concorso corredato di una documentazione scientifica che definire di parte sarebbe eufemistico. E' qualcosa che, in un modo o nell'altro, passa attraverso la scuola pubblica e di certo non si tratta di un'iniziativa neutra. Poi, chi vuole scrive e chi non vuole non scrive e, dunque, non partecipa. La libertà è assicurata, almeno in apparenza. Ma non nascondiamoci dietro un dito: l'intento propagandistico è evidente e ben raggiunto.

Ora vorrei che leggeste questi versi, tenendo conto che il grassetto è della sottoscritta:

La vita umana giaceva sulla terra alla vista di tutti

turpemente schiacciata dall'opprimente religione,

che mostrava il capo dalle regioni celesti,

con orribile faccia incombendo dall'alto sui mortali.

Un uomo greco per la prima volta osò levare contro di lei

gli occhi mortali, e per primo resistere contro di lei.

Né le favole intorno agli dèi, né i fulmini, né il cielo

col minaccioso rimbombo lo trattennero: anzi più gli accesero

il fiero valore dell'animo, sì che volle, per primo,

infrangere gli stretti serrami delle porte della natura.

Così il vivido vigore dell'animo prevalse,

ed egli s'inoltrò lontano, di là dalle fiammeggianti mura del mondo,

e il tutto immenso percorse con la mente e col cuore.

Di là, vittorioso, riporta a noi che cosa possa nascere,

che cosa non possa, infine in qual modo ciascuna cosa

abbia un potere finito e un termine, profondamente confitto.

Quindi la religione è a sua volta sottomessa e calpestata,

mentre noi la vittoria uguaglia al cielo.

Questo, a tale proposito, io temo: che per caso tu creda

d'essere iniziato ai fondamenti d'una dottrina empia e d'entrare

nella via della scelleratezza. Mentre per contro assai spesso proprio

essa, la religione, cagionò azioni scellerate ed empie.

 

Tito Lucrezio Caro, I secolo a.C., autore normalmente presente nel programma di latino delle ultime due  classi liceali. Il mio agnosticismo cominciò a crescere dopo la lettura (scolastica) del De rerum natura. Accanto al quale, peraltro, svagata alunna diciottenne, lessi, per dire, anche I Promessi Sposi, nonché dosi da cavallo delle empie Operette Morali del Leopardi. Non parliamo poi della mia fanatica passione per Dante.

 

Che voglio dire? Siamo sicuri che l'unica vera minaccia alla fede sia costituita dal quasi anonimo Calogero Martorana? Potrò continuare a leggere e tradurre Lucrezio in classe o rischio di essere accusata di vilipendio della religione?





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21/09/2007

Nobel

Che la sottoscritta non sia una fan sfegatata di Benigni è cosa risaputa
E dunque, la sua presunta candidatura per il Nobel 2007 alla Letteratura mi lascia abbastanza basita: sono finiti gli scrittori veri?  Poi si scopre, per fortuna, che le candidature sono anche altre:  Norman Mailer e Philip Roth, per esempio, hanno tutto il mio sostegno. Ma se proprio si deve riverniciare il premio con incursioni in campi non specificatamente letterari, allora non ho dubbi: fra Benigni e Bob Dylan, Bob abbestia 4ever, come direbbero i miei alunni.
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21/09/2007

La politica delle chiacchiere

Guardatelo bene, il pacioso faccione dell' on.Giuseppe Fioroni, Ministro della Pubblica Istruzione. A dispetto dell'aria serafica da ex-boy scout, Fioroni negli ultimi mesi ci ha fatto vedere i muscoli: ritorno alla serietà, alla severità, ai contenuti qualificati, stop ai facili slogan (macché tre I - Internet, Inglese, Impresa - qui c'è bisogno di sapere la grammatica, la storia, la geografia, la matematica!!!), stop a ricette e ricettine che si sono rivelate sbagliate, demagogiche, fallimentari.
Ci sarebbe piaciuto crederci, avremmo voluto davvero pensare che l'epoca delle chiacchiere e delle  riforme improvvisate fosse terminata. Diffidavamo, certo, perché non poche affermazioni ci parevano generiche, non supportate da fatti concreti, pensate piuttosto per accontentare i pubblici pregiudizi che per risolvere i problemi veri. Avevamo l'impressione, talvolta, di trovarci davanti al solito politico un po' pretesco, che si sciacqua la bocca con i buoni propositi, rivestito dai panni del buon padre di famiglia (non a caso ha partecipato al Family Day e paventa - fino a prospettare come modello la Cina - gli effetti devastanti e corruttori di quel gran meccanismo maligno che è la Rete, sentina, com'è noto, delle peggiori tentazioni). Ma, nonostante tutto, abbiamo persino pensato di essere fin troppo diffidenti.

Sapete come si dice: a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si piglia.

La contestazione a Fioroni sul tema dell'inserimento scolastico degli alunni diversamente abili parte da disagi concreti e problematiche reali. Ma a questo disagio, a queste problematiche come ha saputo rispondere il Ministro? Solo con parole genericamente buoniste (l'ha ben evidenziato Angelo qui e nei suoi post successivi), accompagnate da dati evidentemente sottostimati, prese di posizione preoccupanti e il consueto scaricabarile (leggete, per esempio la affermazioni del Ministro in quest'articolo dell' "Unità" e il commento del Forumprecari scuola e Forumprecari Salerno).

Ma c'è  dell'altro. Ecco come Lorenzo Varaldo, coordinatore nazionale del "Manifesto dei 500" descrive la nuova scuola di Fioroni, così come emerge dalle Indicazioni Nazionali per la scuola dell'obbligo (Lorenzo Varaldo "Sarà il regno dell'ignoranza" La Repubblica 20 settembre):


Se si leggono le nuove Indicazioni Nazionali si scopre sorprendentemente che leggere e scrivere diventa un obiettivo da perseguire «entro i primi due anni di scuola» (con i programmi precedenti era un obiettivo della prima elementare...).
In matematica scompare lo studio del cerchio e di tutti i solidi nella scuola elementare, mentre le aree e i perimetri sono limitati a «triangoli e rettangoli». Non solo: le frazioni diventano obiettivo di quinta (prima della Moratti si affrontavano in terza). Come si studieranno i numeri decimali e le unità di misura senza aver fatto le frazioni non è dato sapere...
La storia e la geografia erano le parti più contestate del modello morattiano. Ebbene, Fioroni conferma che nei cinque anni di scuola elementare si studierà la storia solo fino... ai Romani!
La geografia verrà limitata alle... Regioni italiane! In altre parole: i bambini usciranno dalla scuola elementare senza aver mai sentito parlare del Medioevo o del Rinascimento, di Cristoforo Colombo, dell´Unità d´Italia o della Resistenza. In terza media senza il ‘900.
Studieranno l´inglese dai sei anni, ma dovranno attendere la terza media per «conoscere e localizzare» gli Stati Uniti o l´Inghilterra!
Certo, queste «indicazioni» sono ricche di termini altisonanti e persino si vantano di inaugurare un «nuovo umanesimo». Ma di quale «società multiculturale» si parla, per esempio, se i bambini non studieranno il colonialismo o l´influenza araba e dovranno attendere i 13 anni per sapere dov´è il loro Paese d´origine?


Non posso che concordare con le parole dello stesso Varaldo in questo bell'intervento dello scorso 11 settembre, in risposta all'ottimismo dimostrato da Mario Pirani sulle pagine di Repubblica nei confronti della presunta "svolta" in direzione del necessario rigore operata da Fioroni. Ne cito un ampio stralcio (il grassetto è mio):

E' indubitabile che i suoi (di Pirani: nota della blogger) puntuali e importanti contributi dei mesi e degli anni passati abbiano aiutato a sollevare una discussione che ha messo in crisi i fautori delle teorie e delle “riforme” di questi anni, “riforme” che Pirani stesso ha sempre considerato “sciagurate”.
Ma il problema posto oggi è il seguente: si tratta di una crisi che rimette in gioco le teorie « sciagurate » oppure si tratta di una crisi che induce i fautori di queste teorie a cambiare tattica, assumendo anche parole estreme come « severità », « studio », « fatica », “ritorno della cultura”, per poter affermare nei fatti gli stessi contenuti?
Noi pensiamo, e con noi moltissimi altri che hanno analizzato i documenti, che siamo di fronte alla seconda ipotesi e cioè ad una gravissima mistificazione da parte del ministero. [...]

Due osservazioni per concludere.

La prima: nonostante la propaganda martellante di questi giorni i fautori delle « nuove » indicazioni e più in generale di tutte le riforme (si tratta delle stesse persone) sono molto in crisi. La loro crisi è una crisi di pensiero, di argomenti, di filosofia di fondo. La propaganda è stata forte ma non ha travolto gli insegnanti e i genitori. Essa è stata necessaria proprio per la crisi che attraversa i teorici delle riforme.
In altri termini, la propaganda è l'espressione di una debolezza: si usa la mistificazione perché non si sa più argomentare davvero, perché le « teorie » sono fallite e non convincono più nessuno.

La seconda osservazione: non c'è nulla di peggio di un ritorno del rigore, della fatica dello studio, della disciplina quando esse non si fondano su altro che sul vuoto culturale e sull'inganno, quando vengono lasciate alle singole scuole, quando le alimentano ad arte le stesse persone che concretamente fanno di tutto per creare le condizioni di una scuola disagiata, povera, che deve cercare finanziamenti, senza posti, con classi di 28-29, anche 32 e più alunni, abbandonata a se stessa, svuotata dei programmi e del valore dei diplomi. Quello che si prepara non è allora nè il giusto rigore, nè la comprensibile fatica dello studio, ma la ricerca della severità e l'arbitrio fine a se stessi che, oltre ad essere diseducativi, non possono che creare un altro baratro tra il mondo degli adulti e quello dei ragazzi.

Se la nuova “serietà” della scuola è questa noi diciamo subito “no grazie”.

Appunto.

P.S. Se volete verificare l'effettivo contenuto delle Indicazioni Nazionali, non avete che da consultarle sul sito del Ministero, qui.

postato da floria1405 alle ore 23:11 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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|categoria: politica, scuola, attualità, società




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