Qualche parola un po' meno ufficiale di quelle che ho pronunciato nel corso delle varie conferenze di "Incontri con il Classico" in veste di padrona di casa e organizzatrice dell'evento. Quest'anno mi sono veramente voluta male, perché ho messo parecchia carne al fuoco, forse troppa: accanto alle conferenze (e c'è sempre qualcosa che non va, tipo il proiettore che non si collega al computer del relatore di turno, o la videocamera che non si accende, o il microfono che non funziona), ho fortemente voluto una pubblicazione che contenesse gli interventi dell'anno passato - di Andrea Taddei (Università di Pisa), Graziano Arrighetti (il mio maestro, Università di Pisa), Monica Longobardi (Università di Ferrara), Mirko Tavoni (Università di Pisa) - e due interviste a Maurizio Bettini e Massimo Fusillo.Sono nati così "I Quaderni di Incontri con il Classico", cortesemente stampati dalla Stamperia Comunale ma impaginati (non perfettamente, a dire il vero) dalla sottoscritta. Chi vuole il pdf si faccia avanti per e-mail e sarà accontentato.
Ma i video per la serata dedicata a Pavese ("L'inconsolabile" e "Gli dei" da "Dialoghi con Leucò") sono stati la fatica più gravosa. Alla fine il risultato è stato dignitoso ma certo che giocare alla piccola cineasta sarà anche divertente, però ... che stress!
E dunque chi me l'ha fatto fare? Una convinzione. Una fede, se vogliamo. La scuola si fa ovunque e con qualunque mezzo. E. soprattutto, la scuola in atto deve uscire dalle aule per mostrare fuori quello che sa fare e la cultura che può produrre. Per i ragazzi e non solo. Non è un'operazione di marketing, perché di questi tempi il marketing scolastico non si fa di certo con la letteratura classica. Ma io, personalmente, sono una classicista sui generis: a me piace contaminare, giocare con il presente e con il passato e, soprattutto, so che ho ancora tanto da imparare e da sperimentare. Incontri con il Classico serve anche a questo: dare un assaggio di un modo diverso di trattare certi temi rispetto a quello che normalmente avviene nelle aule (nessun paradigma di verbi irregolari da recitare a memoria ma questioni vive sulle quali riflettere e dalle quali apprendere qualcosa di nuovo e significativo). E poi, sì, è vero: volevo vedere se sarei riuscita ad arrivare in fondo al progetto ( tanto per rispondere a chi - e so che qualcuno fra le persone a me più vicine lo pensa - ritiene che tutto il carrozzone sia stato messo su dalla sottoscritta per pura e semplice smania di protagonismo).
Ho volato alto e, soprattutto, in tempi in cui forse per qualcuno sarebbe stato giusto occuparsi di altri, più scottanti argomenti (tipo le elezioni, per dire), sono volata altrove. Meglio Platone di Bossi, meglio Virgilio di Berlusconi, meglio J.P.Vernant dell' annosa questione Alitalia, meglio gli oratori di Atene dei pessimi oratori odierni. Il che non significa che preferisca vivere nella mia erudita palla di vetro: vuol semplicemente dire che a volte si sente il bisogno di un sano distacco, di valutare le questioni per quello che sono, di respirare aria più salubre per guardare all'attualità con animo sgombro, da una prospettiva meno ansiosa e non così invelenita.
Ora torno in pista, anche su Contaminazioni. Ho diversi libri che ho mollato a metà e di cui mi piacerebbe parlare, una volta che li abbia conclusi. Qualche considerazione spicciola da condividere con i miei venticinque lettori. Un po' di feed da leggere. Conversazioni da riprendere con gli amici di blog. Un po' di sano e individuale narcisismo internettiano da coltivare.
...a tirarmi su di morale.
Di ritorno da un collegio dei docenti surreale per modi e tempi delle argomentazioni, stanca morta per la performance su Pavese di ieri (vedi post precedente), ho trovato nella casella di posta una serie di gustose caricature di prof, opera della fervida creatività dei ragazzi della Quarta B.
Mi vedono così: notare il dentino avvelenato, l'aria incazzina, l'immancabile Ipod e, soprattutto, la scritta sulla maglietta.
... ora vi spiego le ragioni della mia lunga assenza da "Contaminazioni". E ve le spiego con questo link al Corriere Etrusco - Notizie dalla Val di Cornia che riporta questo breve comunicato stampa: PIOMBINO: CONFERENZE E RECITAL AL CENTRO GIOVANI
In dirittura di arrivo il ciclo di conferenze “Incontri con il Classico”, organizzato dal Liceo “Carducci” in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e l’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Piombino.
Giovedì 18 aprile, presso l’Auditorium del Centro Giovani, alle ore 16, il dott. Andrea Taddei dell’Università di Pisa parlerà di “Miti e Riti nei tribunali di Atene”. L’incontro verterà sugli usi del mito greco con fini propagandistici nell'oratoria giudiziaria, con particolare riferimento al caso dell'oratore e uomo politico Licurgo, e della presenza di rituali giudiziari (tortura, giuramento) nella vita dei tribunali di Atene. Un tema stimolante che coniuga storia, letteratura e antropologia, secondo quelle che sono le caratteristiche più innovative degli attuali studi classici.
E analoga impostazione avrà la conferenza conclusiva, il 23 aprile alle 16.00, dal titolo “Lavoro e tecnica nella Grecia antica”. Parteciperà il prof. Riccardo Di Donato, uno dei più prestigiosi grecisti italiani. Professore nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pisa, insegna Letteratura greca nel Corso di Laurea in Lettere, Antropologia del Mondo antico nel Corso di Laurea specialistica in Filologia e letterature dell’Antichità e Didattica del greco nella Scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario.
Importante, infine, il recital di Fabio Carraresi “Ombre: il Mito nella poesia di Pavese” , previsto sempre al Centro Giovani domenica 20 aprile alle 21 con la partecipazione della prof.ssa Lorenza Boninu e dei ragazzi del Laboratorio Teatrale del Liceo, Jacopo Fulceri e Giorgia Cordischi. Alla lettura delle poesie di Pavese da parte di Carraresi, si alterneranno brevi commenti e filmati che vedranno come protagonisti i giovani attori del nostro Liceo.
Nel corso degli incontri sarà distribuita al pubblico la rivista “I Quaderni di Incontri con il Classico”, curata da Lorenza Boninu: la pubblicazione contiene articoli di prestigiosi docenti universitari quali Andrea Taddei, Graziano Arrighetti, Monica Longobardi, Mirko Tavoni e due interviste sul tema del mito ai professori Maurizio Bettini (Università di Siena) e Massimo Fusillo (Università de L’Aquila).
Bello, vero? Peccato che io sia una tendenzialmente allergica al lavoro di équipe, una che ha la pretesa di fare tutto da sola: e allora, in questo frangente, ho girato e montato video, imprecando contro il (nonostante tutto) fedele portatile, impaginato i "Quaderni", tenuto i contatti con mezzo mondo, fatto lavoro di facchinaggio, trasportando qua e là scatoloni pieni di riviste ... senza contare che bisogna mangiare, e quindi fare la spesa, provvedere alle necessità minime della famiglia, portare avanti il lavoro scolastico etc etc. Il blog, fatalmente, langue.
Bene: i video funzionano e prometto che in tempi brevi li pubblicherò in Rete. Devo ancora scrivere i miei interventi su Pavese per il recital, ma quello, almeno, lo so fare senza grossi sforzi tecnici. Domenica il grosso del lavoro sarà finito. Mercoledì l'ultima conferenza. Non sono ancora completamente "fuori dal tunnel" ma mi riprenderò in fretta.
No, non piango lacrime di sangue sull'esito delle elezioni perché, francamente, non ho avuto il tempo di pensarci più di tanto, anche se, alla fine, ho fatto obtorto collo il mio (inutile) dovere di elettrice.
Di certo la prospettiva di Bondi come Ministro della (Pubblica?) Istruzione non mi consola. Magari, per non pensarci, organizzo un altro ciclo di conferenze (finché si può).
Interrompo il silenzio del mio blog, dovuto a un carico eccezionale di superlavoro che mi sono biecamente andata a cercare, per celebrare come posso e so la vittoria del Premio Pulitzer da parte di Bob Dylan.
Ditemi: quanti personaggi del calibro di Dylan, con un impatto pari al suo nella storia della musica e del costume, hanno osato girare uno spot come questo? Bravo Bob, continua, come hai sempre fatto, a disorientare tutti.
Continuo a perdere cose per me importanti (libri, quaderni, fogli, chiavi, accendini, cd, lettere, bollette, files, giornali, cassette, istruzioni, referti medici, ricevute ...), a dannarmi l'anima per ritrovarle, rovesciando cassetti, scaffali, bauli, riportando alla luce e alla vita altre cose che credevo irrimediabilmente smarrite, e poi, alla fine, scovando quel che cercavo nei posti più impensati, fra nuvole di polvere, cartacce, cellophan, pacchetti vuoti di sigarette, altri libri, altri quaderni, altri fogli.
Potrebbe essere il sintomo di una patologica tendenza alla confusione. Oppure di precoce rincoglionimento. O, chissà, una specie di metafora.
Una volta il sottotitolo del blog era:"Ricercare le connessioni, i territori di confine, le affinità e le opposizioni, le risonanze, i richiami, le somiglianze, i riflessi...contaminare linguaggi, ibridare conoscenze e competenze, sperimentare ... esprimere". Bella pretesa, non è vero?