Che cos'è una donna?
Dal breve trafiletto di Nicla Vassallo, pubblicato sull'ultimo supplemento domenicale del Sole 24 ore e intitolato "Siamo Uomini o Colf?", apprendo con un pizzico di divertimento che su Microsoft Office Word 2007 i sinonimi di "donna" sono: "femmina, "gentil sesso", "bel sesso", "sesso debole", "signora", "signorina", "donna di servizio", "domestica", "cameriera", "collaboratrice familiare", "colf", "governante", "dama", "regina"; i sinonimi di "uomo" sono: "essere umano", "persona", "individuo", "genere umano", "il prossimo", "umanità", "gente", "maschio", "adulto", "addetto", "operaio", "tecnico", "giocatore", "atleta", "soldato", "militare", "elemento", "unità", "un tizio", "un tale", "uno", "qualcuno".
Non mi meraviglio e non mi scandalizzo. La storia è quella che è e la lingua non fa altro che rifletterne le oscillazioni. Non c'è niente da fare: siamo tutte "figlie di Eva" e la tradizione vuole che Eva sia nata da una costola d' Adamo. Il sessismo c'è, è indubbio, ma il politicamente corretto, spesso ha rischiato di sfociare nel ridicolo. Del resto, colf, donne di servizio, domestiche etc etc rischiano ormai di trasformarsi tutte in badanti: e non è detto che sia un progresso.
Però la lettura della Vassallo mi ha richiamato alla mente altro: "L’uomo ha il suo nome proprio e la donna ha il suo nome generico. L’uomo acquisisce così un doppio potere sulla donna prima nominandola e poi attribuendole un nome generico, una genericità, una sorta di mancanza di personalità". L'ho letto qui, su segnalazione dello stesso autore, Enzo Campi. Il libro di Enzo Campi si intitola "Donne, (don)o e (ne)mesi". Potete leggere la scheda che ne illustra il contenuto sul sito della casa editrice "LIbero di scrivere".
Quando ho chiesto a Enzo, via internet, che cosa lo aveva spinto, da uomo, ad interessarsi di un tema così così complicato, mi ha risposto così:
Perché ho affrontato queste tematiche?
È un po’ difficile dare una risposta esaustiva, ma ci posso provare.
Per prima cosa perché, personalmente, mi relaziono meglio con le donne che con gli uomini.
Ne è la controprova il fatto che come amici ho solo (salvo un paio di casi eccezionali) delle “amiche”. Sarà per una questione di sensibilità o di diversa visione delle cose, chissà?
Poi perché con due delle quattro donne che mi hanno assecondato nella realizzazione dell’opera volevo - già da anni, da quando tutti e tre pubblicavamo articoli e poesie su un sito di scrittura - far sì che nascesse qualcosa, per così dire, da mettere su carta e che non si esaurisse nell’effimera virtualità del web.
In terzo luogo, io faccio parte dello staff che organizza un festival internazionale di cortometraggi (dire cortometraggi è un po’ riduttivo perché siamo impegnati in campo multimediale e organizziamo serate di vario intrattenimento artistico) che si differenzia dalla maggior parte degli altri festival di settore perché è un concorso a tema. Ogni anno un tema specifico da affrontare.
Quest’anno il tema era per l’appunto “Donne”. Così il libro nasce anche e soprattutto come evento di approfondimento letterario al tema del festival.
Ovviamente volevo anche costruire un mio discorso sulla tematica affrontata.
Tutto qui.
Ma come sempre accade: c’è sempre dell’altro, o meglio l’alterità con cui misurarsi e fare i conti.
Altre informazioni in Viadellebelledonne.
Contaminazioni
è il blog
di
Lorenza Boninu
Badges