di tutti i tipi e misure, traccio pesanti ghirigori blu, aggiungo punti esclamativi a iosa, scrivo commenti sarcastici ... i miei alunni, almeno alcuni, trovano tutto ciò molto divertente e continuano, tranquillamente, a tralasciare l'acca, a dimenticare apostrofi o a metterne dove non servono, a scambiare la c con la q, etc etc.Ciao!
Racconto una mia esperienza personale.
Sono anch'io un'insegnante di lettere, ma alle medie inferiori. Ho una prima quest'anno e due settimane fa decido di portare i ragazzi (o meglio i bambini) a visitare la biblioteca della scuola, molto fornita e gestita benissimo da genitori e nonni volontari. Sciamano fra gli scaffali, io me ne sto in disparte, li osservo passarsi di mano in mano i libri, vedo che li sfogliano, poi vanno verso il tavolo del bibliotecario per registrare il volume scelto, poi cambiano idea, tornano agli scaffali e ne prendono un altro...così per più di un'ora. C'è una bella atmosfera, l'aria profuma di libri e di bambini. Io non intervengo mai, tranne in due casi in cui mi è stato chiesto un parere. Almeno servo a qualcosa! Alla fine li riporto in classe, tutti con un libro in mano, e durante il percorso li sento dietro di me che si dicono a vicenda i titoli. Arriviamo in classe, manca mezzora al suono della campana, decido di dedicarla alla lettura silenziosa, ognuno del proprio libro. Acconsentono con entusiasmo. Io prendo un pacco di compiti arretrati (uff!) e la biro rossa. Ah...no, mi dico. Che stai facendo! E' così che dai l'esempio? Per fortuna ho sempre un libro nella borsetta. Così nascondo i compiti e mi metto a leggere anch'io. Non si sente una mosca volare. 26 ragazzini di undici anni che leggono! Quando suona l'intervallo hanno tutti le facciotte contente...anche la mia lo è, me la sento. Da quella mattina ogni giorno c'è qualcuno che mi chiede il permesso di andare in biblioteca a prendere un altro libro.
Scusate il lungo post, ma mi premeva sottolineare come i bambini e i ragazzini siano ancora curiosi e quindi si possa facilmente stimolare in loro il desiderio di leggere. Poi, crescendo, diventa più difficile, come per altre cose.
Il racconto di Daisy non ha bisogno di commenti: è bellissimo, nella sua semplicità. Anche se un paio di dettagli saltano agli occhi: prima di tutto la presenza di una biblioteca ben fornita in una scuola media. Non pensate che sia una cosa così scontata e naturale (per esempio, nella scuola di mio figlio non mi risulta che esista una biblioteca d'Istituto: in classe di Francesco, infatti, l'insegnante ha supplito organizzando un sistema di scambio libri fra ragazzi ). Ma una scuola senza libri che scuola è? Certo, io sono appassionata di tecnologia, altrimenti ora non sarei alla tastiera: ma il miglior laboratorio di informatica non sostituirà mai una bella, ricca e ordinata biblioteca. E poi il fatto che lì dove lavora Daisy ci siano genitori e nonni disponibili a far funzionare le cose: a me pare una bella prova di collaborazione virtuosa fra scuola e famiglia, mentre troppo spesso docenti e genitori tendono a guardarsi in cagnesco senza nemmeno provare a capirsi.
P.S. A me questa discussione su Anobii piace parecchio. Se passate di là, perché non vi unite?
Contaminazioni
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Lorenza Boninu