Il video che segue è relativo ad una versione alternativa di Born in Time, di Bob Dylan (Under the red sky, 1990), peraltro eseguita anche da Eric Clapton.
E'una delle canzoni che amo di più, forse perché sono un'inguaribile romantica, e queste storie di amori disperati e impossibili mi feriscono ineviitabilmente al cuore. E l'ultima strofa poi ... "In the hills of mistery, in the foggy web of destiny, you can have what's left of me, when we were born in time"... ah, pura poesia. Ma non è con queste svenevolezze che voglio intrattenervi. Piuttosto, da dylaniana convinta quale sono, mi piacerebbe soffermarmi su un altro aspetto.
Dylan tornerà in Italia ad aprile e, come da copione, mi sto dando da fare per organizzare una spedizione di fan duri e puri a Firenze il 18 aprile. Un collega, dopo avermi sentita prendere accordi con una mia amica a questo proposito, sghignazzando mi fa: "Ahaha, vai a vedere quel decrepito, quella mummia con l'artrite e la dentiera..." o qualcosa del genere.
Ora, ammettiamo pure che Dylan non sia più un ragazzino e che, effettivamente, risulti ora come ora un po' "sfiatato". Il punto è che il mio amico saputello è fermamente convinto che Dylan non abbia scritto altro a parte Blowing in the wind e Like a rolling stone. E va bene, mica uno deve conoscere tutto, lo so. Ma su Dylan, con me, toccano un tasto estremamente sensibile. Gentilmente ho osservato che la produzione di Dylan è pressoché sterminata e che, buon per lui, lo hanno anche insignito del Pulitzer."Ah sì - mi fa lui - per il suo impegno pacifista, immagino ...".
Impegno pacifista? Ahimé, povero Bob, proprio non ce la fa a scrollarsi l'etichetta di dosso, nemmeno a distanza di più di quarant'anni. Ho deviato il discorso sul Festival di Sanremo, che mi pareva più consono al livello della conversazione. E il tipo che mi fa? Perfettamente ignaro, dopo Orietta Berti e José Feliciano, si mette a citarmi ... Antoine! Che "Pietre" sia una cover di Dylan è un'informazione che lo ha colto totalmente impreparato.
Voi dovete capire che eravamo reduci da un estenuante e sconclusionato Collegio de Docenti. L'ignoranza supponente del mio (peraltro simpatico e in altri campi coltissimo) collega è stata per me, decisamente, il colpo di grazia.
Una volta il sottotitolo del blog era:"Ricercare le connessioni, i territori di confine, le affinità e le opposizioni, le risonanze, i richiami, le somiglianze, i riflessi...contaminare linguaggi, ibridare conoscenze e competenze, sperimentare ... esprimere". Bella pretesa, non è vero?