contaminazioni

La caotica scrivania di Floria
12/10/2008

Un SMS per la scuola

Se i mezzi di comunicazioni tradizionali ci impongono l'invisibilità, noi usiamo la Rete

Circola sui cellulari e in Rete questo messaggio:
“Vai sul sito del Quirinale, scrivi al Presidente di non firmare il decreto Gelmini. Siamo già in tanti. Diffondi questo SMS”

Facebook ci ha messo del suo

Blog e Forum stanno facendo la loro parte (esempio 1 e esempio 2)

E tu che cosa aspetti?

Il testo dell'appello che può essere spedito a Napolitano

LA PREGHIAMO SIG. PRESIDENTE DI NON FIRMARE IL DL 137 9 OTTOBRE 2008 PER IMPEDIRE DI:

trasformare, attraverso la progressiva privatizzazione della scuola pubblica, le singole scuole pubbliche in istituzioni private

effettuare tagli selvaggi nella scuola pubblica

far assumere docenti dai dirigenti

far sparisce il tempo-scuola di pomeriggio

aumentare gli alunni per classe

chiudere le scuole più piccole

ritornare al maestro unico

ridurre gli insegnanti d’inglese

ridurre gli insegnanti di sostegno

cacciare i precari

ridurre il personale ATA

regionalizzare completamente il sistema scuola.



CONTRO

la fine della scuola della Repubblica uguale in tutto il Paese

il dopo-scuola pagato dalle famiglie

i libri e servizi aggiuntivi pagati dalle famiglie

la fine della scuola PUBBLICA per tutti

Aggiornamento.  Il testo di cui sopra è uno dei tanti possibili che circolano in Rete e non il migliore. Per rispondere almeno in parte alle obiezioni del secondo commento a questo post, riporto un'altra formulazione:
"Caro Presidente,

mi unisco a coloro che Le stanno rivolgendo un appello affinché Ella non
apponga la propria firma alla conversione in legge, ottenuta per voto di
fiducia alla Camera (e lo stesso sembra profilarsi al Senato) del
Decreto Gelmini sulla scuola.
E' una vera anomalia, sintomo di arroganza e di grave insensibilità
giuridica, introdurre una modifica ordinamentale sulla scuola per mezzo di un decreto, strumento legislativo che la nostra Costituzione, all'art. 77, prevede solo per " casi straordinari di necessità e
d'urgenza".
L'anomalia è tanto più grande, se si considera che l'art. 1 dello
stesso decreto prevede che lo studio della Costituzione sia oggetto di
particolare attenzione e di sensibilizzazione dei docenti, per una
ricaduta educativo-didattica nell'ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale.

Confido nella Sua alta funzione di garanzia costituzionale affinché
l'azione del governo, e dei suoi membri pro tempore si renda conforme al nostro ordinamento giuridico".

Esiste anche la versione minimale: "
Esimio Presidente della Repubblica, come docente/genitore e soprattutto cittadino italiano le chiedo di fermare lo smantellamento della scuola statale ad opera del Decreto Legge 137.
In fede ....."

Ora, posto che l'iniziativa ha in pratica un valore simbolico, che il Presidente della Repubblica  non può fare un colpo di Stato, che rispetto alla sua azione esistono dei precisi vincoli costituzionali (cfr. art.74 della Costituzione), resta il fatto che una valanga di messaggi che intasano il sito del Quirinale avrà pure un suo preciso significato e una sua valenza politica. Anche rispetto alle dischiarazioni sconsiderate di certi sindacalisti o al muro di silenzio contro cui si infrange ogni tentativo di dissenso, alle oscillazioni dell'opposizione. 


postato da floria1405 alle ore 23:44 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
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|categoria: segnalazioni, politica, scuola, attualità, società, università, web 20, virale





Commenti
#1   13 Ottobre 2008 - 09:12
 
flo' ho fatto qualche correzione al testo (come mi hanno fatto notare, c'è qualche piccola imperfezione da correggere che m'era sfuggita avendo fatto anche io copia-incolla)...cosiglio di rivedere in attimo ...saluti
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#2   13 Ottobre 2008 - 12:59
 
Non sono d'accordo con questa iniziativa. Non nel merito, per carita'. Ma perche' e' diretta al destinatario sbagliato.
Non si puo' chiedere, a termini di Costituzione, che il Presidente della Repubblica sindachi *nel merito* i contenuti di un decreto del Governo, specie se convertito in legge dal Parlamento. Questo Governo e' (purtroppo) legittimo e ha diritto di governare, questo Parlamento e' stato legittimamente eletto e ha ogni potere per legiferare. Il Presidente deve soltanto vigilare che questi poteri legittimi siano esercitati nei limiti dettati dalla Costituzione.
Nella prassi costituzionale, il Presidente puo' non promulgare una legge soltanto se
a) vi ravvisa *palesi* caratteri di incostituzionalita' (per quelli meno palesi c'e' l'intervento ordinario della Corte Costituzionale)
b) se non c'e' copertura finanziaria.
Nel caso a) -- per prassi -- si puo' includere anche il caso di decreti emanati dal Governo in palese violazione della straordinarieta' e urgenza previste dall'art. 77. Volendo, il decreto Gelmini potrebbe ricadere in questa categoria. Ma allora questo si dovrebbe scrivere al Capo dello Stato, non altro.
Io credo che il rispetto delle norme, della Costituzione prima di tutto, non possa essere un ad libitum della battaglia politica.
utente anonimo

#3   13 Ottobre 2008 - 17:28
 
Angelo, quello che scrivi è certamente vero. Ieri sera ho pubblicato in tutta fretta uno dei tanti testi possibili: forse non il più corretto o il migliore (vedi anche commento di @catepol). Ne circolano anche altri e nell'aggiornamento di oggi ne propongo uno (reperito su Facebook) che di fatto tiene conto delle tue osservazioni. Per il resto: il fatto è che non c'è un destinatario (giusto o sbagliato), nel senso che le proteste del mondo della scuola, per diffuse e motivate che siano, si infrangono contro un muro di indifferenza, se non di vera e propria arroganza. E allora si provano tutte le soluzioni, persino quelle improprie, per vedere di ottenere un briciolo di attenzione. Tu mi conosci e sai che il mio mestiere mi appassiona e mi piace: però comincio ad essere satura e a non aver più voglia di combattere contro le chiacchiere e la demagogia. Se questo colpo alla scuola pubblica arriverà a segno, e temo che arriverà, non so proprio se sarò disposta a continuare e se magari non mi troverò una qualche forma alternativa di occupazione o impegno: magari la casalinga, toh :))
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente floria1405

#4   14 Ottobre 2008 - 00:32
 
Lorenza, una delle cose peggiori del decreto Gelmini e' pensare che persone come te (o come Lia di Haramlik) possano prendere in considerazione di scappare dalla scuola. Lo so, detto da uno che e' scappato anni fa suona male -- soprattutto se quel qualcuno aggiunge che non ha mai smesso di rimpiangere le classi ma che non tornerebbe mai indietro.
Detto questo, trovavo profondamente sbagliato -- nel primo testo -- il cortocircuito istituzionale che prevedeva; la seconda versione l'avrei firmata -- se non che Napolitano ha gia' risposto, con argomenti che ricalcano quanto dicevo, in una nota ufficiale.
Direi pero' che sul piano simbolico e politico questo e' gia' un successo: il Presidente ha sentito la necessita' di rispondere e nel sottolineare l'esclusiva responsabilita' del Governo ha nemmeno troppo implicitamente preso le distanze dal provvedimento. A Costituzione invariata e' probabilmente il massimo che Napolitano potesse fare.
utente anonimo

#5   14 Ottobre 2008 - 11:48
 
Mi sembra un SMS molto lontano dalla realtà del decreto e del pensiero della Gelmini, e molto vicino ai luoghi comuni e agli slogan. Se sbaglio, correggimi.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente angelocesare

#6   14 Ottobre 2008 - 12:53
 
Sta di fatto che questo presidente sta firmando tutto, ma proprio tutto e forse un segnale all'opposizione, non dico quella di governo, ma almeno quellla dell'opinione pubblica, lo potrebbe anche dare. Che so, un sostegno, anche piccolo, un dire vi ho sentito che ci siete. Invece silenzio, su tutto, a partire dal lodo alfano che poi, se non sbaglio, è stato dichiarato incostituzionale. O no?
utente anonimo

#7   14 Ottobre 2008 - 15:38
 
@angelocesare Cosa si intende esattamente per "luogo comune"? Ammettiamo che l'appello semplifichi, per ovvia necessità comunicativa. Il fatto è che la scuola italiana, per disastrata che sia, non corrisponde affatto ai luoghi comuni che, viceversa, Gelmini, Brunetta & C ammanniscono quotidianamente all'opinione pubblica, supportanti da un'informazione prona e asservita. Va tutto bene, dunque? No, non va bene. Ma leggi il mio post precedente: non è pensabile cambiare la situazione alle spalle dei docenti con provvedimenti, quelli sì, demagogici e populistici, imposti a colpi di fiducia, che nascondono l'unico scopo di fare cassa sulla pelle della scuola pubblica. Io non mi riconosco nella caricatura dei prof che fa Brunetta, così come immagino che altri non si riconoscano nelle quotidiane storie, per esempio, di malasanità che la cronaca ci fornisce ogni giorno. E siccome penso di essere pure bravina nel mio mestiere, il "tirami tirami" dei premi ai "prof più meritevoli" non mi dice assolutamente niente, non mi suscita proprio nessun tipo di fremito di desiderio, quando penso che questo specchietto per le allodole servirà solo a sfasciare quel poco di buono che resta. Non sono un'accattona, non sono una bimbetta scema che può essere illusa con la promessa della caramella: sono una professionista seria, faccio un lavoro anche fisicamente faticoso (ci provino tutti i vari Soloni che pontificano sulle sorti della scuola a chiacchierare in modo chiaro, sensato e pertinente per cinque ore di seguito su argomenti così leggeri come la storia della letteratura italiana - e non solo - o l'epica latina, davanti ad una platea di adolescenti istupiditi da dosi da cavallo di televisione - per lo più targata Mediaset - cercando magari di motivarli, interessarli, coinvolgerli ) e vorrei essere messa nelle condizioni di farlo al meglio, non in classi sovraffollate, con poche ore a disposizione, con scarsi strumenti e prospettive. A meno che tu non creda sul serio che gli ipotetici guadagni realizzati con i tagli alla scuola "pubblica" saranno davvero reinvestiti nella scuola: non è così, e a leggere bene il materiale informatvo, anche sul sito del Ministero e del Governo, lo si capisce benissimo. E infine, quello che penso del "pensiero" della Gelmini, mi pare di averlo detto con chiarezza nel post precedente.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente floria1405

#8   14 Ottobre 2008 - 16:47
 
@pessimesempio (commento #6): Il Presidente della Repubblica non e' li' per fare da opposizione istituzionale al Governo e al Parlamento. Sarebbe una catastrofe istituzionale se lo facesse. Anche perche' legittimerebbe un domani interventi di segno opposto di un (Dio non voglia!) Berlusconi asceso al Quirinale.
Le istituzioni di garanzia devono restare di garanzia. Ed e' quello che Napolitano sta facendo. A ben vedere poi, la nota del Quirinale invia tre messaggi precisi alla maggioranza:
1. che l'uso disinvolto della decretazione d'urgenza costituisce un implicito vulnus alle prerogative del Presidente
2. che da parte del Presidente c'e' attenzione e sensibilita' ai problemi posti da chi chiedeva di non promulgare la legge di conversione del decreto Gelmini
3. che la responsabilita' di questi provvedimenti e' interamente del Governo (che e' come dire che Napolitano prende le sue distanze).
Di piu' - a termini di Costituzione - il Presidente della Repubblica non poteva dire o fare.
(a margine: il lodo Alfano e' assai probabilmente incostituzionale. Ma la Corte non si e' ancora pronunciata in merito -- e pertanto e' tuttora una legge della Repubblica. E comunque il potere di rinvio del Presidente e' limitato ai casi di "palese incostituzionalita'" o di mancanza di copertura finanziaria)
utente anonimo

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