Ne sento dire tante, ma tante, sui social network, sulla "vita virtuale" che si sovrappone a quella reale, su Internet sentina di tutti i mali ... e non parliamo di quel nido di vipere peccatrici che si chiama Facebook, peraltro adesso anche covo di mafiosi. Dopodichè ho letto questa ponderosa analisi e mi sono sentita male. La verità è che uso Facebook e tutto il resto in perfetta allegria, e non mi pare sia il caso di prendersi troppo sul serio.
Per dire. Non è che sia così semplice procurarsi buona musica qui dove vivo. Stringi stringi, quello che trovi è solo la produzione cosiddetta mainstream, quello che passano normalmente radio e televisione. Io non ho gusti così raffinati e sono esperta, in pratica, di un unico autore (indovinate chi), ma da quando frequento intensivamente i social network (Facebook ma anche LastFm) diciamo che la mia cultura musicale è migliorata e ho scoperto parecchia roba della quale non sospettavo nemmeno l'esistenza o che avevo tranquillamente sottovalutato in passato. E questo grazie ad amici vecchi e nuovi, e non solo italiani.
Tutto qui. E non è poco, io credo. Ma nemmeno dobbiamo esagerare per amore di analisi. Mi sono sempre portata dietro la musica ovunque mi sia capitato di andare, anche quando Internet non esisteva, e ora continuo a farlo. Solo che ho ampliato le mie possibilità di conoscenza e condivisione.
Sto per fare la figura della perfetta ignorante, almeno agli occhi di qualcuno più esperto di me, ma l'esempio che segue è doveroso. Se anche conoscevo, così così, John Mellencamp, il suo ultimo album l'ho ascoltato, appunto, grazie a questo meccanismo: e me ne sono innamorata da subito. Il 2008, "anno funesto, anno bisesto", a parte il memorabile concerto dei Queen, mi ha portato anche questo.
Una volta il sottotitolo del blog era:"Ricercare le connessioni, i territori di confine, le affinità e le opposizioni, le risonanze, i richiami, le somiglianze, i riflessi...contaminare linguaggi, ibridare conoscenze e competenze, sperimentare ... esprimere". Bella pretesa, non è vero?