I Pink Floyd mi buttano in paranoia ...
e quindi, pur giudicando la loro musica assolutamente geniale, dal momento che mi fa venir voglia di tagliarmi la vene, la evito. Senza entrare nel merito dei miei gusti musicali più nobili, ammetto senz'altro che quest'inverno, più di una volta, fra un compito da correggere e l'altro, mi sono ritrovata a saltellare come una deficiente al ritmo di "Snow (Hey Oh)", dei RHCP, brano che peraltro sto ascoltando anche in questo momento. Ebbene, sì: sono la conferma vivente della lapalissiana influenza della musica sull'umore.
Su questa base, visto che da sempre la musica è la mia droga, mi sembrava abbastanza ovvio che avesse ragione Paolo Attivissimo a liquidare l'intera faccenda "I Doser" come l'immancabile bufala estiva sui rischi e le minacce di Internet. Tanto più che sull'ipotetica minaccia, dopo l'allarme iniziale, sembrava essere sceso un catacombale silenzio informativo. Senonché oggi il TG2 ha rilanciato l' affaire, come si racconta su Aleph Zero, aggiungendo fra l'altro un ricco corredo di immagini tratte da film dell'orrore e similia.
Ascoltando il servizio, ho doverosamente sghignazzato. Ma una passeggiata qua e là in Rete mi ha fatto passare la voglia di ridere. Il resoconto più (involontariamente, s'intende) apocalittico l'ho trovato qui, su Data Manager. Va detto che, grazie a questo articolo, ho scoperto che il Colonnello Umberto Repetto già da anni si interessa di questioni simili: vedi qui e, soprattutto, qui, uno studio del 1997 pubblicato sul sito del Sisde dall'inquietante titolo "MInaccia Virtuale Pericolo Concreto". Devo essere sincera: mi pare che si parli di altro rispetto alla paventata minaccia rappresentata dal software I Doser. I dispositivi ad ultrasuoni o le armi a radiazione acustica evocate dal saggio del '97 non sembrano avere effetti particolarmente eccitanti o piacevoli (senza contare che l'intero articolo, scritto prima dell'Undici Settembre, è stato ampiamente smentito dai fatti: sono bastati dei taglierini per fare di più e di peggio), anzi. Non riporto l'ampia casistica di effetti descritta da Repetto: basti dire che si parte dalla nausea per arrivare ai danni gravi ad organi vitali ed infine alla morte.
Onestamente mi pare che TechUp fornisca le informazioni migliori sull'intera faccenda: insomma non si tratterebbe solo di una bufala, ma di una vera e propria truffa che mira a spillare soldi ad individui più deboli e suggestionabili, facendo leva su un presunto effetto placebo delle cosiddette "droghe virtuali". Se questo è vero l'informazione distorta dei media sta in un certo senso facendo il gioco dei truffatori, proprio in virtù dell'allarmismo che accompagna certi annunci strillati a pieni polmoni: così anche chi ignorava candidamente l'esistenza del marchingegno, ora lo sa e può sentirsi indotto in tentazione. Senza contare che è irritante il fenomeno tutto italiano in virtù del quale la parola Internet è costantemente accompagnata da riferimenti alla droga, alla pornografia, alla pedofilia, al terrorismo e, in generale, a quanto di peggio il nostro mondo può produrre.
Bah, mi vado a sparare una dose di Dire Straits.
Contaminazioni
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Lorenza Boninu
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