contaminazioni

La caotica scrivania di Floria
28/01/2009

Remo Bassini o della semplicità

Di Remo leggo abbastanza regolarmente il blog: mi piacciono i suoi post, così lievi, equilibrati, scorrevoli. A volte strappano un sorriso, a volte turbano, sempre ti fanno pensare. Ma un libro non è un blog, dopotutto. Se pure le pagine riportano testi che già si sono letti in Rete, il peso specifico delle parole appare diverso, e più intensa la permanenza nella memoria e nel cuore. Di Tamarri (Edizioni Historica, Short Cuts, pagg.45, € 4,50), l'ultima sua fatica, una raccolta di brevi frammenti narrativi, avevo già letto qualcosa qua e là, per esempio il racconto che dà il titolo all'opera. Ma queste brevi folgorazioni, queste figure incontrate casualmente e strappate dalla scrittura al passaggio inarrestabile e opaco di una folla anonima, sulla carta hanno una consistenza diversa, un particolare valore aggiunto. Così, dopo aver letto Tamarri sono andata a cercare il segreto di Remo non più sul blog ma fra le pagine del primo romanzo da lui pubblicato, Il quaderno delle voci rubate (La Sesia, 2002). E ho trovato persistenza ed evoluzione, coerenza e mutamento: forse, adesso, la scrittura è più agile e allenata, ma il sentimento è lo stesso e la qualità dello stile la medesima. Qualità che si riassume in una sola parola: semplicità.

La semplicità, come credo da sempre e come non mi stanco di ribadire, non vuol dire  banalità, approssimazione, luogo comune, pregiudizio. La semplicità equivale a concretezza, a parole che significano quello che significano, senza inutili fumosità o perversioni retoriche, a esistenze comuni che si presentano per quello che sono, nella loro unicità, nel loro pregio nascosto e irripetibile. Un minimalismo che non significa diminuzione o impoverimento, ma emozione discreta e trattenuta, pudore nei sentimentii e nell'espressione. E per questo motivo agli occhi del lettore il risultato è tanto più intenso, coinvolgente, commovente.

Del resto, ammesso che la letteratura serva a qualcosa, serve, appunto, ad aprirci gli occhi sulla realtà a noi più vicina, sulle vite degli altri che spesso ci scivolano accanto senza che li vediamo davvero, sulle loro "voci rubate" altrimenti destinate ad evaporare nell'insignificanza. E Remo, vero cercatore di perle rare, questo lavoro lo sa fare benissimo, con pazienza e amore. Non è poco, davvero.

postato da floria1405 alle ore 22:15 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
|
|categoria: segnalazioni, letteratura, scritture




24/01/2009

Benedetti ragazzi

Non sono bastati la furibonda campagna mediatica dell'anno scorso sulle derive di YouTube e affini, le polemiche, le denunce, gli ammonimenti. 'Sti ragazzi sono proprio ingenui. Convinti che la Rete sia territorio franco, la usano con disinvoltura pari alla loro irresponsabilità. Fiduciosi che "tanto i vecchi non ci capiscono nulla", resi impavidi dalla convinzione che smanettare qua e là sulle varie reti sociali li renda in automatico abilissimi e  impuniti "pirati" informatici, evidentemente ignari del fatto che le tracce elettroniche sono fra le più persisenti che esistano, del tutto inconsapevoli dei meccanismi che regolano il funzionamento dei motori di ricerca, o di faccenduole per loro irrilevanti come indirizzi ip o referrer, pensano che basti un nick fantasioso per garantire anonimato, Proprio non si rendono conto che i blog, i forum, Facebook, non sono il salotto di casa, ma assomigliano piuttosto a scatole di vetro: pensano di poter condividere il loro esibizionismo da quattro soldi con pochi, selezionati, amici e si trovano sbattuti, metaforicamente nudi, nella piazza virtuale. Non parliamo poi di rispetto della privacy altrui, correttezza, e dell'elementare consapevolezza che la materia è regolata da leggi precise.

Com'è noto, sono abbastanza presente su Facebook e quindi certe notizie, come questa, diffusa proprio oggi dagli organi di informazione nazionali, non mi sorprendono affatto. La punizione dei poco simpatici goliardi sardi che su Facebook sbeffeggiavano il loro ignaro (ma per poco) prof sembra esagerata? Non è comunque l'unico caso e non sarà l'ultimo. Le Pasquinate elettroniche evidentemente hanno un fascino irresistibile: e se qualche volta è lecito sorridere, è bene non dimenticare mai che il confine fra l'ironia e l'insulto, fra il gioco e la diffamazione è assai labile. Nativi digitali, certo, ma quanto consapevoli dell'effettivo potere del mezzo che usano?
postato da floria1405 alle ore 22:41 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
|
|categoria: tecnologia, scuola, internet, giovani, società, web 20, facebook




20/01/2009

Nausea da reality

Tanto per alleggerire l'atmosfera di questo blog. La vostra Floria sta vivendo una fase musicale molto blues ed è scarsamente attratta dal cosiddetto "easy listening". Sarà per questo che, dopo la prima puntata, ha deciso che quest'anno X Factor non è cosa. Snobismo? Può essere. Giuro, tuttavia, che quando sfaccendo per casa (oddio, non è che io sia questa gran casalinga), non vado alla ricerca di un sottofondo particolarmente impegnato: mi va bene, per dire, anche Beyoncé.

No, la verità è che non tollero più quello sciagurato terzetto che fa finta di parlare di musica: la  starnazzante Ventura sempre più simile ad un ibrido fra la gallina e la giovenca da latte; Morgan che recita ispirato la parte dell'impegnato musicista contro  (ma dove? su Rai 2?); Mara Maionchi con quell'accento da milanesotta in carriera e l'aria da sbrigativa commenda della musica. All'allegra combriccola si è aggiunto quello sciagurato, il cui nome mi sfugge completamente, che si occupa del look dei concorrenti: ma mi faccia il piacere. Uh, che barba che noia, che noia che barba! L'anno scorso mi sono divertita ma ora poi basta, il copione è scontato, i siparietti prevedibili, le battute stantie.

E dai, ma un posto televisivo mainstream in orario decente dove si parla di musica, si fa musica, si promuove musica, senza fronzoli e chiacchiere inutili,  farebbe poi così schifo? Boh.
postato da floria1405 alle ore 23:28 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
|
|categoria: musica, personale, televisione




18/01/2009

Il suono del silenzio

Se vi interessa seguire il filo del mio ragionamento, prima di tutto leggete questa storia Zen: "Il suono di una mano sola" (101 Storie Zen - Adelphi Edizioni).

Che cosa sto facendo? Ovviamente scrivo. Ovviamente, mentre scrivo, ascolto la musica. Non importa che ritenga la "mia" musica più nobile delle pappine predigerite di MTV. Non importa che mi sia indispensabile per isolarmi dalla prevedibile confusione di un appartamento troppo piccolo per quattro persone in verità assai rumorose. Vivessi in un eremo, sarebbe lo stesso: non tollererei il silenzio e avrei bisogno della mia personale colonna sonora.

Questa incapacità diffusa di sopportare il silenzio dà da pensare. In effetti ci sono due categorie di persone che mi suggeriscono inevitabilmente un'idea di alienazione: quelli che, camminando per strade affollate, urlano al microfono del loro ultratecnologico  auricolare bluetooth, rispondendo ad interlocutori invisibili,  manco sentissero le voci come Giovanna d'Arco; e quelli che, facendo jogging lungo vie soffocate dal fumo delle macchine, non rinunciano alle cuffiette d'ordinanza del loro Ipod. Ma è un'alienazione che, stringi stringi, condivido anch'io, e che quindi non posso disprezzare più di tanto.

Rimanere soli con i propri pensieri, metaforicamente faccia a faccia con se stessi, senza bisogno di sottolineare il flusso di coscienza con l'enfasi della musica, manco fossimo tutti protagonisti di un film autobiografico con relativa soundtrack personalizzata; concentrarci su una cosa alla volta, invece di saltare freneticamente da una schermata all'altra, dal blog alle mail, da facebook a twitter a youtube, dai feed readers ai giornali a google ... e poi ancora la televisione, il quotidiano, l'ultimo libro che è necessario leggere per non sapersi, per non sentirsi irrimediabilmente "out". Lo chiamano "multitasking", i nostri figli, pare, lo sappiano gestire in modo straordinariamente efficace, ma sulla base della mia esperienza in Rete devo dire che conosco diversi miei coetanei che non hanno niente da invidiare al più scafato adolescente "nativo digitale".

Poi si potrebbe giocare sul paradosso ed affermare che anche questa apparente superficialità ha la sua profondità. Può essere. Può essere, comunque, che questo surfare ininterrotto sulla cresta dell'onda sia solo un modo per tacitare i propri timori o nascondere la propria stanchezza. E forse tutto questo rumore ci rinchiude in un silenzio peggiore, quello che ci impedisce di ascoltare davvero.




postato da floria1405 alle ore 12:03 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
|
|categoria: musica, personale, scritture




15/01/2009

E la scuola?

Abbiamo manifestato, partecipato, discusso, scritto, parlato, urlato. Ci sentivamo, assieme agli studenti universitari, a quelli medi, ai genitori, ai colleghi degli altri ordini di scuola, "Onda", finalmente capace di farsi sentire e, almeno, di travolgere le perplesse resistenze della politica.

Diciamolo forte e chiaro. Ci hanno fatto sfogare. Poi, complici le vacanze natalizie. sono andati avanti per la loro strada: quella dritta della maggioranza, quella incerta e tortuosa dell'opposizione.


Ora, la confusione regna sovrana. Se è vero quello che si legge in molti dei post, comunicati stampa, articoli di giornale ripresi negli ultimi due giorni (in particolare oggi) sul sito di Rete Scuole (un esempio qui), la Circolare emanata oggi dal Ministro Gelmini in merito alle preiscrizioni alla scuola primaria è in netto contrasto sia con il Piano Programmatico formulato ai sensi dell'art.64 della legge 133/08  sia con lo schema di Regolamento approvato dal Consiglio dei Ministri del 18 dicembre scorso. E in ogni caso, in assenza dell'approvazione definitiva del Regolamento, la circolare, ripresa con evidenza da tutti gli organi di informazione, non ha per ora alcun valore vincolante. Analogo ragionamento può essere fatto in merito alla trasformazione dei criteri di valutazione: l'iter per l'approvazione definitiva (che prevede nuomerosi passaggi,  CNPI, Consiglio di Stato, e poi ancora Consiglio dei Ministri) è ben lontano dall'essere concluso, ma intanto gli scrutini incombono e la situazione è caotica.

Sono rimasta basita. Piano programmatico? Regolamento? Insomma, tutto è ancora per aria, ma tutto viene dato per già fatto. I Sindacati si agitano, un po' a vuoto, mi sembra. Quello che è chiaro è che si vuole procedere, al solito, nella massima fretta ed evitando di fornire troppe informazioni. Oggi pomeriggio cercavo di spiegare il paradosso ad alcuni volenterosi amici estranei alle dinamiche perverse della legislazione scolastica: non mi hanno creduto. Anzi, qualcuno ha commentato: "Beh è sempre stato così. Quando si cambia, un po' di confusione è fisiologica". Fisiologica? Qui, molto semplicemente, si è voluto procedere di furia, approfittando della stanchezza della piazza e della dabbenaggine dell'opposizione. Tanto, a parare i colpi sono sempre i soliti: dirigenti scolastici in fibrillazione  e confusi collegi dei docenti.

Insomma, in assenza di imprevisti colpi di scena (ma cosa ci vorrebbe?  forse una rivolta generalizzata che faccia leva sull'illegalità dell'intera operazione?), la sorte della scuola primaria (elementare) e secondaria di primo grado (media) pare segnata. A noialtri del superiore è stato concesso, apparentemente, un po' di respiro, ma attenzione, sono in cantiere i regolamenti relativi ai licei e agli istituti tecnici: mi pare che sarebbe opportuno studiarli bene e discuterli meglio, prima di ritrovarsi con una pietanza indigesta da inghiottire a forza.

Nel frattempo i sindacati e il MIUR discutono su come assorbire in termini di occupazione gli effetti dei tagli: ma anche qui la situazione è piuttosto oscura, visto che l'ipotesi prospettata dall'Amministrazione, in considerazione dei consistenti esuberi che si verranno a formare, è fra l'altro la mobilità d'ufficio (verso l'alto? verso il basso? fra classe di concorso diverse da quella di appartenenza) inserita nel contratto secondo modalità ancora tutte da definire. Non ci capite niente? Capisco poco anch'io. Ma è quello che si vuole.

Appunto.

postato da floria1405 alle ore 23:43 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
|
|categoria: politica, scuola, attualità, società




14/01/2009

Sempre a proposito di Gaza

Fare rete. Io credo che il social network debba e possa servire anche a questo. Reperire informazioni, suggestioni, riflessioni. Condividere sentimenti e ragionamenti. Diffondere appelli, oltre i limiti degli strumenti tradizionali. Facebook non equivale alla  Rete, ma è un riflesso della Rete, così come la Rete è un riflesso del nostro mondo.

Ricevo via Facebook questo appello urgente e mi affretto a portarlo fuori dal recinto. Di richieste ne ricevo a dozzine e, dico la verità, per lo più il ditino scivola compulsivamente sul tasto "ignora", perché mi sembra tutto sommato un po' fatuo mettersi a posto la coscienza aderendo a questa o a quella causa standomene comodamente seduta nel salotto di casa davanti al mio fiammante computer nuovo.

Ma questa no, questa non l'ho cestinata. Perché al di là delle molte parole che vengono fatte, spesso a sproposito, sulla tragedia di Gaza, sulle colpe di una parte e dell'altra, mi pare che dovremmo cercare, per quanto possibile, un minimo di concretezza, pensando al "dopo": perché un "dopo" ci sarà, e non sarà facile da affrontare.

Prego chiunque legga l'appello che segue di diffonderlo con gli strumenti a sua disposizione.

Tavola della Pace
Coordinamento Nazionale Enti Locali per la pace e i diritti umani

Diamo un futuro ai bambini di Gaza

Questa è una cosa concreta che puoi fare solo tu.
Non rinunciare a dare il tuo contributo.


Appello

I bambini e le bambine di Gaza sono più di 700mila. Più della metà degli abitanti di quella misera striscia di terra. L’età media degli abitanti della Striscia di Gaza è di 17 anni. Non è dunque per caso che nell’attacco israeliano a Gaza siano morti 311 bambini e ne siano stati feriti 1.497 (13.1.09).

L’80% degli abitanti della Striscia di Gaza, prima dell’ultima guerra in corso, vivevano sotto la soglia della povertà. Oggi tutti sono travolti da una immensa catastrofe umanitaria che è sotto gli occhi di tutti. Solo le autorità israeliane continuano a negarla.

Imprigionati in uno dei lembi di terra più densamente popolati al mondo, i bambini di Gaza e le loro famiglie tentano di sfuggire alla morte senza alcuna protezione, senza elettricità, acqua, cibo, cure mediche.

Bisogna fare l’impossibile per fermare questa guerra, subito! Senza ulteriori esitazioni. Ma dobbiamo anche agire immediatamente per aiutare coloro che stanno lottando per sopravvivere. Bisogna farlo ora e bisogna cominciare a pensare anche a quello che dovremo fare il giorno in cui taceranno le armi.

Per questo abbiamo deciso di avviare una campagna di solidarietà con i bambini palestinesi di Gaza. L’obiettivo è raccogliere i fondi necessari per realizzare insieme quanto sarà possibile per alleviare immediatamente le loro sofferenze, per aiutarli a superare il trauma terribile che stanno vivendo e a ritornare a sognare un futuro migliore.

Di fronte agli orrori che stanno scorrendo sotto i nostri occhi, questa è una cosa concreta che puoi fare solo tu.
Puoi scegliere.
Ma non rinunciare a dare il tuo contributo. Oggi.

Invia subito il tuo contributo sul C/C POSTALE N. 19583442 intestato all’Agenzia della Pace specificando “Bambini di Gaza” oppure con bonifico sul C/C BANCARIO N. 107073 della Banca Popolare Etica, Sede di Padova, ABI 05018 - CAB 12100 - CIN X - CODICE IBAN: IT90 X050 1812 1000 0000 0107073.

Per ulteriori informazioni:
Tavola della Pace
via della viola 1 (06122) Perugia - Tel. 075/5736890 - fax 075/5739337
email segreteria@perlapace.it - www.perlapace.it
postato da floria1405 alle ore 16:56 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
|
|categoria: palestina, israele, gaza, web 20, facebook




11/01/2009

La difficile strada della pace

Ricevo da Marco Menin via Facebook un significativo messaggio, che mi pare giusto condividere qui. Ho letto molto e molto ho ascoltato in questi giorni a riguardo della drammatica situazione di Gaza. Come al solito, molta ideologia. Come al solito, come capita spesso in Italia (e segnalo a questo proposito le considerazioni di Lia e i commenti al suo post), la strumentalizzazione, la disinformazione, la superficialità sono in agguato.

Invito chi passa di qui a visitare il sito dell'iniziativa "Fiori di Pace" e a leggere i messaggi che i ragazzi israeliiani e palestinesi si sono scambiati a proposito di Gaza.

Questo è il messaggio di Marco.

"Oggi ho partecipato ad una manifestazione contraddittoria e, per me, sofferta, per la pace in Palestina. Al di là della ovvia banalità, per cui tutti vorremmo la pace, il problema è quello di capire quali obiettivi concretamente porsi e proporre.
A parte l'emotività, che certo gioca brutti scherzi ma non possiamo farne a meno, non vedo futuro nelle posizioni partigiane, di chi dice "noi siamo i buoni, perciò abbiamo sempre ragione, andiamo dritti verso la gloria!".
Dico una cosa LAPALISSIANA ma che talvolta molti dimenticano: la pace la si deve fare col nostro nemico, mica con il nostro fratello.
a Verona la manifestazione è stata ordinata e tranquillissima, ma gli slogan erano unilaterali. Io non sono parte in causa diretta, non ho morti da piangere, e posso concedermi il lusso di ragionare sulla prospettiva: che fare per aiutare la pace?
certo credo non serva a nulla dire "colpa tua, colpa sua..."

E così abbiamo distribuito 500 copie di questo volantino, prima di tutto a coloro che partecipavano alla manifestazione; poi l'ho letto dal palco, e molti (anche se non tutti) hanno anche battuto le mani, forse per educazione... avevano applaudito anche agli interventi più accesi di condanna di Israele (solo di Israele...)

Ma è stata una grande fatica.

Mi auguro sia servito almeno ad aiutare qualcuno a ragionare che fra israeliani e palestinesi l'unica vai possibile è quella del dialogo e della riconciliazione...

Incollo di seguito il testo del volantino, sul cui frontespizio era disegnata una provocatoria colomba con la stella di Davide su un'ala e la bandiera palestinese sull'altra".

Il volantino di Fiori di Pace

Da anni lavoriamo per un grande sogno, che in questi momenti drammatici rischia di apparire come un’illusione velleitaria: offrire a ragazzi israeliani e palestinesi l’opportunità di un incontro impossibile nella loro terra e di avviare un dialogo fra loro, attraverso il progetto Fiori di Pace.

Oggi crediamo opportuno tacere per un momento e lasciare la parola a Samer, studente palestinese di Jenin, oggi diciottenne, accolto a Verona negli anni scorsi in iniziative di dialogo: crediamo che fra tante parole nate dalla rabbia e dalla disperazione di questi giorni, sia giusto porci in ascolto di testimoni diretti.

Samer ci ha raccontato la sua angoscia, che deriva non solo dall’assistere impotente al massacro di tanti suoi compatrioti, ma anche da un risvolto personale. Alcuni giorni fa ci ha scritto, infatti “oggi sono stato fortemente turbato: mentre guardavo la televisione, ho visto uno dei miei amici israeliani, che aveva partecipato con me al campo per la pace organizzato in Austria nel 2006 fra ragazzi israeliani e palestinesi… il mio amico è ora un soldato nell’esercito israeliano, e mi ha scioccato quando l’ho visto con altri due soldati su un carro armato mentre lanciava razzi verso Gaza. Non posso credere che uno dei miei amici sia diventato un criminale... Egli non era così... Mi sento come se qualcuno mi avesse pugnalato alla schiena... Come può un amico che ha creduto nella pace diventare oggi un criminale ed essere coinvolto in un massacro, un crimine in cui centinaia di bambini e civili sono stati uccisi?”

L’angoscia che vive, però, non ha impedito a Samer di riflettere su quanto sta accadendo e su tante reazioni dall’una e dall’altra parte, a partire da quelle fra gli stessi ragazzi israeliani e palestinesi che hanno partecipato alle iniziative di incontro e dialogo. “Tutti noi, un tempo, abbiamo pronunciato parole di pace… ma cosa sta accadendo oggi? Vedo che da una parte e dall’altra stiamo seguendo quelli che hanno la mentalità che i problemi possano essere risolti con la violenza, uccidendo e distruggendo. Vedo che gli israeliani tentano di giustificare la guerra brutale e sproporzionata ed i crimini contro l’umanità che il loro esercito commette a Gaza. E, nello stesso tempo, i palestinesi cercano di giustificare con il trattamento che gli israeliani riservano al loro popolo gli atti di Hamas ed il lancio di razzi contro Israele, che sono anch’essi atti di violenza.

Sappiamo bene che queste azioni sono sbagliate e vanno contro i diritti umani: perché stiamo tentando di giustificarle? Perché, quando siamo consapevoli che la violenza non ci porterà la pace? Perché oggi parliamo come fossimo un leader di Hamas o un portavoce dell’esercito Israeliano? Perché è il loro linguaggio ad essere usato da noi, quando siamo d’accordo che questa gente non risolverà i nostri drammi?
Vi prego: smettetela di difendere quelli che credono nella violenza e agiscono di conseguenza, smettetela di dare alle loro azioni un look accettabile, perché non è così. Noi abbiamo un modo diverso di pensare: non dovremmo lasciarci guidare dalla loro propaganda.

Adesso, come persone che credono nella pace in entrambi gli schieramenti impegniamoci a pensare ad un modo migliore per reagire alle sofferenze cui sono costretti i nostri popoli. Cosa possiamo fare come attivisti per la pace in entrambe le parti per fermare questo massacro, questa guerra vendicativa e che genera solo odio? In questo dobbiamo investire le nostre energie, per trovare strade nuove. Dovremmo iniziare a parlare di cosa noi – la gente che crede nella pace – possiamo fare per arrestare questa assurda violenza. È ora, per tutti noi, di riconoscere che le persone che agiscono con la violenza, non importa a quale parte appartengano, stanno sbagliando, e da qui partire per elaborare un progetto di cosa noi possiamo fare”.

E in questa direzione un suggerimento viene da Itai, ragazzo israeliano anch’egli coinvolto nel progetto Fiori di Pace. Anche in una situazione di conflitto, secondo Itai, ogni persona può fare una scelta diversa: “la “regola” per questa scelta è che almeno una persona dall’altra parte ti stia ascoltando. Questa scelta è ascoltare e rispettare questa “persona dall’altra parte” per un grande obiettivo: comprendersi. Cercare di capire perché è così arrabbiato o perché è così triste, prudente o felice. Comprendere è qualcosa di grande e piccolo, e non è così facile, perché nessuno che viva “dall’altra parte” può davvero comprendere cosa significhi attendere ore e ore ai checkpoint o convivere con la paura dei soldati, oppure quali siano i sentimenti di una madre che lascia i suoi figli andare alle armi, o un uomo che piange mentre suona l’allarme missilistico…
Questi sono gli identici codici dei sentimenti umani. Ed io credo che questa comprensione sia necessaria per riprendere a camminare, passo dopo passo, lentamente ma con cura, verso giorni migliori per tutti e noi non saremo capaci di muoverci in avanti senza di essa. È qualcosa che noi insieme possiamo sentire con lentezza, un po’ per volta.”

OGGI LA PRIORITÀ ASSOLUTA È CHE TACCIANO LE ARMI E SI FERMINO I MASSACRI.
Ma crediamo che queste parole forti e decise debbano essere uno sprone a cercare anche noi le strategie per realizzare un reale processo di pace fra due popoli che meritano ben altro che una guerra che si trascina ormai da 60 anni.
postato da floria1405 alle ore 22:02 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
|
|categoria: segnalazioni, palestina, gaza




09/01/2009

Censura? Ancora?

Riicevo questo messaggio su Facebook da Sacha Naspini. Titolo: Abracadabra.

"Dunque, è accaduta 'sta cosetta qui: ieri ho condiviso sul mio profilo di faccialibro un breve archivio fotografico che riportava immagini piuttosto forti sulle conseguenze dei bombardamenti a Gaza. Si trattava di circa 60 foto rubate per strada, in cui si potevano vedere gli effetti concreti sui civili, ovvero morti su morti, uomini, donne, BAMBINI. Era un documento crudo, ma VERO; la potenza delle immagini è innegabile, indipendentemente dal contesto in cui vengono presentate. Avevo ritenuto opportuno condividerle sul mio profilo per dare un momentaneo stop al cazzeggio farfallone a cui siamo tutti un po' votati qui su fb, tanto per cogliere l'occasione per impostare un piccolo angolo di riflessione. Tanto più che le immagini di quell'archivio, non circolano normalmente nel web. Ma abracadabra: stamani apro il mio profilo e... tutto cancellato: album, commenti eccetera. Sul momento mi sono detto che si trattava di un errore di caricamento della pagina, così sono andato a vedere sui profili dei miei amici, che avevano condiviso lo stesso archivio fotografico con me: niente di niente. Tutti gli album condivisi, rimossi. Ecco, questo è quanto. Viene da pensare che gli amministratori di fb abbiano ritenuto opportuno cancellare quelle immagini, considerandole "pericolose", o semlicemente "controproducenti". In varie foto si potevano osservare certi atteggiamenti dei militari - in una, soprattutto, ce n'era uno che puntava la canna gratuitamente su un bambino. Be', c'è tout. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate al riguardo. Tanto per non stare qui solo al cazzeggio, da pecora sciolta. Repressione della libera informazione?"

Alle sue richieste di spiegazione, Sacha ha ricevuto questo messaggio dal team di Facebook: "Hai pubblicato un album Ieri alle 12.41.
Questo messaggio conteneva contenuti di Facebook che sono stati rimossi o resi invisibili in base alle impostazioni sulla privacy."

Ora, abbiamo da tempo capito che Mr Facebook, chiunque egli sia, agisce in modo abbastanza criptico. Sospende account oppure cancella foto e messaggi senza concedere spiegazione chiara
Il che, naturalmente, induce molti a pensieri paranoici. Ne abbiamo un esempio chiaro qui e la fonte è autorevole: il Guardian, mica noccioline. Se vi fa fatica leggere l'intero articolo in inglese, diciamo che grossomodo il succo è questo: dietro Facebook ci sta la Cia che, naturalmente, se ne serve per spiarci meglio. E ti pareva ... una si appassiona a un giochino divertente e si ritrova in automatico il Grande Fratello, quello di Orwell, in casa. Certo che la Cia, dopo la figura indegna dell' Undici Settembre e diverse altre stupidaggini di portata mondiale prima e dopo, le studia proprio tutte: persino una schedatura di massa su scala mondiale, schedatura alla quale, oltretutto, come tanti pecoroni, ci sottomettiamo spontaneamente. Mah, tutto può essere, anche se, sinceramente, mi chiedo che cosa diavolo possa interessare alla Cia il fatto che la sottoscritta abbia un'indegna passione per una vecchia ciabatta come Bob Dylan. O dobbiamo pensare, come ha spiritosamente osservato mio figlio a tavola nel corso di una conversazione sull'argomento, che nelle "segrete stanze" esista una sezione apposita dedicata allo studio dei comportamenti degli utenti in Pet Society? Può essere che la strategia miri ad un progressivo e straordinario rincoglionimento collettivo: però, a pensarci bene, a quello provvede già da tempo la televisione.

Eppure Facebook censura. La storia di Sacha ne è un esempio. Quello delle madri che allattano ne è un altro, più eclatante a livello mediatico. Io credo che in un caso come nell'altro la spiegazione sia più semplice e, forse, più stupida. Da un lato gli Americani sono straordinariamente bacchettoni, senz'altro più degli Europei che sono assuefatti a secoli di Madonne dipinte con il seno bene in evidenza. Dall'altro è evidente che il copyright per loro è una questione seria: e le foto dell'album  (che personalmente non ho visto)  caricato da Sacha nel suo profilo erano per lo più protette da copyright, come ha fatto notare una delle partecipanti alla discussione sulla pagina del gruppo. Che  mostrare il dolore e la morte a Gaza possa rappresentare per qualcuno fonte di guadagno da tenere ben stretta è senz'altro moralmente deprecabile: ma questa è la logica del nostro mondo, non solo di Facebook.

Che poi Facebook sia uno straordinario strumento di marketing e un mezzo per monitorare gusti e tendenze degli utenti è pacifico: lo sono anche le carte fedeltà dei supermercati, per dire, carte che adempiono al medesimo scopo e che, presumibilmente, non sono controllate dalla Cia. Su questo potremmo discutere a lungo, ma la filosofia  dietro a questo meccanismo  trascende Facebook (davvero qualcuno credeva in partenza che comunque il social network non fosse "anche" una macchina per fare soldi?) e riguarda in generale il nostro modo di vivere in fondo abbastanza perverso alla radice. Si pensi solo a quanto contino i sondaggi in politica e quanto la loro manipolazione condizioni risultati e scelte.

Detto questo, continuerò ad usare Facebook: se c'è qualche "Condor" (ricordate Robert Redford?) deputato a controllare il mio profilo, perlomeno si farà quattro risate.

 
postato da floria1405 alle ore 23:30 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
|
|categoria: internet, censura, pubblicità, libertà, web 20, facebook




08/01/2009

Scoperte

Ne sento dire tante, ma tante, sui social network, sulla "vita virtuale" che si sovrappone a quella reale, su Internet sentina di tutti i mali ... e non parliamo di quel nido di vipere peccatrici che si chiama Facebook, peraltro adesso anche covo di mafiosi. Dopodichè ho letto questa ponderosa analisi e mi sono sentita male. La verità è che uso Facebook e tutto il resto in perfetta allegria, e non mi pare sia il caso di prendersi troppo sul serio.

Per dire. Non è che sia così semplice procurarsi buona musica qui dove vivo. Stringi stringi, quello che trovi è solo la produzione cosiddetta mainstream, quello che passano normalmente radio e televisione. Io non ho gusti così raffinati e sono esperta, in pratica, di un unico autore (indovinate chi), ma da quando frequento intensivamente i social network (Facebook ma anche LastFm) diciamo che la mia cultura musicale è migliorata e ho scoperto parecchia roba della quale non sospettavo nemmeno l'esistenza o che avevo tranquillamente sottovalutato in passato. E questo grazie ad amici vecchi e nuovi, e non solo italiani.

Tutto qui. E non è poco, io credo. Ma nemmeno dobbiamo esagerare per amore di analisi. Mi sono sempre portata dietro la musica ovunque mi sia capitato di andare, anche quando Internet non esisteva, e ora continuo a farlo. Solo che ho ampliato le mie possibilità di conoscenza e condivisione.

Sto per fare la figura della perfetta ignorante, almeno agli occhi di qualcuno più esperto di me, ma l'esempio che segue è doveroso.  Se anche conoscevo, così così, John Mellencamp, il suo ultimo album l'ho ascoltato, appunto, grazie a questo meccanismo: e me ne sono innamorata da subito. Il 2008, "anno funesto, anno bisesto", a parte il memorabile concerto dei Queen, mi ha portato anche questo.

postato da floria1405 alle ore 23:10 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
|
|categoria: musica, internet, web 20, lastfm, john mellencamp, facebook




06/01/2009

A proposto di Gaza ...

Sono giorni che ci penso. Non che questo blog significhi qualcosa di più che un passatempo per la padrona di casa, e quindi potrei tranquillamente continuare a parlare di sciocchezze, tanto che differenza fa? Ma no, la verità è che quando accendo la televisione e seguo le scene di guerra e distruzione e morte a Gaza mi sento male. Mi sento male perché, in un certo senso, mi sento in colpa.

Qui si sono concluse le feste, abbiamo avuto i nostro alberi di Natale, le nostre calze della Befana, i nostri botti di fine anno, e i servizi giornalistici sui saldi 
e la gente in fila per risparmiare così i commercianti potranno riprendersi dalla crisi e cose così, laggiù invece i botti sono veri e che botti, e i bambini muoiono, e le scuole sono bombardate, Hamas, Israele, su Facebook vengo invitata ai gruppi più strani, c'è una bella dose di antisemitismo in giro, ma certo, come si fa, con il conto dei morti che sale sale sale, bruciano in piazza le bandiere di Israele, la diplomazia è in moto, più o meno, Obama tace, Piombo Fuso, piombo fuso sulle ferite di una terra senza pace,  l'anno è cominciato proprio male, laggiù.

Perdonate il flusso di coscienza. Io ho sempre difeso strenuamente il diritto di Israele ad esistere, adoro gli scrittori israeliani, gente come Amos Oz e Grossmam e Yehoshua, sento la cultura ebraica come una parte importante della mia formazione ...  ma conosco anche ragazzi palestinesi e so bene che la situazione della loro gente è insostenibile. E non è possibile vivere sotto assedio, sotto una continua minaccia, da una parte e dall'altra.

Ecco, questo è probabilmente un post inutile, perché a differenza di molti altri, non ho ricette da offrire, diagnosi da bar da proporre, complicate analisi da esibire, come accade nei tanti post e forum e commenti che si intrecciano nelle strade della Rete, nutriti tutti di pregiudizi più o meno evidenti:  posso solo raccontare il mio disagio e, per quello che vale, la mia angoscia. E il desiderio, frustrato, di poter fare qualcosa di più, a parte esibire sul mio profilo di Facebook l'esangue testimonianza di una foto come status.
postato da floria1405 alle ore 23:21 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
|
|categoria: palestina, politica, israele, gaza




Contaminazioni
è il blog
di
Lorenza Boninu

Chi sono

Utente: floria1405
Una volta il sottotitolo del blog era:"Ricercare le connessioni, i territori di confine, le affinità e le opposizioni, le risonanze, i richiami, le somiglianze, i riflessi...contaminare linguaggi, ibridare conoscenze e competenze, sperimentare ... esprimere". Bella pretesa, non è vero?


Site search Web search

powered by FreeFind


Sottoscrivi il feed


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


Feedbox

Add to Technorati Favorites

Elfa Promotin

MigliorBlog.it

Enhanced with Snapshots
Per disabilitare SnapShot, cliccare su "Opzioni" nell'angolo destro in alto dell'anteprima del link

Posta

lboninu at gmail.com

Technorati Profile

Badges



Profilo Facebook di Lorenza Boninu

Un'occhiata fuori

Blog Aggregator 3.3 - The Filter

Links

>Skip Intro
After2000
Ali d'argento
Artaut
Bakis
Barbabianca
Blog Didattici
Blublog
Bookcafè by G.G.
Brodoprimordiale
Buba
Caporale Reyes
Captain's Charisma
Catepol 3.0
CenerAntola
Censura Rossa
Classico e Moderno
Cosette, Casette
Currenti Calamo
Daisy
Diego Petrucci' s blog
Donna Bissodia
E io che mi pensavo
Ecate
Elfluxusvomitato
Errore 404 - Uno strappo nella Rete
Eva Carriego
Far finta di essere sani
Gidibao
Giovy
Glob
Haramlik
heteronymos
I compagni del fuoco
Il Blog di Ivo Riccardo Forni
Il Gossip di Giulia
Il Mazziniano
Inconnuaubataillon
Korus
La torre di Babele
Letture e Riletture
Licenziamento del Poeta
Lipperatura
Lu
Madame de Bergerac
Maria Strofa
Marsilio black
Mauro Gasparini
Minimo Karma new
Momoblog
Nessun giorno senza una riga
Newbrigand
Paese d'ottobre
Pasta al tonno
Pesce Vivo
Peter Sauerkirsche
Phoebe
Pix & Stef
Placida Signora
Polenta e Cammelli
Remo Bassini
Roquentin
Schegge del Tempo
Senza Qualità
shymay
Sichiamamassimo ...
Sole Luminoso
Squonk
Succede@catepol (trasferito)
Temporalia
The Rat Race
Vaghe stelle dell'orsa (Caracaterina)
Venti gocce per tre
Vincenzo Russo
Webgol
Why Don't You Eat Carrots?
Yaub
ZetaVu
Zeus Blog
Zoro
[Quablog]

I miei spazi
Piombino su Blogolandia Contaminazioni Tumblelog
My Twitter Page
My Jaiku Page
Fuori di classe
La mia pagina su Last.fm
La mia libreria

Fortza Paris
Cut & Paste
Gilgamesh
Grande Onda
Squonk
Contaminazioni
YAUB
Maria Circassa

Strumenti
Accademia della Crusca
Roots Highway
Griseldaonline
Il Mestiere di scrivere
Il portale di filosofia
Il sito di Piergiorgio Odifreddi
Liber Liber
I Corsi del MIT
Osservatorio della ricerca
Punto Informatico
Risorse per classicisti
Origine - Scritture in movimento

La cassapanca delle vecchie cose

Partecipano

Contatori

visitato *loading* volte

Site Meter

Who Links Here

Contatore Sito
Bpath Contatore

Banner

GeoURL

Search For Blogs, Submit Blogs, The Ultimate Blog Directory

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

Radioblog


Bob Dylan widget by 6L & Daxii