Fenomenologia della cazzata d'autore
Prima di tutto il protagonista: il cattivo per definizione, uno che peggio di così non si può, e che proprio per questo si è dimostrato nel tempo capace di attirare ogni sorta di morbosa curiosità. Aggiungiamo la doverosa spruzzata di sesso, naturalmente perverso e sufficientemente disgustoso. Non può mancare l'usuale condimento a base di esoterismo da quattro soldi, arricchito da qualche ovvia provocazione parateologica. Collochiamo il tutto nella scontata cornice storica, tanto per dare l'impressione che alla base ci sia una pensosa e travagliata Weltanschauung. Che non manchino riferimenti letterari tali da soddisfare il palato di lettori di media ma comunque pretenziosa cultura. Sull'intera operazione va appiccicato un nome che goda di giusta e meritata notorietà. Perché, in ogni caso, il meccanismo è oliato da una capacità di scrivere di sicuro straordinaria, sebbene meritevole di miglior causa. Avremo come risultato un best seller, urtante, superfluo, e per di più presuntuoso, visto che il romanziere, a più riprese, pare identificarsi con le oscure forze del Male che muovono i destini di omuncoli smarriti negli oscuri labirinti della Storia ... o, più semplicemente, della storiella che il suo paranoide delirio autoriale ci propina.
Il titolo? Il Castello nella foresta. L'autore? Duole parlar male di uno scrittore recentemente defunto, tanto più che questo è il suo ultimo romanzo, ma si tratta di Norman Mailer che, come la bibliografia in fondo al volume indica con chiarezza, ha cercato disperatamente di emulare il Thomas Mann del Dr. Faustus, e magari anche il Milton di Paradide Lost, rimanendo, purtroppo per lui, molto al di sotto di siffatti ingombranti modelli. Il che aprirebbe un'interessante prospettiva interpretativa su uno scrittore che forse, alla conclusione della sua vita mortale, ha tentato di innalzarsi fino all'Olimpo, inciampando miserevolmente nei suoi stessi piedi.
Mi permetto un consiglio. Se decidete comunque di leggere questo improbabile mattone, quando vi sarete ripresi dall'inevitabile attacco di tedio, a parte altri numerosi titoli meritevoli di giusta ammirazione, provate a rivalutare Mailer con I duri non ballano (il libro, non il film), geniale rivisitazione del genere noir.
Contaminazioni
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Lorenza Boninu
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