Mi sono imbestialita
Più rileggo il Contromano di oggi di Curzio Maltese e più mi imbestialisco. Ignorante. Ignorante, gretto e pieno di pregiudizi. E per di più disinformato, cosa che per un giornalista dovrebbe rappresentare il massimo dell'ignominia.
Dunque, alla fine della sua tirata apolegetica su Benigni che riempe i Palasport con Dante (tirata anche condivisibile per molti aspetti), Maltese scrive: Si esce con gioia e con rabbia. Gioia per lo spettacolo, rabbia per come ci hanno fatto odiare Dante, ovvero l'Italia, a scuola. Con lui Ariosto e Tasso, e poi Leopardi, Manzoni, Svevo. Per fortuna a Gadda nei programmi non si arriva mai. Spero che Benigni filmi un'intera antologia della letteratura italiana da inserire nei programmi scolastici o che diventi ministro della Cultura o dell'Istruzione. Francesco Rutelli e Giuseppe Fioroni possono sempre darsi al teatro comico.
A parte l'affondo finale verso Rutelli e Fioroni, per i quali non nutro simpatia, ma che in questo contesto avevano la stessa pertinenza del cavolo con la proverbiale merenda. A parte la delirante accusa alla scuola di aver fomentato l'antitalianità degli Italiani. A parte tutto questo, voglio dire, ma Maltese lo sa, nevvero, che i programmi scolastici prescrittivi dal centro non esistono più da anni? E non solo a Gadda si arriva, ma anche a Calvino, a Pasolini, a Caproni e oltre ...
E ciò detto, se la sottoscritta pallosissima prof di liceo, avesse avuto il talento istrionico di un Benigni, secondo il candido Maltese, si sarebbe rotta le scatole ogni santa mattina a fare la parafrasi del testo di Dante davanti a una trentina di adolescenti debitamente intorpiditi da iniezioni cavalline di TV e MSN? Se Maltese permette: il vero argine contro l'ignoranza di massa che lui lamenta in altra parte del suo commento, è rappresentato da tutti quelli che, come la vostra Floria (che non per questo si sente una martire della cultura, sia chiaro!), si sforzano come possono, nelle loro aulette grigie e scrostate, di insegnare a scrivere decentemente, a leggere comprendendo quello che si legge e a esercitare quel po' di spirito critico che resta nelle teste dei nostri ragazzini in mezzo a tanto sfacelo mediatico.
E ancora. Ma Dante ha bisogno di essere sdoganato da Benigni? Parrebbe di sì. Ora, Benigni è figlio di una cultura di gente umile (come mio suocero, che ha fatto l'avviamento e sa ripetere pezzi della Commedia e dei Promessi Sposi meglio della sottoscritta) che tuttavia conosceva Dante,e 'Ariosto, e anche Tasso, a memoria, che era in grado di improvvisare ottave per le più svariate occasioni, che condivideva una tradizione fra popolare e dotta oggi defunta, e non per colpa della scuola. Tanto per chiarire.
A scanso di equivoci. Benigni l'ho fatto ascoltare ai miei studenti. Mica ho aspettato che me lo consigliasse Maltese: per far digerire Dante, questo e altro, da dantista sfegatata quale sono. Ma la gente riempie i Palasport perché c'è Benigni, non per Dante, che ha bisogno di altro, anche di commenti noiosi e note pedanti, anche di professori grigi e malpagati, per essere davvero capito. La deriva spettacolare della cultura, per cui si deve ricorrere a un guitto sia pure geniale come il toscanaccio Benigni per scoprire che Dante è Dante, non è una bella cosa: è segno dei tempi, di un provincialismo demagogico imbottito di luoghi comuni, di un chiacchierare a vanvera e superficialmente snob. La moda di Dante non fa bene a Dante.
E infine. Ci mancherebbe solo Benigni come Ministro della Pubblica Istruzione. D'altra parte il centrosinistra, nel corso degli anni, si è distinto per la sua capacità di smantellare cervelloticamente, pezzo per pezzo, la scuola italiana, peraltro degnamente sostenuto in quest'opera poco meritoria dalla sua controparte politica. Quindi a qualche bello spirito potrebbe pure venire in mente di prendere sul serio la paradossale proposta di Maltese.
Demagogia per demagogia, allora, che venga scelto come Ministro non un attore ma uno dei tanti insegnanti, dalla scuola materna alle superiori, che quando parla di scuola sa cosa vuol dire, davvero, stare in classe, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese, anno dopo anno. A insegnare Dante, e non solo.

Contaminazioni
è il blog
di
Lorenza Boninu