Se i mezzi di comunicazioni tradizionali ci impongono l'invisibilità, noi usiamo la Rete
Circola sui cellulari e in Rete questo messaggio: “Vai sul sito del Quirinale, scrivi al Presidente di non firmare il decreto Gelmini. Siamo già in tanti. Diffondi questo SMS”
Facebook ci ha messo del suo
Blog e Forum stanno facendo la loro parte (esempio 1 e esempio 2)
E tu che cosa aspetti?
Il testo dell'appello che può essere spedito a Napolitano
LA PREGHIAMO SIG. PRESIDENTE DI NON FIRMARE IL DL 137 9 OTTOBRE 2008 PER IMPEDIRE DI:
trasformare, attraverso la progressiva privatizzazione della scuola pubblica, le singole scuole pubbliche in istituzioni private
effettuare tagli selvaggi nella scuola pubblica
far assumere docenti dai dirigenti
far sparisce il tempo-scuola di pomeriggio
aumentare gli alunni per classe
chiudere le scuole più piccole
ritornare al maestro unico
ridurre gli insegnanti d’inglese
ridurre gli insegnanti di sostegno
cacciare i precari
ridurre il personale ATA
regionalizzare completamente il sistema scuola.
CONTRO
la fine della scuola della Repubblica uguale in tutto il Paese
il dopo-scuola pagato dalle famiglie
i libri e servizi aggiuntivi pagati dalle famiglie
la fine della scuola PUBBLICA per tutti
Aggiornamento. Il testo di cui sopra è uno dei tanti possibili che circolano in Rete e non il migliore. Per rispondere almeno in parte alle obiezioni del secondo commento a questo post, riporto un'altra formulazione:
"Caro Presidente,
mi unisco a coloro che Le stanno rivolgendo un appello affinché Ella non
apponga la propria firma alla conversione in legge, ottenuta per voto di
fiducia alla Camera (e lo stesso sembra profilarsi al Senato) del
Decreto Gelmini sulla scuola.
E' una vera anomalia, sintomo di arroganza e di grave insensibilità
giuridica, introdurre una modifica ordinamentale sulla scuola per mezzo di un decreto, strumento legislativo che la nostra Costituzione, all'art. 77, prevede solo per " casi straordinari di necessità e
d'urgenza".
L'anomalia è tanto più grande, se si considera che l'art. 1 dello
stesso decreto prevede che lo studio della Costituzione sia oggetto di
particolare attenzione e di sensibilizzazione dei docenti, per una
ricaduta educativo-didattica nell'ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale.
Confido nella Sua alta funzione di garanzia costituzionale affinché
l'azione del governo, e dei suoi membri pro tempore si renda conforme al nostro ordinamento giuridico".
Esiste anche la versione minimale: "Esimio Presidente della Repubblica, come docente/genitore e soprattutto cittadino italiano le chiedo di fermare lo smantellamento della scuola statale ad opera del Decreto Legge 137.
In fede ....."
Ora, posto che l'iniziativa ha in pratica un valore simbolico, che il Presidente della Repubblica non può fare un colpo di Stato, che rispetto alla sua azione esistono dei precisi vincoli costituzionali (cfr. art.74 della Costituzione), resta il fatto che una valanga di messaggi che intasano il sito del Quirinale avrà pure un suo preciso significato e una sua valenza politica. Anche rispetto alle dischiarazioni sconsiderate di certi sindacalisti o al muro di silenzio contro cui si infrange ogni tentativo di dissenso, alle oscillazioni dell'opposizione.
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Lorenza Boninu
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