Ovvero: Catepol, la nostra eroina.
Una doverosa premessa. Qui si parla di profili personali di politici e non di pagine di fan: sono due cose diverse (differenza che a chi parla del fenomeno "politici su facebook" non di rado sfugge). Si presume che il profilo sia gestito dal diretto interessato, mentre le "pagine", come i gruppi, sono spesso frutto dell'iniziativa di anonimi supporter.
Giuro che non l'ho fatto apposta. Complici gli esami di Stato e il conseguente lavoro che hanno comportato, il blog languiva e il ranking su ShinyStat si era pericolosamente abbassato. Come ho avuto un po' di tempo, ho ripreso il mio abituale ritmo grafomane. E tuttavia, il ranking continuava a intristire. Finché, giusto ieri, cinque minuti prima di chiamare la famiglia a cena, presa da improvvisa ispirazione ho scritto un post piccino piccino, nemmeno così intelligente, sui megamanifesti catechistici in quel di Brescia. Bingo! Accessi in vertiginosa ascesa, impetuosa risalita del ranking, e nel misero giro di un paio d'ore.
Sì, sì, è possibile, lo ammetto. L'italica blogosfera, litigiosa al solito, si è divisa sulla sua opportunità. A suo tempo, dopo un po' di riflessioni, ho deciso di aderire. In Piazza Navona erano quattro gatti, pare, anche se, evidentemente non gli stessi che hanno la pazienza di ascoltare Benedetto XVI. Il dibattito fra "guru" è proseguito anche dopo, con toni che non sempre mi sono piaciuti. Che vogliono dire, per esempio, queste frasi di Michele Ficara Manganelli? "Non mi piace la strumentalizzazione (giornalistica) relativa a “tutti i blog aderiscono allo sciopero nazionale” quando sono solo qualche centinaio e perlopiù sconosciuti in cerca di visibilità. E’ chiaro che il DDL Alfano sulle intercettazioni e sull’obbligo di rettifica (in tutte le sue eccezioni discutibili, pessime o meno) è quindi solo il “Casus Belli” per fare un pò di casino in rete ed intercettare qualche centinaio di blogger (forse) in cerca di una idea per il post del 14 luglio". 
Già li sento i paladini dell'innovazione internettiana plaudire al tema sui social network e new media.
un'interessante interazione didattica. Un'invasione di tesine e/o percorsi da parte dei miei studenti nella mia casella di posta, con correzione in tempo reale + commenti scherzosi riguardo l'intera faccenda sulla bacheca di facebook (persino uno studente che afferma: "Piergiorgio - Odifreddi n.d.r. - mi attizza"). Una classe virtuale semipubblica (si vuole aggiungere qualcuno dall'esterno? ben venga, così realizziamo in pieno la mia utopia della scuola "fuori di classe" e ... fuori di testa!). Beh, non male. E ancora non mi arrendo all'uso di msn!
A essere "tardiva digitale" mi condanna in primo luogo l'anagrafe: visto che fra un pugno di giorni festeggerò il mio quarantottesimo compleanno, c'è poco da fare, sono "vecchia", per quante arie da rockettara in ritardo mi possa dare, nonostante il blog, nonostante le mie frequentazioni "sociali" in Rete, da Facebook a Twitter, da Friendfeed a Anobii, da LastFm a Tumblir o a Flickr, nonostante la mia curiosità e la mia voglia di sperimentare. Figurarsi, sono laureata in Letteratura Greca e insegno Italiano e Latino: non ho proprio chance. Sarà per questo che leggendo il pezzo di Luca Sofri, inititolato appunto "L'era dei tardivi digitali", mi sono sentita debitamente urtata e il mio primo pensiero è stato: "ma di che caspiterina - veramente nella formulazione originaria la parolina era un'altra - sta parlando?" Contaminazioni
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Lorenza Boninu