contaminazioni

La caotica scrivania di Floria
04/05/2007

Mi sono imbestialita

Più rileggo il Contromano di oggi di Curzio Maltese e più mi imbestialisco. Ignorante. Ignorante, gretto e pieno di pregiudizi. E per di più disinformato, cosa che per un giornalista dovrebbe rappresentare il massimo dell'ignominia.

Dunque, alla fine della sua tirata apolegetica su Benigni che riempe i Palasport con Dante (tirata anche condivisibile per molti aspetti), Maltese scrive: Si esce con gioia e con rabbia. Gioia per lo spettacolo, rabbia per come ci hanno fatto odiare Dante, ovvero l'Italia, a scuola. Con lui Ariosto e Tasso, e poi Leopardi, Manzoni, Svevo. Per fortuna a Gadda nei programmi non si arriva mai. Spero che Benigni filmi un'intera antologia della letteratura italiana da inserire nei programmi scolastici o che diventi ministro della Cultura o dell'Istruzione. Francesco Rutelli e Giuseppe Fioroni possono sempre darsi al teatro comico.

A parte l'affondo finale verso Rutelli e Fioroni, per i quali non nutro simpatia, ma che in questo contesto avevano la stessa pertinenza del cavolo con la proverbiale merenda. A parte la delirante accusa alla scuola di aver fomentato l'antitalianità degli Italiani. A parte tutto questo, voglio dire, ma Maltese lo sa, nevvero, che i programmi scolastici prescrittivi dal centro non esistono più da anni? E non solo a Gadda si arriva, ma anche a Calvino, a Pasolini, a Caproni e oltre ...

E ciò detto, se la sottoscritta pallosissima prof di liceo, avesse avuto il talento istrionico di un Benigni, secondo il candido Maltese, si sarebbe rotta le scatole ogni santa mattina a fare la parafrasi del testo di  Dante davanti a  una trentina di adolescenti debitamente intorpiditi da iniezioni cavalline di TV e MSN? Se Maltese permette: il vero argine contro l'ignoranza di massa che lui lamenta in altra parte del suo commento, è rappresentato da tutti quelli che, come la vostra Floria (che non per questo si sente una martire della cultura, sia chiaro!), si sforzano  come possono, nelle loro aulette grigie e scrostate,  di insegnare a scrivere decentemente, a leggere comprendendo quello che si legge e a esercitare quel po' di spirito critico che resta nelle teste dei nostri ragazzini in mezzo a tanto sfacelo mediatico.

E ancora. Ma Dante ha bisogno di essere sdoganato da Benigni? Parrebbe di sì. Ora, Benigni è figlio di una cultura di gente umile (come mio suocero, che ha fatto l'avviamento e sa ripetere  pezzi della Commedia e dei Promessi Sposi meglio della sottoscritta) che tuttavia conosceva Dante,e 'Ariosto, e anche Tasso, a memoria, che era in grado di improvvisare ottave per le più svariate occasioni, che condivideva una tradizione fra popolare e dotta oggi defunta, e non per colpa della scuola. Tanto per chiarire.

A scanso di equivoci. Benigni l'ho fatto ascoltare ai miei studenti. Mica ho aspettato che me lo consigliasse Maltese: per far digerire Dante, questo e altro, da dantista sfegatata quale sono. Ma la gente riempie i Palasport perché c'è Benigni, non per Dante, che ha bisogno di altro, anche di commenti noiosi e note pedanti, anche di professori grigi e malpagati,  per essere davvero capito. La deriva spettacolare della cultura, per cui si deve ricorrere a un guitto sia pure geniale come il toscanaccio Benigni per scoprire che Dante è Dante, non è una bella cosa: è segno dei tempi, di un provincialismo demagogico imbottito di luoghi comuni, di un chiacchierare a vanvera e superficialmente snob. La moda di Dante non fa bene a Dante.

E infine. Ci mancherebbe solo Benigni come Ministro della Pubblica Istruzione. D'altra parte il centrosinistra, nel corso degli anni, si è distinto per la sua capacità di smantellare cervelloticamente, pezzo per pezzo, la scuola italiana, peraltro degnamente sostenuto in quest'opera poco meritoria dalla sua controparte politica. Quindi a qualche bello spirito potrebbe pure venire in mente di prendere sul serio la paradossale proposta di Maltese. 

Demagogia per demagogia, allora, che venga scelto come Ministro non un attore ma uno dei tanti insegnanti, dalla scuola materna alle superiori, che quando parla di scuola sa cosa vuol dire, davvero, stare in classe, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese, anno dopo anno. A insegnare Dante, e non solo.

postato da floria1405 alle ore 21:08 | Permalink | commenti (16) / commenti (16) (pop-up)
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|categoria: cultura, politica, scuola, media e comunicazione, società





Commenti
#1   04 Maggio 2007 - 21:50
 
Nella tua città, alla prossima consultazione elettorale, vota Fatanuda per dire basta

alle liste bloccate da invisibilità politiche

alla Riforma elettorale pensata e costruita per bloccare lo status dell'oligarchia tecnico affarista contemporanea.

Vota la Fatanuda

http://www.fatanuda.splinder.com
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#2   05 Maggio 2007 - 11:22
 
non credo dovresti prendere alla lettera quel che dice maltese. si tratta di una sana provocazione, e tale dovrebbe rimanere. anche se benigni ministro... non sarebbe male sai?
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#3   05 Maggio 2007 - 12:32
 
ho appena letto "contromano"... hai scritto esattamente quello che penso anch'io... tra l'altro, quanta demagogia, caro Maltese... mancava solo "con questi euri non ci si compra più niente" e "Venezia è bella ma non ci vivrei"
utente anonimo

#4   05 Maggio 2007 - 12:57
 
Bof, a me tra l'altro il modo in cui Benigni "recita" la Divina Commedia non entusiasma, a differenza del resto della popolazione mondiale, a quanto pare... lo trovo meno geniale di come viene dipinto, eccezionale a far ridere in film come Johnny Stecchino, ma per il resto...
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#5   05 Maggio 2007 - 14:00
 
Condivido e linko
utente anonimo

#6   05 Maggio 2007 - 14:21
 
@giuseppe No, non credo che si tratti di una sana provocazione: credo che si tratti solo di colpevole superficialità. Per la precisione sono convinta che quello di Maltese sia un pezzo scritto in cinque minuti netti riciclando una serie di luoghi comuni apparentemente inoffensivi (tipo la scuola noiosa, che disamora alla lettura, che non arriva oltre Svevo ...)ma che in realtà sono assai pericolosi perché alimentano pregiudizi e disinformazione. E se la scuola non fa il suo dovere, lo si deve, fra l'altro, a una serie di demagogiche impostazioni pedagogiche alimentate proprio da questo tipo di sciocchezze.
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#7   05 Maggio 2007 - 15:42
 
Applausi.
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#8   05 Maggio 2007 - 15:42
 
E link.
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#9   06 Maggio 2007 - 08:50
 
brava! :-)
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#10   06 Maggio 2007 - 11:11
 
Maltese nel suo campo ha tentato di fare come Machiavelli, il quale qualche secolo fa accusò i preti di aver fomentato la cattiveria (anzi, l'irreligione) degli Italiani. Se non che non basta avere la stessa iniziale per essere altrettanto intuitivi.

G.
utente anonimo

#11   06 Maggio 2007 - 16:08
 
Quasi commosso dalla passione che ci hai messo, sottoscrivo parola per parola.
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#12   07 Maggio 2007 - 01:46
 
Beh, l'articolo è da sottoscrivere dall'inizio alla fine e rivela quanto un insegnante possa essere incredibilmente superiore rispetto a chi lo critica.

Tra le altre cose svariate generazioni sono cresciute nel culto di Dante. I nostri nonni, i nostri padri hanno amato Dante. E lo hanno amato proprio per merito della SCUOLA. Quanta ignoranza e quanto qualunquismo. Quanto sono tristemente imbecilli le parole di Maltese.
Quante sciocchezze tutte insieme.
Tutti come Benigni dobbiamo fare ed è tutto risolto!!

La gente di spettacolo continui a fare spettacolo. La scuola ha bisogno di altro. Ha bisogno di serietà, professionalità, competenze incrociate. Tutto quello che un giornalista può anche non avere, a quanto pare!
Dante sappiamo come insegnarlo. Per fortuna meglio di Benigni.
Se un insegnante commettesse oggi un errore come quello che ha commesso Maltese, prenderebbe sicuramente una denuncia.
Invece degli insegnanti si può dire qualsiasi cosa. Si può persino rovesciare palesemente la realtà come è stato fatto.

[Piccola nota. Tolta la perfetta lettura metrica, la recitazione di Benigni è grottesca.]

un saluto disgustato ma felice per aver trovato una blogger pensante!

Antonio

p.s. Volevo dire alla carissima Floria di riferire al dotto Maltese che io ai miei alunni arrivo a parlare della net art. Anche se forse Maltese non ne comprende il significato. O deve chiedere anche questo a Benigni? ;->
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente iopensosempre

#13   07 Maggio 2007 - 14:44
 
L'articolo di Maltese non lo commento, ma a me hanno fatto odiare Dante a scuola. Non mi ricordo cosa più noiosa, ore più tremendamente lente, un senso di inutilità colmato solo dal desiderio che tutto finisse. In generale mi hanno fatto odiare la letteratura. La Divina Commedia me la sono riletta da solo dopo anni e parecchi canti mi hanno entusiasmato.
Forse sono stato sfortunato io, ma davvero Floria ci sono persone nella scuola che non hanno la tua stessa passione e che non si meriterebbero di formare le menti degli uomini di domani.
Visto che ci sono ti faccio una domanda: quali sono secondo te i metodi migliori per creare un interesse nei ragazzi ? Intendo come si fa a risvegliare la passione nei giovani per materie difficili ?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente 365albe

#14   09 Maggio 2007 - 23:16
 
Tutto dipende dagli insegnanti. L'avrei voluta a discutere di filosofia con quel subumano che avrebbe dovuto insegnarmela in terza. Le sue lezioni consistevano in una o due ore di lettura in classe dei capitoli del libro e 5 minuti d'ogni tanto di tentativi di spiegazione in un italiano stentato, cosa, tra l'altro, che non accadeva nel caso in cui si fosse dimenticato il libro. Risultato: alla fine dell'anno avevo un 6 risicato in entrambe le sue materie. Grazie al cielo(o alle graduatorie) l'anno dopo è stato trasferito e io mi ritrovo con dei bei 9 da due anni a questa parte!
Forse sono io che mi faccio influenzare troppo, ma credo che riuscire ad interessare gli studenti sia già un bel passo avanti!

Barbara
utente anonimo

#15   15 Maggio 2007 - 14:02
 
Assolutamente d' accordo con te ;)
Anzi, diciamo al 98%: quell' accostamento TV MSN non mi è piaciuto, capisco il riferimento ai tempi ma la generalizzazione è eccessiva (a meno che tu non intendessi SMS, ma non credo..?)
Il secondo appunto è quanto dici (in riferimento alla antica "cultura popolare") "che condivideva una tradizione fra popolare e dotta oggi defunta, e non per colpa della scuola"... qui mi sento leggermente in disaccordo: sicura che la scuola non abbia disincentivato quel retaggio culturale? Immagina i ragazzini che andavano a scuola nelle città partendo da paesi o paesini (io ad esempio), qual' era il modello che proponeva la scuola... io sono convinto che sul fronte omologazione la scuola abbia molte più responsabilità di quello che si crede... magari mi sbaglio

Comunque ottimo post ;)
utente anonimo

#16   21 Settembre 2007 - 23:44
 
http://conta

[..] Nobel Che la sottoscritta non sia una fan sfegatata di Benigni è cosa risaputa E dunque, la sua presunta candidatura per il Nobel 2007 alla Letteratura mi lascia abbastanza basita: sono finiti gli scrittori ? Poi si scopre, per fortuna, che le [..]
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente floria1405

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