contaminazioni

La caotica scrivania di Floria
31/05/2009

La telenovela continua ...

Non mi stancherò di ripeterlo. Siamo un popolo di cialtroni e ha ragione Serra nell' Amaca di oggi: altro che Satyricon, altro che la decadenza imperiale di cui discetta il NYT,  la nostra è una patetica regressione a un'Italietta bigotta, provinciale, piccola piccola e parecchio goffa, nei suoi scandali e scandaletti a misura di casalinga videodipendente.

L'ennesima dimostrazione: il duello (o meglio sarebbe definirlo incontro di wrestling?) fra il Giornale e l'Espresso in merito alla fantomatica intervista a Laura Drezwicka. Chi ha pagato chi? Chi ha le registrazioni? Chi voleva intrappolare chi? Ma soprattutto: di che caxxo stiamo parlando?E' questo il livello a cui è sceso il giornalismo italiano?

(In ogni caso, mi pare che oggettivamente la ragione stia dalla parte dell'Espresso, se non altro perché compravendita non c'è stata e nel corso del colloquio con Laura, come dichiarato dallo stesso Giornale a conclusione del pezzo, i giornalisti coinvolti hanno espressamente affermato:
«Tu non puoi dire che uno è l’amante tuo soltanto sulla base della tua parola» e di conseguenza, senza prove niente intervista, niente soldi: E allora il Giornale di che sta cianciando? Boh)

E mentre questo scandaletto da bacchettoni ossessionati dal sesso sta andando impietosamente in scena davanti agli sguardi allibiti della platea internazionale, la puzza di sacrestia in Italia si fa sempre più forte.
Non ci credete? Andate a leggere questa notizia:
"Il prof Alberto Marani, docente di matematica e fisica presso il Liceo Scientifico “Righi” di Cesena è stato sospeso dalle proprie funzioni e dallo stipendio per due mesi, sanzione decisa dal Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Forlì-Cesena.La motivazione principale è l’avere condotto un’indagine nelle proprie classi per rilevare che percentuale di studenti sceglierebbe la materia alternativa qualora l’istituto la programmasse (finora non è mai stata programmata, e solo 2 studenti su 1300 l’hanno comunque richiesta)". Se è vera (perché, francamente, stento a crederci), nei termini in cui la racconta il sito dell'UAAR, è veramente eloquente.

Amen.
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29/05/2009

Caccete ji soldi ...


Mi sa che questi saranno i primo a partire per la crociera promessa da Berlusconi ai terremotati e alle loro famiglie, tanto perché possano rilassarsi un po'. Voglio dire, quei manifestanti che hanno esposto oggi davanti alla caserma della Guardia di Finanza
lo striscione con su scritto: «Caccete ji soldi, forti e gentili scì fessi no!!!». I finanzieri hanno sequestrato striscione e manifestini, e in più hanno identificato quattro dei partecipanti alla protesta. Molto democratico, non c'è che dire.

Un dettaglio triste. 8 famiglie di studenti morti per il terremoto hanno rifiutato la laurea ad honorem alla memoria pur di non prestarsi a riti pre-elettorali, evidentemente senza alcun valore per chi ha subito una perdita così grave.


«Non si può trasformare una cerimonia in un momento pre-elettorale
- ha confermato da Torre dè Passeri Paolo Colonna, padre di Tonino, morto all'Aquila a 19 anni - si sta toccando il fondo moralmente. Non mi piace e non si può fare. E non ci stiamo». Le famiglie che hanno rifiutato la laurea sono quelle di Michele Strazzella, Enza Terzini, Tonino Colonna, Luca Lunari, Marco Alviano, Angela Cruciano, Luciana Capuano, Davide Centofanti.
(fonte: il Messaggero).

Il Premier, oggi, con una scusa, non si è presentato alla cerimonia.
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28/05/2009

La Repubblica dei Cialtroni

Si vede che Franceschini, poverino, ha perso diverse puntate di quello che è successo in Italia negli ultimi decennii. Chiedere: "Fareste educare i vostri figli da Berlusconi?" è quantomeno ingenuo: fra Amici, Uomini e Donne, Grande Fratello, Scherzi a Parte e qualche altra strullata che non mi ricordo, sono anni che le televisioni del Presidente stanno colonizzando l'educazione dei nostri figli (ma anche, ahimé, il cervello dei genitori). Al punto che il Cavaliere, disgraziato, deve essersi davvero meravigliato che il "velinismo"  in politica e altrove potesse ancora alzare tutto questo polverone: magari credeva che il "popolo" ormai fosse completamente assuefatto.  Certo che è surreale ascoltare le dichiarazioni di alleati e avversari,  impegnati  a denunciare, per un verso o per un altro, l'imbarbarimento della polemica politica, come se ciascun schieramento ospitasse nelle sue fila plotoni di Catoni pronti ad immolarsi in difesa della pubblica moralità. Francamente vorrei prendere una pausa da tutto questo ciarpame pre-elettorale, ma come si fa?

Se anche tenti di parlare d'altro, non riesci comunque a scansare  la follia collettiva che sembra aver travolto ogni senso della decenza e dell'opportunità. Nella scuola (pubblica ... mica quella "steineriana" dove Papi e Veronica hanno mandato i figli loro), non c'è più un soldo, e i Presidi non sanno come fare per fronteggiare economicamente le tante follie demagogiche che hanno intasato il funzionamento corrente della macchina educativa? L'impareggiabile Gelmini non trova  migliore risposta se non ripetere ossessivamente il mantra: "Non si deve fare politica nella scuola!" come se fare presenti le difficoltà concrete in cui si dibattono i Dirigenti Scolastici fra tagli, crediti inesigibili, spese per supplenze, corsi di recupero, visite fiscali etc etc, faccia parte di un insopportabile complotto dei "comunisti" contro l'illuminata gestione del Ministero. E i Presidi "colpevoli" di siffatto delitto di lesa maestà vengono sbrigativamente invitati a levarsi di torno se non sanno dirigere. 

E cosa dire di Brunetta, l'impagabile Brunetta ossessionato dai fannulloni,  che il giorno dopo la dichiarazione del primo sciopero della Celere, da gennaio senza straordinari, se la prende con i troppi "panzoni" che in Polizia dormono dietro le scrivanie? E aggiunge, serafico: "
Bisogna cambiare il concetto stesso di sicurezza, deve essere fatta da chi la sa fare». Da chi? dalle Ronde?


E' sempre colpa di qualcun altro. C'è sempre qualcuno che rema conttro, qualche malvagio malintenzionato invidioso frustrato che disprezza per pura cattiveria d'animo la bontà disinteressata del Premier e dell'Esecutivo che ne rappresenta la più diretta emanazione. E dall'altra parte c'è unicamente l'ossessione per il Satanasso spelacchiato e ritinto che avvelena le radici della nostra veneranda repubblica democratico: ma chi gli ha consegnato il Paese su un vassoio d'argento? E' una farsa indegna, comica se non fosse tragica, un plateale esibizione di  pressapochismo, ignoranza, mancanza di prospettiva, mancanza di ideali. A ben vedere, anche mancanza di quattrini.

La Repubblica dei cialtroni.



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26/05/2009

Se il Vecchio Corruttore riuscirà a rovinarsi con le sue mani, vi siete chiesti quale sarà l'alternativa?

Facciamo finta che il pressing su Berlusconi e la telenovela Letiziopoli sortiscano quell'effetto che i più acerrimi antiberlusconiani si augurano (e non solo loro). Poniamo che Berlusconi davvero sia costretto alle dimissioni (a proposito: ricordatevi della petizione già segnalata ieri), non tanto per i reiterati attacchi alle istituzioni, i tentativi di manipolazione della Costituzione, l'azione obiettivamente corruttrice sulla vita pubblica, ma per quella che già a suo tempo Feltri definì una "faccenda di gnocca" destinata a perderlo. Sogniamo che il risultato elettorale ampiamente previsto sia ridimensionato, se non addirittura rovesciato, o quasi. Passata l'euforia ... e poi?

Già: E POI?

Mai nessuno che si faccia questa domanda. Tutti sguazzano allegramente nel letame nella speranza che il Grande Corruttore finisca affogato nella latrina. Ma non trovo nessuno che cerchi di lanciare uno sguardo provvido verso le possibili alternative, a questo punto si spera più profumate. Anzi no, qualcuno l'ho trovato: Diego Bianchi scommette sulla Lega, il che è possibile, anzi probabile. Per quanto mi riguarda, punto sull'on Fini, sicuramente più presentabile nella buona società di quanto non siano gli esponenti leghisti, moderato, gentile, simpatico, laico, ottimo oratore, a tratti, almeno in apparenza, più progressista di Franceschini & Co. Mi pare si stia discretamente preparando a riscuotere il suo premio ( e mi sa che sia più lungimirante di quanto Panebianco non pensi).

Insomma, se alternativa ci sarà, sarà tutta interna al blocco politico attualmente al potere, perché la Sinistra
latita e pare comunque incapace di elaborare un progetto credibile, al di là degli strilli scandalizzati contro Berlusconi (alla cui ascesa, non dimentichiamolo, hanno ampiamente contribuito esponenti di spicco dell'attuale opposizione: per supposta convenienza, per incapacità strategica, per inettitudine, per stupidità, per manacanza di ideali davvero sentiti, per presunzione ... io non lo so, ma Berlusconi non è impresentabile da oggi, è sempre stato IMPRESENTABILE: eppure si trova dove si trova, e qualche responsabilità ce l'hanno anche i suoi supposti avversari, no?).
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25/05/2009

Abruzzo, ma che succede?



Giornalisti, vi prego, fate il vostro dovere. Documentate quello che c'è da documentare, raccontate quello che c'è da sapere, fateci sapere il pro e il contro delle situazioni, ma per favore, ritrovate un po' di sana deontologia professionale.

Io in Abruzzo non ci sono stata e non posso assumermi la responsabilità di scrivere qui sul blog di cose che non conosco e che non ho personalmente verificato. Ma guardo i telegiornali, leggo i giornali, frequento i blog e noto una straordianria discrepanza fra i resoconti che vengono fatti rispetto alle problematiche della ricostruzione e alle reali condizioni di vita nelle tendopoli. Allora chiedo, anzi pretendo, di essere messa nelle condizioni di capire, di farmi un'opinione precisa, di non essere manipolata, di giudicare sulla base dei fatti. Chiedo che mi venga garantita la possibilità di essere davvero parte della pubblica opinione,


Giornalisti, vi prego. Dovete capire che le regole del gioco sono cambiate, che altri attori vi rubano la scena.

Sull'ultimo Venerdì di Repubblica, nella rubrica di Michele Serra, leggo questa lettera che riporto così come pubblicata.

Gentile Serra,
sono una cittadina aquilana. Non voglio approfittare della sua rubrica per fare polemica sul circo mediatico cui abbiamo assistito più o meno increduli per oltre un mese intorno alla tragedia che ci è capitata, sulle solite trasmissioni che hanno barattato il dolore con lo share, sulle menzogne indecenti che abbiamo ascoltato quotidianamente nelle affermazioni dei nostri politici, sull'assurdità delle domande rivolte a noi sfollati da alcuni giornalisti, sull'abbondanza di numeri e dati (rigorosamente falsi) sulla ricostruzione che vengono forniti per "drogare"  i meno informati. Però mi e le domando: tra le dirette strappalacrime e il silenzio totale che fine ha fatto l'informazione? Perché nessuno racconta le notizie che pure circolano nei blog, i disagi e le umiliazioni, gli scatoloni di Nike nuove che scompaiono, i Tir di latticini e di carne  che arrivano di notte nelle tendopoli e di cui al mattino non c'è più traccia? Perché nessuno manda in onda le interviste - che pure vengono fatte - a quelli che denunciano? Perché non si viene a sapere che le macerie sono state triturate con tutto il loro contenuto di amianto? Perché nessuno si prende la briga di far sapere che l'organizzazione del G8 all'Aquila non è altro che una passerella elettorale? Perché non viene dato il debito risalto al fatto che lo stanziamento per il territorio è da intendersi in 24 anni? Quando latita la verità, latita pure la giustizia. Ma i media ci hanno dipinto come un popolo pieno di dignità: hanno insistito tanto, così che non ci venisse voglia, magari di alzare un po' la voce. (Paola Pacifici email)


Su Giornalettismo leggo questo pezzo, L'Irrisistibile disastro della ricostruzione dell'Abruzzo, del quale merita di essere citata la conclusione:

Insomma, ammettiamolo: Berlusconi è riuscito a stupirci anche stavolta. Poteva avviare una rapida ricostruzione in emergenza per togliere subito la gente delle tende e sistemarla in moduli abitativi temporanei il più vicino possibile alle proprie case, e contemporaneamente creare consorzi tra tutti i proprietari di prime e seconde case con contributo commisurato al reddito e alla superficie abitativa, e comunque pari al 100% per la prima casa. Ma lui non è scienza, è fantascienza. Lui ha mantenuto la sua promessa. Non ha fatto come in passato. E’ riuscito a fare molto, ma molto peggio.

Badate bene, non sto dicendo che quello che leggo qua e là in Rete sia oro colato solo perché gronda antiberlusconismo. Penso, tuttavia, di non essere la sola a sentire il bisogno di verità, a non poterne più della pessima retorica con la quale ci ingozzano dalla mattina alla sera.
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|categoria: internet, giornalismo, media e comunicazione, censura, terremoto




25/05/2009

Petizione: Berlusconi dimettiti!


[Mentre sui quotidiani nazionali  (link all'irresistibile resoconto di Giornalettismo) ci si diletta amabilmente discettando su che cosa significhi mai "amicizia" su Facebook (naturalmente concludendo che difficilmente i cosiddetti "amici" su Facebook darebbero la loro vita per te) e limitando il significato e l'impatto del social network più trendy del momento ad una questione di sfigati frustrati, persino un po' arretrati, ovviamente "fannulloni", proprio via Facebook sono stata messa al corrente di questa iniziativa, che mi pare giusto rilanciare sul blog.  Prego chi sia d'accordo di fare altrettanto, in modo da sfruttare le imprevedibili sinergie della Rete perché l'appello acquisisca la giusta visibilità e riscuota successo]


DA UN COORDINAMENTO DI GRUPPI SU FACEBOOK
E' NATO IL NOSTRO/VOSTRO APPELLO
PER CHIEDERE LE DIMISSIONI DI BERLUSCONI

FIRMATE LA NOSTRA PETIZIONE SU:

http://firmiamo.it/berlusconisidimetta ...
E DA QUI INCOLLATE ANCHE I CODICI DEL BANNER NEI VOSTRI BLOG

Questo è il testo della petizione
In Nome del Popolo Italiano, il Tribunale di Milano, ha condannato l'avv. Mills a 4 anni e 6 mesi di reclusione per corruzione in atti giudiziari!

Dal testo della sentenza si evince che David Mills: "... ha certamente agito da falso testimone, da un lato, per consentire a Silvio Berlusconi ed al Gruppo Fininvest l’impunità dalle accuse o, almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso il compimento delle operazioni societarie e  finanziarie illecite compiute sino a quella data..."

Da questo processo e dalle conseguenti responsabilità, Silvio Berlusconi ha ottenuto l'impunità attraverso il Lodo Alfano (L. 124/08), che consente alle quattro più alte cariche dello Stato di ottenere la sospensione dai processi penali pendenti e futuri, nonostante il dettame inderogabile contenuto nell'art. 3 della Costituzione Italiana:
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

In attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sulla costituzionalità della L. 124/08, il colpevole coinvolgimento del Presidente Silvio Berlusconi in questa vicenda, così come palesato dagli atti processuali e dalla sentenza, unito alle violente invettive contro la Magistratura, potere fondamentale ed autonomo della nostra Repubblica, rende la prosecuzione del mandato istituzionale di questi in forte contrasto con ogni regola etica e morale di uno Stato di Diritto, costringendo l'Italia ad un corto circuito politico-giudiziario che nega alla radice la natura democratica del Governo e la stessa forma Repubblicana dello Stato, stante l'uso privato che l'attuale Presidente del Consiglio, con inaccettabile arroganza, si ostina a fare dei suoi poteri di Capo del Governo e dello stesso Parlamento volgarmente asservito alla sua pretesa personale impunità.

Riteniamo importante ricordare che questa sentenza ne segue altre (queste definitive e non più appellabili) che hanno visto persone alle dipendenze di Silvio Berlusconi condannate per reati vari, prevalentemente a beneficio dello stesso o delle sue aziende (oltre a Mills, Cesare Previti, Salvatore Sciascia, Massimo Maria Berruti, Vittorio Mangano, Marcello Dell'Utri) e che a dimostrazione della contiguità del Presidente Berlusconi o siedono tra le sue fila parlamentari o sono state da lui  elevate all'altare degli eroi.Sia uno che l'altro caso sono indegni di un Presidente del Consiglio.

Con questo appello noi cittadini italiani onesti, rispettosi della Costituzione e delle leggi della Repubblica Italiana, fermamente convinti che la politica debba essere fatta con le mani pulite,

chiediamo

l'aiuto di tutta la società civile, di tutta la stampa e di tutte le forze politiche che non vogliano considerarsi complici, affinché aderiscano, in superamento di ogni divisione, al nostro appello e diano vita ad una grande manifestazione nazionale per chiedere

DIMISSIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SILVIO BERLUSCONI

art. 54della Costituzione Italiana:

Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di
osservare la Costituzione e le leggi.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.


Simonetta Colucci, Kristel Kaaber, Barbara Gasbarrini, Maurizio Zaffarano, Giovanni Di Blasi
(per Mobilitazione Nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi, 78.862 membri)

Alessandro Lombradi
(per MILLS CORROTTO,DIMISSIONI ORA! SIT-IN PROMOSSO DAI GIOVANI IDV, 654 membri)

Francesco Colli e Francesco Vescovi
(per Condanna Mills: chiediamo le dimissioni di Berlusconi!', 5.234 aderenti)

Susanna Ambivero
(per "Berlusconi non è il mio presidente", 24.900 iscritti)

Antonio Gambino e Falena Lella
(per "Riprendiamoci l'Italia, l'Italia ai cittadini italiani!!!", 166 membri)

Ruggiero Lauria
(per "Lui ha le televisioni, noi abbiamo Internet" ,648 iscritti)

Michele Molisso
(per "Sorry Barack for our prime minister.. Obama scusa, Berlusconi è un coglione", 147.388 membri)

Tay Perassolo e Fabrizio Pizzolato
(per "Lettori di Voglioscendere.it su FB", 388 iscritti)

Francis Maya
(per "Troviamo 100.000 persone che pensano : Il "Nano" non è il mio Presidente!", 15.448 membri)

Deborah Carta
(per "Manifestazione nazionale: Berlusconi si dimetta!", 3.375 membri)

Antonio Barbagallo
(per "NO, WE CAN'T" sottoscrive 1.093 iscritti al 24 maggio 2009)

Emilio Alessio Loiacono (per "Berlusconi ha le tv ma noi abbiamo la rete", 9.400 membri e "Mill condannato e Berlusconi?? fatti condannare buffone", 1.500 membri)

nota bene:
Alcuni membri possono essere presenti in più gruppi contemporaneamente

Aggiornamento: segnalo anche la raccolta di firme su analogo tema promossa da Rifondazione Comunista. Già raggiunte diecimila firme
. Naturalmente la proposta emersa su facebook ha il grande pregio di non essere legata a un partito politico, di essere volutamente trasversale.
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24/05/2009

Povero sig. Letizia ...

 
...  mi sa che alla fine si troverà a querelare un bel po' di gente. Magari, se è vero che le vuole bene come un padre, l'on. Berlusconi potrebbe decidersi a rispondere con chiarezza e coerenza alle domande di Repubblica proprio per rispetto della giovane Noemi, vera vittima sacrificale di tutta la faccenda (ha diciotto anni, non dimentichiamolo, e si è rapidamente trasformata nell'icona di questi tempi volgari e sconfortanti). Il Premier potrebbe muoversi per una questione d'affetto, diciamo, visto che i sottintesi politici della vicenda evidentemente gli sfuggono.

Da Repubblica: E intanto Benedetto Elio Letizia, padre di Noemi, annuncia, in un comunicato dettato all'agenzia Ansa dal suo legale, l'avvocato Giulio Costanzo, la decisione di querelare Repubblica e Gino Flaminio (ex fidanzato di Noemi). Secondo Letizia, "il racconto reso dal signor Flaminio, apparso oggi sul quotidiano la Repubblica e relativo a mia figlia Noemi, è gravemente diffamatorio, perché le attribuisce cose mai fatte nè dette nè pensate. Ciò che si legge è un nuovo momento di mera notorietà che il quotidiano la Repubblica, strumentalizzando, ha voluto concedere al signor Flaminio, a danno nuovamente dell'immagine di mia figlia Noemi".

"Ovvio - conclude Letizia - che il signor Flaminio, nonché il quotidiano la Repubblica, dovranno rispondere di tutto in tribunale. Abbiamo già chiesto, infatti, ai nostri legali di redigere e sporgere querela. Naturalmente saranno chiamati a rispondere anche tutti coloro che dovessero riprendere in tutto o in parte questa incredibile narrazione".

P.S Blogger, fate attenzione!


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21/05/2009

Berlusconi, Noemi e le signore della buona borghesia

Io ho una cara amica alla quale voglio molto bene sebbene sia esattamente il mio opposto: molto perbenista, molto signora-bene, se vogliamo anche un po' moralista, di vedute non esattamente ampie. E, per di più, berlusconiana. A parte questo, è una bravissima persona, onesta, disponibile, precisa, attenta. Pensate forse che sia rimasta scossa più di tanto dalle disavventure coniugali del premier? Macché. Ha sposato in toto la tesi del complotto della sinistra e recita come un mantra la vieta accusa all'opposizione di basare tutta la sua azione politica sull'antiberlusconismo acritico. Del caso Mills non vale  la pena di parlare, tanto la reazione è scontata. Della proposta berlusconiana di un disegno di iniziativa popolare per ridimensionare il Parlamento "perché non si può chiedere ai capponi o ai tacchini di anticipare il Natale", proposta lanciata oggi dal palco dell'assemblea di Confindustria, gioverà non discutere nemmeno: posso immaginare le risposte.

Ora, noialtri possiamo tranquillamente continuare a rilanciare le famose dieci domande di Giuseppe D'Avanzo pubblicate da Repubblica sul caso Letizia, vieppiù solleticati dal resoconto piccante di una cena a Palazzo Madama offerta dal Premier  a 60 imprenditori protagonisti del made in Italy, cena alla quale avrebbe partecipato, non si sa a che titolo, la bella Noemi.  Quale sarà l'esito dello scandalo, sul quale in molti continuano a sprecare fiumi di parole, lo vedremo al momento delle elezioni: onestamente penso che non sposterà un voto. La cena si è svolta a novembre ed è singolare che salti fuori solo ora: segno evidente che, se non fosse stato per Veronica, sia questa, sia la famosa festa di Casoria, sarebbero state bellamente ignorate da tutti o quasi, o interpretate come fatti normali, comunque digeribili dallo stomaco di ferro del popolo italiano, per bacchettone, moralista e perbenista che sia. Meraviglioso: il destino politico dell'Italia affidato all'indignazione di una moglie tradita.

E qui casca a fagiolo, come si dice, il commento fulminante di Pier Luigi Tolardo al post di Mantellini (Sbugiardare in piccolo) che linka alla notizia di Repubblica relativa alla cena di novembre: "Che forti gli italiani: pagano le tasse più alte d’Europa in cambio dei servizi peggiori, rimandano indietro i poveracci, hanno i salari più bassi del mondo occidentale, hanno perso il 30% del potere d’acquisto in 5 anni ma muoiono dalla voglia di sapere se un vecchio rinconglionito, che loro stessi a grande maggioranza hanno eletto Premier, si fa una ragazzina".
Che dire? Complimenti per la sintesi.
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21/05/2009

Io, una tardiva digitale

A essere "tardiva digitale" mi condanna in primo luogo l'anagrafe: visto che fra un pugno di giorni festeggerò il mio quarantottesimo compleanno, c'è poco da fare, sono "vecchia", per quante arie da rockettara in ritardo mi possa dare, nonostante il blog, nonostante le mie frequentazioni "sociali" in Rete, da Facebook a Twitter, da Friendfeed a Anobii, da LastFm a Tumblir o a Flickr, nonostante la mia curiosità e la mia voglia di sperimentare. Figurarsi, sono laureata in Letteratura Greca e insegno Italiano e Latino: non ho proprio chance. Sarà per questo che leggendo il pezzo di Luca Sofri, inititolato appunto "L'era dei tardivi digitali", mi sono sentita debitamente urtata e il mio primo pensiero è stato: "ma di che caspiterina - veramente nella formulazione originaria la parolina era un'altra - sta parlando?"

Forse perché per mestiere e legami familiari (madre di una ventenne e un quattordicenne) in mezzo ai cosiddetti "nativi digitali" ci vivo  e lavoro, il primo paragrafo mi ha fatto letteralemente sganasciare. Cito: Le persone non più giovani che si accingano a voler capire com’è il mondo delle generazioni «native» devono innanzitutto liberarsi della solida sensazione di essere i protagonisti del nostro mondo e del nostro tempo: inutile illudersi, non lo sono più. E devono liberarsi dall’inclinazione «entomologica» nei confronti dei fenomeni che riguardano i loro figli (o nipoti): noi non siamo scienziati che studiano gli insetti, siamo insetti che studiano gli scienziati, per quanto insetti curiosi e colti, colti di un’altra vecchia cultura. Le nostre analisi le pubblichiamo ancora sui libri di carta e di centinaia di pagine, come questo. E non ci è facile pensare agli adolescenti e ai ventenni come al mondo che è già: lo consideriamo il mondo che sarà, appena ci toglieremo di torno noialtri. Ma il mondo ci ha già tolto di torno: ne frequentiamo uno che risulta sempre più emarginato, illuso da una grande finzione collettiva tenuta in vita dai mezzi di comunicazione che a loro volta gli appartengono e che con lui se ne stanno andando.

Poniamo che l'analisi sia corretta ... a essere sincera, sono quindici anni o giù di lì che in varie formulazioni, questo straordinario luogo comune ci viene sistematicamente somministrato, specialmente a noialtri insegnanti, rimproverati di essere attardati, vecchi, polverosi etc etc, a fronte di ragazzini che, per la prima volta nella storia, sarebbero in grado di insegnare ai loro pretesi maestri. Insegnare che cosa? Come si naviga in Rete, come si scarica via torrent, come si chatta con MSN, come si copia da Wikipedia? Perché sono queste le cose che i ragazzini comunemente fanno e, francamente, non è che occorrano tutte queste capacità cognitive per pigiare un tasto  e rimanere lì a vedere cosa succede.  Attenzione, do una comunicazione sconvolgente, almeno per qualcuno: i "nativi digitali" sono degli straordinari "consumatori" dei materiali e degli strumenti prodotti e diffusi in Rete, ma in quanto a consapevolezza critica e capacità di discernimento lasciano parecchio a desiderare

Sapete dove stanno buona parte dei ragazzini che conosco e che frequento? Ma tu guarda, proprio su Facebook (proprio quel luogo largamente sopravvalutato dai "tardivi", almeno secondo l'opinione di Sofri), a scambiarsi fotografie della cena di classe, a pubblicare video più o meno demenziali. ad iscriversi ai  gruppi tormentone tipo "quello che dormono a pancia in giù con un braccio sotto il cuscino ...", a fare test del genere "che parolaccia sei" o "che personaggio dei manga" o cose così. Sono un po' invelenita, se non altro perché ne ho tanti fra i contatti e con queste piacevolezze mi intasano la home: ma non importa, così da "insetto" posso studiare meglio i cosiddetti "scienziati" e le loro fissazioni.

Non ce l'ho con i ragazzini, sia chiaro. Anzi. Il fatto è che i nostri figli e i nostri nipoti stanno proprio perdendo la battaglia per essere davvero protagonisti dell'innovazione e, con tutta probabilità, la stanno perdendo proprio per colpa nostra. Ovvero per colpa di quegli adulti che hanno identificato nella loro generazione uno straordinario target per il marketing, che hanno avuto tutto l'interesse a trasformare gli adolescenti (non solo loro, per la verità) in consumatori: consumatori passivi di mode,  di simboli, di tecnologia, di atteggiamenti tanto vuoti quanto apparentemente irrinunciabili. Internet poteva (può) forse essere lo strumento per la rinascita di un diverso umanesimo. Si sta implacabilemnte trasformando nel trionfo del conformismo: non solo le idee navigano per le maglie della Rete, ahimé, ma anche l'idiozia, anche il pregiudizio, anche il luogo comune, anche l'insignificanza. Se sono questi i mali che avvelenano il nostro mondo, e Internet è appunto lo specchio del mondo, non si vede come potrebbe evitare di rifletterli.

Confusamente, drammaticamente, i ragazzi ne sono consapevoli. Sono disillusi prima ancora di essere delusi. Non si sentono proprio per niente, e non sono considerati, protagonisti del nostro mondo e del nostro tempo, come afferma Sofri. Al contrario, vengono sistematicamente spossessati del futuro e della speranza.  E stanno male. Altro che Italia salvata dai nativi digitali, come ottimisticamente si augura Sofri a chiusura del suo pezzo:  questa è solo demagogia generazionale. Sciacquarsi la bocca con l'abusato aforisma "il mezzo è il messaggio" serve a poco, a questo punto. Il fatto è che in questo straordinario medium che è Internet sono proprio i "messaggi", i contenuti che troppo spesso mancano. Per un giovane, un adolescente trovarsi imprigionato in un loop di link che finiscono per rimandarsi l'uno con l'altro, che non riferiscono nulla di quello che veramente vale la pena di conoscere e sapere, che gli raccontano favolette puerili su quello che è importante e su quello che non lo è,  non è poi così esaltante.

Fra i ragazzi cresce il disagio: è un fatto  Mi limito ad un'osservazione. Insegno da ventisei anni e con le crisi esistenziali dei miei alunni adolescenti ho dovuto fare i conti più di una volta (non sono mancate autentiche tragedie), ma negli ultimi tempi mi pare che  i segnali di profondo malessere si siano drammaticamente moltiplicati: crisi di panico, isterismi, autolesionismo fino alle conseguenze peggiori, incapacità di affrontare le difficoltà, uso massiccio di psicofarmaci incoraggiato da psicologi e terapeuti fin troppo disinvolti, famiglie in affanno. Viviamo purtroppo nell'Epoca delle Passioni Tristi, come recita il titolo di un bel saggio di 
Miguel  Benasayag e Gérard  Schmit, saggio che quanti discettano amabilmente sui ragazzi dovrebbero urgentemente leggere.

Possiamo raccontarci quello che accadrà come più ci piace. Lungi da me demonizzare la Rete e quello che in Rete si fa, ma sia chiaro: mi tengo ben stretti la mia cultura classica, i miei libri di carta (non ebook!) e  non per smania  passatista e rifiuto del nuovo. So solo che senza passato il futuro è un'illusione, una mistificazione, un inganno. E allora, cari amici "tardivi digitali", come la sottoscritta, sarà bene, per quanto ci riguarda, tornare ad assumere qualche responsabilità nei confronti dei nostri ragazzi: non siamo "scienziati che studiano insetti", ma siamo uomini e donne che abitano lo stesso mondo abitato dai "nostri" ragazzi e dovremmo sforzarci di guardarli davvero, per quello che sono, e non per quello che sembrano o vorremmo che fossero.
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17/05/2009

Le vie misteriose della Rete

Io di Dario "Twist of Fate" aka Poetadelcazzo79 non so quasi nulla se non che è molto più giovane di me, suona armonica e tastiera, il blues è per lui una ragione di vita, è un appassionato di Dylan (e infatti ci siamo "trovati" su Maggie's Farm) e  di Bruce Springsteen e, soprattutto, ama scrivere,  di musica e non solo (questo il suo blog). Tanto è bastato perché fosse arruolato nel cast di "Contaminazioni": il post precedente a questo è il suo primo contributo.  Immagino che sarà improbabile incontrarci di persona e che questa conoscenza, come la tante che ho fatto in questi anni qua e là per la Rete, rimarrà virtuale. Ma la faccenda è interessante. Che avranno mai in comune una seriosa prof di latino ormai di mezza età e un ragazzo che si firma Doctor Octopus? La risposta nelle prossime puntate.

E' appassionante sperimentare in che modo la Rete azzera le distanze fra generazioni, ridefinisce i ruoli, scompiglia le carte. Prendiamo Facebook: a oggi ho 809 "amici" divisi in varie categorie corrispondenti alla varietà dispersiva dei miei molteplici interessi. C'è il reparto letteratura, il reparto musica, il reparto marketing, il reparto giornalisti,  il reparto politica (locale e nazionale), il reparto scuola, il reparto web 2.0, blogger e assimilabili, il reparto "gente della Val di Cornia", il reparto studenti, il reparto ex studenti (ormai fin troppo affollato, triste segno del tempo che passa), il reparto vecchi amici e ricerca del tempo perduto, il reparto parenti o supposti tali (ma pare che i Boninu nel mondo abbiano tutti la medesima origine), il reparto "boh accetto tutti, basta che chiedano". Poi, non è che riesca a stare dietro a questo gran bailamme che non di rado mi costringe a mettere alla prova anche la mia capacità di scrivere, in maniera più o meno sgrammaticata, in inglese. Ma insomma, ci provo. Come si dice ... l'importante è comunicare.


La piazza virtuale è un luogo molto affollato, una casbah chiassosa e vociante. C'è chi frequenta sempre le solite quattro bancarelle, chi vagabonda qua e là facendo acquisti dove capita, chi urla e chi sussurra, chi è amico di tutti e chi si siede al bar con  quattro compagni fidati, sempre gli stessi, c'è chi va in cerca di avventura, chi importuna le ragazze, chi si mette in mostra, chi fa comizi, chi provoca, chi scappa, chi si limita a guardare affacciato alla finestra, chi passeggia con sguardo curioso, da vero flâneur della Rete. A meno che fisicamente non si viva nella medesima città (reale) o non si frequenti quei luoghi di perdizione che vanno sotto il nome di barcamp, in linea di massima siamo destinati a rimanere assolutamente estranei gli uni agli altri, almeno al di fuori di questo strano mondo proiettato sullo schermo del nostro computer.

Chi non ha familiarità con questo gioco, spesso lo considera con sospetto e
una buona dose di diffidenza, confondendo comportamenti diversi e frequentazioni che hanno poco in comune: le chat sono diverse dai blog, i forum implicano modalità di comunicazione ancora differenti, commentare uno status su Facebook spesso innesca conversazioni (semi)pubbliche che poco hanno a che spartire con quello che accade e ci si aspetta in altri luoghi della Rete. Resta da riflettere su questa costruzione o ricostruzione di identità che passa attraverso il medium della scrittura, come se tutti noi fossimo impegnati a elaborare la nostra autobiografia in tempo reale, e tuttavia non nella dimensione privata del diario, ma sotto gli occhi del mondo: non è solo questione di narcisismo diffuso, come molti, superficialmente, immaginano ma del tentativo, a volte ingenuo, a volte più scaltrito, di sfuggire allo stereotipo, alla maschera sociale che le convenzioni abitualmente impongono (ecco perché sono un po' patetici  i politici che si fanno la pagina su facebook ma non interagiscono mai, lasciando che il loro profilo si popoli di messaggi adoranti di falsi amici che ringraziano ossequiosi dell'add, pubblicano suppliche, link non richiesti, giudizi e opinioni che i destinatari non leggeranno mai: non hanno capito che la Rete è un luogo davvero "democratico" che ti impone di scendere dal piedistallo e di conversare alla pari, se vuoi essere credibile).  

postato da floria1405 alle ore 23:44 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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Contaminazioni
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Lorenza Boninu

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Utente: floria1405
Una volta il sottotitolo del blog era:"Ricercare le connessioni, i territori di confine, le affinità e le opposizioni, le risonanze, i richiami, le somiglianze, i riflessi...contaminare linguaggi, ibridare conoscenze e competenze, sperimentare ... esprimere". Bella pretesa, non è vero?


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