contaminazioni

La caotica scrivania di Floria
31/12/2007

Auguri per un 2008 davvero creativo

A tutti voi: che il 2008 riservi inattesi tesori a noialtri, ostinati cacciatori di parole.

Nell'attesa, verificate con un piccolo test se il vostro cervello è in grado di fare faville ogni giorno, e non solo il 31 dicembre. Il mio risultato è stato questo:



100%
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|categoria: test, blog, auguri, divertimento




30/12/2007

Ho scovato gli auguri di buon anno più intellettuali della blogosfera
Da Ibrid@menti

ibrid@nno 2



 


di lefty333boy  per Ibridamenti [testo di heteronymos]

Ibridamenti 0pincapallina0  Abelardo2005  101010 AdaWong aitan alfred58  almostblue58 alsoit  Anna58 aranciogiallo astrogigi  Bakis barbara34 BeerTop   Beobeo  bertop  BESTIO biri Blacksilverside booster  CFT07 chatterly chiarula cigale colfavoredellenebbie compdelpennello  contenebbia dadevoti daisy4love DatieFatti davizz Deliverator DellaRocca Donneinlinea ekaeka eliosca emmart erremme Eudial evenevil FagiolinoBonsai  fagnimat FantArt farolit farouche Flounder  Fredric freemadworld galatea72  GattoCanguro giallorock heraclitus heteronymos HistoriaVbc ilmonolito ilviandante imagesofme iopensosempre italiamedievale JonathanKole  joncur julia_carta_ss Katherjne  katiuuuscia kincob ladolcetempesta laltroio laosan LaPoetessaRossa lauraetlory lefty333boy Linch LoganGrimnar lostudente madmapelli magazoe Magentarh malacconcio manginobrioches MarinaBellini martik Martina1976 MartinEden78 MatteoBruni maurarock MaxWeb melange63 melogrande melpunk66 mewithout MichelaChessa michelavitturi  modalogia molly1979 mry82 moreno9000  Minerva84 muhammad mutandaparty N0vecento nemesys noir06 nuccina1 Occhidipervinca oOEloisaOo orsarossa oyrad pastina pcna pedjolo PensieriVaganti Philosofia poesiaoggi riuriuchiu RLJ RosaTiziana  sarettamarotta  SENZAQUALITA  sermai siipaziente  SimonaCWord  simonebocchetta skizofrenic stevenorrin Synesius Teiluj tindara unangioletto ValentinaD vegekuu VirgilioP willa williamnessuno  Windlover75  xlthlx  zaritmac  zop

Quelli di Ibridamenti invitano a copiare questo post nei  blog: è un post i cui link disegnano i legami infiniti, che a partire dal blog si stanno pian piano costruendo. 

postato da floria1405 alle ore 22:52 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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|categoria: blog, scritture, web 20




29/12/2007

In vacanza con il Re

Mi sa che avevo proprio bisogno di formattare il disco rigido (come succede ai telepazzi di Cell,  però non ho ancora addentato nessuno, state tranquilli). Sto parlando del mio cervello, s'intende. Ho iniziato  le vacanze natalizie piena di buone intenzioni ( tipo dare l'assalto al mucchio di seriosissimi saggi che si è accumulato fra il comodino e il letto, preparare stupende lezioni interattive per il rientro a scuola, scrivere quattro post al giorno, finire Le Benevole di Littel  ... stirare!) e ho finito per divorare tre romanzi tre (uno il 27, uno il 28, uno il 29 dicembre) di Stephen King, acquistati nelle scorse settimane, e messi da parte in attesa di tempi migliori (più che altro in attesa di tempo).

Nell'ordine: Blaze, La storia di Lisey, Cell. Tanto per usare il gergo dei protagonisti de La storia di Lisey, parliamoci chiaro, sono tre forcute capperate. I fan sfegatati di Stephen King eventualmente in visita da queste parti non si aspettino che li definisca "capolavori" (se fate un salto su Anobii, vedrete che appellativi di questo genere si sprecano, soprattutto per La storia di Lisey). Detto questo, io adoro Stephen King, adoro la sua capacità di trasformare in una storia credibile, coinvolgente, che non ti molla fino all'ultima pagina quello che in mano a chiunque altro risulterebbe essere niente più che un'emerita idiozia.

Pensateci: gli ingredienti sono sempre gli stessi. Lo scrittore tormentato, il mostro che si annida nell'oscurità, il gioco dei flash back, il viaggio in un'altra dimensione, le voci altrui che rimbalzano nel cervello dei protagonisti, il pazzo psicopatico strumento del male, dettagli macabri e sbudellamenti in abbondanza, le macchine che si ribellano, la donna forte, l'infanzia torturata, il bambino da salvare, dotato tuttavia di qualche misteriosa capacità che lo renderà comunque inattaccabile o quasi. Di romanzo in romanzo, il Nostro dispone gli ingredienti,  dà una mescolatina,  inforna e ... voilà, il best - seller è servito.

Guardate, che so di cosa parlo. Ho un intero piano di libreria occupato da romanzi di Stephen King. Mi piace da matti e anche se so bene che è cosa diversa rispetto ai Don DeLillo o ai Philip Roth oppure (uh uh) ai Saul Bellow, lo ammiro e lo rispetto. Perché è non pretende di essere altro se non quello che è e sa maneggiare da dio quella che chiama la sua cassetta degli attrezzi. Sentite cosa dice nella Prima Prefazione di On writing: "Nessuno chiede mai del linguaggio. Lo chiedono ai DeLillo e agli Updike e alle Styron, ma non lo chiedono agli autori popolari. Eppure anche noi proletari ci prendiamo a cuore il linguaggio, nei nostri modesti limiti, e ci preoccupiamo con passione dell'arte e delle tecniche con cui raccontare storie sulla carta". Ecco, deve essere questo che mi dà tanta soddisfazione quando lo leggo: la sensazione di trovarmi davanti a qualcosa fatto bene, con cura, con maestria, la maestria di un artigiano della parola che non vuole essere Shakespeare, ma che ti vuole offrire un prodotto ben congegnato, un meccanismo che funzioni, ingranaggi che girino come si deve, ingrassati al punto giusto. So che tanti storcono il naso perché Stephen King è uno scrittore popolare che, per di più, ha fatto una barcata di soldi. Per quanto mi riguarda, buon per lui. Sono felice di contribuire.

Insomma, prima di dedicarmi a tutte le faccende intellettuali o paraintellettuali che tendo perversamente ad infliggermi, avevo proprio bisogno di andare un po' in vacanza con Il Re.
postato da floria1405 alle ore 23:07 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
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|categoria: segnalazioni, libri, personale




27/12/2007

Splinder blocca i "bimbi" blogger. O fa solo finta?

Alcuni degli abituali commentatori di questo blog sono miei alunni ancora minorenni. In passato capitava che, quando "Fuoridiclasse", il mio blog didattico, non era ancora agonizzante, i miei post su argomenti scolastici (approfondimenti letterari e altro) venissero  intelligentemente commentati proprio dai ragazzi.  Nel corso degli anni, non ho mancato di incoraggiare i miei giovani amici e allievi a utilizzare questo stimolante strumento  di comunicazione e arricchimento personale.

D'altra parte tutti sappiamo che il blog nella didattica ha rappresentato un approccio nuovo e costruttivo alle dinamiche della Rete (oppure gli unici spazi ufficialmente concessi ai giovani devono essere le strullate di YouTube e gli appunti scopiazzati di Sudenti.it?). Scopro ora, via Eddypedro e Blog didattici,  con un certo ritardo, che in base alle condizioni di utilizzo di Splinder, possono accedere alla piattaforma, sia per pubblicare post o commenti, sia per utilizzre chat o  forum,  solo utenti registrati maggiorenni (fino al 2005 bastava avere 13 anni per aprire un blog). Questo in teoria. Nei fatti mi pare che le cose vadano avanti come al solito (perché, qualcuno ha mai letto con attenzione le condizioni di utilizzo di alcunché?). Insomma, in questo caso il rispetto della legalità imporrebbe lo stop a tante belle iniziative, che tuttavia continuano viaggiando sul filo del rasoio. E, a parte le lodevoli sperimentazioni di scuole e singoli insegnanti,  vorrei sapere, ma sul serio, quanti generici utenti splinder sono davvero maggiorenni. 

Siccome in questo caso la legge è sciocca (ovvero si basa sul presupposto che Internet è il bosco oscuro pieno di insidie per i giovincelli inesperti, il regno dei baubau, la casa dell'uomo nero: quindi meglio mettersi al sicuro), il buon senso impone di bypassarla. Ma non è certo così che si insegna il rispetto della legalità. E noi siamo insegnanti. Bel paradosso.

postato da floria1405 alle ore 22:28 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
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|categoria: segnalazioni, bambini, tecnologia, scuola, blog, internet, giovani, censura, società




26/12/2007

Mal di scuola

Acquistato e letto nel giro di un paio d'ore, la vigilia di Natale (anche se è vero che sul Corriere mi ero già imbattuta in un paio di capitoli di questa inchiesta).
Vi dirò. A me piaciuto. Sotto la presentazione del libro su IBS ci sono un paio di commenti non positivi ma che, nel loro genere, sono indicativi di un sentimento diffuso e di una generale sottovalutazione del malessere che attraversa la scuola italiana.
Scrive Myriam: "
Un libro che poteva essere interessante ma ho trovato le testimonianze troppo "estremiste", ovvio che se si va nei peggiori quartieri delle città ci sono, ahimè, storie di questo tipo. Dal mio punto di vista avrei preferito anche delle testimonianze che raccontano la normale quotidianità delle scuola". Perfetto. Peccato che queste storie così "estreme", per quanto esasperate dall'inevitabile retorica giornalistica, sono rappresentative proprio della normale quotidianità della scuola. Per esempio nella mia "normalissima" scuola, almeno per ora, nessun genitore ha  menato un docente, ma non escluderei che prima o poi qualcosa del genere possa accadere (chi intendesse provarci con me, sappia che non subirei passivamente ma, fidando sulla mia ormai famosa prestanza fisica - 185 cm senza tacchi - e sui miei antiche trascorsi agonistici, risponderei colpo su colpo): in fondo, durante i ricevimenti, mi è capitato di assistere a qualche scenata da mercato, a base di urli e insulti.
Scrive poi tale Eminem: "
Libro capzioso. A queste testimonianze indirette sui prof (tendenziosamente selezionate per dimostrare che sono depressi, frustrati ecc.) preferisco quelle dirette e più sane dei prof veri, come Mastrocola e Mazzocchini". Ma i professori sono depressi e frustrati: se non sempre, spesso (e  molti di quelli presentati da Imarisio non sono poi messi così male, anzi conservano una bella dose di combattività).  Per quanto mi riguarda, ho risolto depressione e frustrazione fidando sulla convinzione che nella vita bisogna pure divertirsi e che la letteratura mi diverte molto di più di  tutte le sciocchezze ammannite da un lato dalla stupidità consumistica ovunque imperante, dall'altro dal didattichese inconcludente che ci ha deliziato negli ultimi quindici anni. Dato che il mio compito è quello di insegnare letteratura e che mi pagano (poco) per farlo, chi è più fortunato di me? Poi, capita sempre più spesso che gli alunni  (e le loro famiglie) abbiano  un atteggiamento disperante. E bisogna ammettere che l'istituzione scuola, a questo punto, faccia abbastanza schifo. Ma la sfida è stimolante e contribuisce a tener sveglio il cervello. D'altra parte, siccome la scuola, come Imarisio scrive nell'introduzione  è il canarino nella miniera, ovvero il sintomo più evidente di una società che va male, malissimo, che facciamo, ci suicidiamo in massa? Ci diamo all'eremitaggio sui monti? Attraversiamo tutti l'Oceano in solitario? Questi sono i tempi che ci sono toccati. E allora botte di ironia, qualche goccia di sana indignazione, e una spruzzata di vera passione: se non ci crediamo noi, perché dovrebbero crederci i nostri alunni?

Di Mastrocola non saprei che dire. Ho letto "Una barca nel bosco" e ne ho pensato assai male, come testimonia un mio vecchio post che qualcuno mostrò di condividere: di fatto stroncavo il romanzo senza pietà e, ovviamente, ho evitato di leggere altro. Magari è migliorata, che ne so.
Mazzocchini, per ora, non lo conosco, ma ho trovato il suo blog e mi propongo di seguirlo.
Il libro di Imarisio lo consiglio: anche perché non idealizza l'eroismo dei prof, ma mette bene in luce anche la loro inadeguatezza e il loro velleitarismo da quattro soldi. Leggere certe enormità, nero su bianco, fa bene, assicuro.

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|categoria: segnalazioni, libri, scuola, attualità




25/12/2007

Babbo Natale mi ha portato il regalo ...

... che volevo. Fosse stato un Babbo Natale serio, mi avrebbe lasciato sotto l'albero il necessario (a ogni donna che lavora) forno a microonde, visto che il mio ha preso fuoco già da un po' (e ti pareva). Ma siccome il Babbo Natale che serve questa particolare famiglia non è serio per niente, al posto del microonde, mi ha portato un ... giradischi. Un oggetto assolutamente disutile, come ha osservato il prosaico Francesco che in tredici anni di vita non ha mai visto (e goduto) un autentico vinile girare su un piatto. Alla mia debole scusa "così posso codificare le tracce del vinile in mp3" è stato facile rispondere "e perché non scaricarle direttamente da Internet?"

Perché, caro Francesco, riprendere in mano i miei vecchi vinili è stata un'emozione irripetibile. Ascoltare nel sottofondo fruscii e scricchiolii (nemmeno tanti, perché io, per altre cose assolutamente cialtrona e inaffidabile, curavo come cuccioli i miei LP) mi ha riportato indietro nel tempo, ma indietro sul serio, quando il disco era un oggetto sacro, davvero il passaporto per un mondo altro. Sollevare il braccio del giradischi e abbassare con delicatezza la puntina nel solco giusto era un rito che andava compiuto con doveroso rispetto. Leggere con attenzione i testi, senza doversi cavare gli occhi, osservare nel dettaglio le copertine, talvolta leggendarie, maneggiare con cura il lucido disco nero che ti avrebbe magicamente spalancato con la sua ipnotica rotazione un universo sempre inatteso di ritmi, accordi e frasi: gesti che mi erano cari, che stamattina ho rispolverato con l'entusiasmo un po' rimbambito della quasi cinquantenne che nostalgicamente recupera suoni e atmosfere della sue antiche ribellioni  (post)adolescenziali.
Sono
ovviamente fornita di Ipod d'ordinanza e ora che posso farlo con facilità, giuro, da domani comincerò il gradito di lavoro di recupero in mp3 della mia collezione. Ma per ora sono troppo impegnata a tirar giù dagli scaffali dischi che mi pareva di avere quasi dimenticato, a toccarli, spolverarli, contemplarli, carezzarli come fossero bambini perduti e ritrovati. Per la precisione, mentre scrivo  sto ascoltando in cuffia Legal Street, di Bob Dylan, acquistato a Londra nella fantastica estate del 1978. A seguire Suzanne Vega (1985) e i quasi del tutto dimenticati Vitamin Z (Rites of Passage - 1985).

(Serve a qualcosa precisare che, secondo me, Ernesto Assante ha assolutamente ragione? Cari discografici, ridateci il vinile, Repubblica 19 dicembre 2007)
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|categoria: musica, personale, natale, divertimento




24/12/2007

In libreria, sotto le feste

Questa la devo proprio raccontare. Libreria Mondadori, strapiena di occasionali clienti natalizi. Giovane ragazzo con aria abbastanza intellettuale chiede: "Avete l'Antologia di Spoon River?" La commessa spalanca gli occhi. Digita sul computer, sbaglia, chiede come si scrive, sbaglia ancora, prova solo con "antologia", alla fine trova qualcosa: "Ecco, ecco. C'è un'edizione che costa solo quattro euro e cinquanta ... mmm deve essere proprio piccolo, un manualetto o qualcosa del genere ... no? Comunque non l'abbiamo, mi dispiace".

(passi per Edgar Lee Masters ma almeno De André ... )
postato da floria1405 alle ore 22:38 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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|categoria: cultura, libri, divertimento, società




24/12/2007

Secondo post di Natale

Auguri n°1 - La scuola

Ho una collega,  si chiama Elisa, è molto giovane e molto in gamba, insegna matematica e fisica, vive a Livorno e quindi fa la pendolare. Giovedì scorso abbiamo avuto i consigli di classe: lei era impegnata dalle 15 alle 20 e ha chiesto in giro se era possibile anticipare l'inizio delle riunioni alle 14, così avrebbe avuto la possibilità di ritornare prima a casa. Con la supponenza della docente più anziana, le ho fatto presente che personalmente, visto che la mattina avrei terminato alle 13.30 e che dovevo mettere a tavola la prole, non potevo permettermi di anticipare un bel nulla. Un'altra le ha consigliato di partirsene prima della conclusione dei consigli, magari lasciando qualche appunto scritto da inserire nel verbale. La poverina è rimasta, per puro senso del dovere. Ha preso poi il treno per tornare a casa, il locomotore si è rotto a San Vincenzo e, in mancanza di alternative, la mia giovane collega è rimasta a dormire in stazione. La mattina dopo è tornata direttamente a scuola, per fare lezione. E' una piccola storia, ma la scuola è fatta anche di piccole storie come questa, di gente che si fa il mazzo per quattro soldi, magari si ritrova bloccata in una piccola stazione di provincia per una notte intera ma comunque non cerca scuse e fa il suo lavoro.

A Elisa, a tutti quelli come lei che non appariranno mai sulle pagine di cronaca dei quotidiani sempre pronti a sguazzare nel fango, che fanno il proprio dovere senza chiedere medaglie, che reggono, in solitudine o quasi, il peso di una scuola zoppicante, vanno i miei auguri più affettuosi.

Auguri n°2 - I vecchi

Chiamiamoli vecchi e non nascondiamoci dietro formulette edulcorate sul tipo "terza età", "anni d'argento" etc etc. Chiamiamoli vecchi, con la loro solitudine, la mancanza di alternative, la voglia di morire e, al tempo stesso, la paura. Chiamiamoli vecchi e, per una volta, guardiamoli. Non come un disagio, un impedimento, un ostacolo, una prospettiva spaventosa. Chiamiamoli vecchi e non pensiamo di aver risolto i problemi, i loro e i nostri, togliendoceli dalla vista con il ricovero in una RSA  o imponendo una qualunque badante. Chiamiamoli vecchi e in loro riconosciamo, senza timore, il riflesso di quello che saremo.  Ai vecchi va il mio pensiero e il lieve augurio che possano trovare non la felicità, no, che è l'illusione dei giovani, ma almeno una quieta serenità.

Auguri n°3 - La mia famiglia

Non ne parlo spesso nel blog, perché a loro non piace essere messi in piazza e tollerano con malcelata ironia la mia passione telematica. Però oggi, in questa quieta vigilia di Natale, anche se magari i diretti interessati non mi leggeranno mai, voglio fare pubblici auguri anche a loro. Alla faccia della retorica, voglio dichiarare che li amo più di me stessa e che ho quasi paura della felicità che la mia famiglia mi dà, perché temo di non meritarla.

E allora, auguri a Fabio, l'unico che poteva sopportarmi, vista la mia leggendaria incapacità domestica, le mie fissazioni intellettualoidi, la mia monomania lavorativa, le seconde nozze con il notebook,  le chiacchiere, le velleità, le crisi oblomoviane che spesso mi assalgono. Fabio che mi ha sempre amato senza condizioni, senza pretendere che fossi diversa da come sono, che ha sempre creduto in me, ha asciugato lacrime, ascoltato sfoghi disperati (o quasi) e tollerato senza brontolare troppo che i suoi pantaloni preferiti sparissero per almeno tre mesi in cumuli di panni mai stirati. Fabio che non si prende sul serio, che non mi prende sul serio, che riesce sempre a riportarmi sulla terra, che mi fa ridere e sa sempre giocare con me.

Auguri ad Annalivia, che non crede troppo in se stessa e fa male, la sensibile, ironica, intelligente Annalivia. Annalivia che in sé ha un tesoro e non lo sa, ma quando lo tirerà fuori saranno scintille.

Auguri al mio arguto Francesco, e non solo di Natale: che possa sempre conservare la sua determinazione, la fantasia, il suo sguardo acuto e gentile sul mondo che lo circonda.

E ora basta, sennò mi commuovo.

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|categoria: scuola, personale, scritture, natale




21/12/2007

Primo post di Natale - da Floria a tutti quelli che capitano qui

Sono giorni frenetici, e non solo perché siamo sotto Natale: il lavoro, la famiglia, le mille incombenze quotidiane che ti impediscono di prenderti quel momento tutto tuo da dedicare al quotidiano, gratuito esercizio della scrittura sul blog. Eppure, mentre correvo da una parte all'altra della città sulla mia scassatissima Punto che, fra l'altro, non ha esitato a piantarmi in asso (e in divieto di sosta, poi!), non smettevo di pensare che avrei dovuto dedicare qualche parola natalizia ai pochi lettori del mio blog.

Mi sentivo in colpa soprattutto per essermi completamente dimenticata, nonostante i reminder di Sir Squonk e la mie buone intenzioni, della scadenza fissata per il tradizionale "Post sotto l'Albero". Lo potete trovare qui, scaricarlo, regalarlo, farci quello che vi pare. E' un regalo non da poco, ve l'assicuro.  Stasera, dopo l' ennesimo pomeriggio pazzesco, ho acceso il portatile, ho controllato e ho trovato gli straordinari auguri della regina della blogosfera italica, l'eclettica, vulcanica, irrefrenabile Catepol. E qualche momento fa sono giunti nella casella di posta gli auguri dell'impegnatissima ispiratrice del prezioso "Blog Didattici ... AppassionataMente".

Ma ci pensate a quello che sta succedendo qui? C'è un sacco di gente che perde tempo e si affatica, gratis, per scambiare informazione, conoscenza, cultura, critica, ma anche simpatia e affetto, gente che vuole parlare, discutere, ridere,  prendere e prendersi in giro, magari anche arrabbiarsi, gente che dona creatività ed entusiasmo, gente che si racconta e ascolta gli altri raccontarsi. E non è solo questione di narcisismo. Gratuità, dono, scambio ... che cosa c'è di più natalizio? E dunque il mio primo post natalizio va ai miei amici di blog ( e non solo di blog), ai miei contatti su twitter e jaiku, a chi visita la mia pagina su Anobii, a chi capita qui per caso o per scelta,  a chi litiga con me (com'è capitato pochi giorni fa), a chi mi dà ragione, a chi non conoscerà mai Contaminazioni e dunque non leggerà mai questo post, ma pazienza, non ho studiato da blogstar: insomma a tutti quelli che, quasi senza accorgersene, sia pure fra tante contraddizioni, stanno cambiando le logiche della comunicazione. Perché il web non è solo fuffa, marketing o pornografia, ma è anche, direi soprattutto, conoscenza. Grazie.

(Io non ho la pazienza di mettere un link per ogni parola. Allora, a parte rimandare al mio blogroll, e considerando che poi ci sarebbero i blog che leggo tramite feed e tutti quelli che incontro attraverso i commenti. lancio un unico grido, sperando che sia abbastanza potente:  BUON NATALE BLOGOSFERA !!!)
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|categoria: blog, natale, web 20




19/12/2007

Il Perfetto Cittadino

Che l'educazione civica, da un po' travestita con i panni pomposi della "Educazione alla Legalità", sia la materia fantasma delle scuole italiane di ogni ordine e grado è cosa risaputa. Si fa un gran e vacuo discutere sulla IRC (Insegnamento della Religione Cattolica), con relative barricate fra moderni guelfi e ghibellini, ma dell'inesistenza di conoscenze anche elementari fra i nostri adolescenti sui meccanismi dello Stato di diritto e sui principi basilari della democrazia nessuno si scandalizza più di tanto.

Che in un contesto del genere  un ragazzino, come è accaduto a Pieve di Soligo, compri la carica di sindaco nel consiglio comunale dei ragazzi corrompendo i giovanissimi votanti a botte di merendine e ricariche telefoniche, è di sicuro prevedibile: primo, il giovanissimo aspirante politico e i suoi disinvolti elettori si adeguano agli standard di serietà, onesta e responsabilità ampiamente vigenti nel mondo degli adulti; secondo,  a questi simpatici progetti scolastici, che vanno così di moda e che spesso vengono infilati come corpi estranei nell'usuale e tediosa programmazione scolastica per fare bella figura, da un pezzo in qua credono poco tutti, a cominciare da chi li promuove per finire ai ragazzini coinvolti.

Mi è stato detto che ieri nella mia Città, alla manifestazione promossa per riflettere e protestare contro le morti bianche, gli studenti presenti (di cinque istituti superiori!) erano sì e no una sessantina. Non posso confermare (anche se il dato mi pare attendibile): ero a lavoro, in una scuola praticamente deserta, a far lezione ai pochissimi che avevano scelto di non scioperare. Del resto siamo sotto Natale e una mattina di festa in più può far comodo. Se poi il pretesto è qualche morto ammazzato sul posto di lavoro, pazienza. Il nostro tempo è cinico e baro e non è che la coerenza sia virtù granché praticata: chiederla agli adolescenti, e solo a loro, sembra pura utopia.

Siccome la confusione è tanta sotto il sole, in nome del sacrosanto valore della libertà di espressione, una maestra a Firenze è stata sospesa: il padre della supposta vittima l'accusa di aver impedito a suo figlio di esprimere la sua spiritualità vietandogli di disegnare Gesù Bambino in occasione dei preparativi natalizi a favore di stelline e alberelli "politicamente corretti" (vedi sua intervista al GIonale del 15 dicembre); l'insegnante si giustifica affermando di aver semplicemente richiamato il piccolo al rispetto della consegne ricevute e di non aver assolutamente niente in linea di principio contro la rappresentazione di simboli religiosi (vedi articolo di Repubblica del 16 dicembre). Colleghe, dirigente e famiglie degli altri bambini si schierano decisamente dalla parte della maestra. La bagarre è tanta e non mancano, al solito, da un lato gli sfegatati paladini della laicità, dall'altro gli ispirati crociati,difensori della nostra più sacra tradizione religiosa (ma poco della correttezza dell'informazione) minacciata dalla colpevole ignavia del politicamente corretto, incapace di fronteggiare il perfido attacco del dilagante relativismo.

Sinceramente, mi scapperebbe da ridere se non mi preoccupassi delle eventuali conseguenze che rischio di attirare sulla mia incolpevole testa, ogni volta che oso uscire dal rassicurante recinto della consecutio temporum per affrontare in classe le impervie strade dell'attualità. Questo clima di perenne litigiosità, questo voler portare alle estreme conseguenze le questioni di principio, questo schierarsi su tutto senza se e senza ma, questa demagogia dirompente che di tutto fa occasione di scontro e di insulto, non è democrazia, non fa bene alla democrazia e, soprattutto, si nutre di chiacchiere anche violente senza toccare mai, concretamente, le questioni vere, i problemi reali, le difficoltà profonde. Si parla, si parla, si parla, ma se molti  nemmeno si rendono conto di quello che davvero dicono, tanti, ahimé, non credono ad una sola delle loro stesse parole.

E così fra ignoranza e cinismo, tiriamo avanti, come capita: da perfetti cittadini di questa Italia poveretta.




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|categoria: politica, religione, giovani, attualità, libertà, società, laicità




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Lorenza Boninu

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Utente: floria1405
Una volta il sottotitolo del blog era:"Ricercare le connessioni, i territori di confine, le affinità e le opposizioni, le risonanze, i richiami, le somiglianze, i riflessi...contaminare linguaggi, ibridare conoscenze e competenze, sperimentare ... esprimere". Bella pretesa, non è vero?


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