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Cara Annalivia, cara figlia, sono vent'anni che ti sopporto/mi sopporti. Facciamo festa anche sul blog, condividendo virtualmente con i lettori la tua torta di compleanno.

P.S. La vera festa, comunque, sarà a Roma, il 26 settembre, con il concerto dei Queen + Paul Rodgers.

E' già la seconda volta che mi passa davanti la pubblicità di una collana, qualcosa del tipo "I classici di ogni tempo e paese". Prima uscita, in edicola a 4 euro e novantacinque (o giù di lì), I Promessi Sposi e il Kamasutra. Rimango talmente basita che non mi riesce concentrarmi sulla casa editrice, quindi non chiedetemela. Ma cosa ne penserebbe Manzoni di questo ardita accoppiata?
E dopo questo ...
I am an imaginary number
1i
I don't really exist
_ |
what number are you?
this quiz by orsa
... posso anche andare a dormire. Forse. Sempre che non scompaia in un puff mentre il notebook si spegne.
(via Yasmina)
Fatemi il favore ...
... leggete con particolare attenzione il post precedente. Per scriverlo ho rischiato di dar fuoco alla casa, visto che, presa dal mio delirio recensorio, mi sono dimenticata il ferro da stiro acceso ai piedi del letto (fra l'altro vicino ad un'instabile pila di libri: per un pelo non ne ho fatto un bel rogo, stile Fahrenheit). Tanto poté il mio furor di lettrice.
Ho spento il focolaio e, dato il puzzo, spero di non trovarmi in casa i pompieri, messi in allarme da qualche vicino spaventato (in questo momento sento una sirena avvicinarsi a questi lidi).
Meno male che ci sono i ragazzi ...
...a tirarmi su di morale.
Di ritorno da un collegio dei docenti surreale per modi e tempi delle argomentazioni, stanca morta per la performance su Pavese di ieri (vedi post precedente), ho trovato nella casella di posta una serie di gustose caricature di prof, opera della fervida creatività dei ragazzi della Quarta B.
Mi vedono così: notare il dentino avvelenato, l'aria incazzina, l'immancabile Ipod e, soprattutto, la scritta sulla maglietta.
Ma che ti devo dire ...
Se c'è una persona che mi sembra caratterizzata dalla totale insignificanza politica è Boselli. Eppure, a dar retta al test semiserio di Repubblica , praticamente mi ritrovo in braccio a lui con lo sguardo (virtualmente) rivolto a Bertinotti. Non fidatevi.
I Giardini di Bomarzo si vestono di nuovi colori
Non vorrei fare la parte di quella che si diverte sadicamente a sputtanare in pubblico le enormità dei suoi alunni, però, insomma ... a volte darei la testa nel muro (anzi, stamattina, fra le risate dei ragazzi, ho pure mimato un siparietto di questo genere)
Quando "i fili della Parca", diventano "le corde della barca", e il Lete esonda, io che devo fare? Che devo dire?
E quando alla mia domanda "Avete mai visitato i giardini di Bomarzo?", uno mi risponde (lui spergiura che scherzava, ma che scherzo è?): "Ma per caso hanno a che fare con Lucio Battisti?", come devo reagire? Forse dovrei essere contenta, visto che almeno conosce e cita una canzone dei miei tempi.
No, la verità è che, fra l'ilarità generale, ho promesso al giovanotto che avrei immortalato (si fa per dire) la perla nel blog. E ho mantenuto la promessa.
Aggiornamento: in tutte le classi dove spiego Divina Commedia, invariabilmente qualcuno mi chiede se è vero che Dante si faceva. Vedo che la lista dei tossici si allunga.
Il navigatore ubriaco
Ho sempre snobbato i navigatori satellitari: sono figlia di un capitano di lungo corso, io, e so usare una cartina. Anzi, con l'età mi sono pure scoperta un invidiabile senso d'orientamento ( e non date retta a certi vieti luoghi comuni) . E allora che me ne faccio di un navigatore? Ma mio marito, ossessionato dagli autovelox, non ha voluto sentire ragioni: peccato che, dopo averlo comprato in previsione della nostra trasferta ad Arezzo della scorsa settimana, non abbia poi caricato la mappa aggiornata, appunto, degli autovelox. Siamo in fervida attesa delle probabili multe.
In compenso il navigatore ci ha fatto morir dal ridere. Abbiamo scoperto che l'unico modo di arrivare a destinazione in un lasso ragionevole di tempo è quello di fare esattamente il contrario di quello che il malefico aggeggio suggerisce (tenete conto che lo stavamo sperimentando in zone relativamente note: che cosa potrebbe accadere in località sconosciute, a questo punto non voglio nemmeno immaginarlo). Quando l'abbiamo seguito in modo pedissequo, ci siamo ritrovati in un parcheggio, mentre lui/lei continuava ad esortarci: "Pre-e-enda la pros-sima a de - stra e poi la pros-si-ma a de-stra". Avessimo obbedito, saremmo stati ancora lì a girare in tondo.
Lo abbiamo immaginato mentre prendeva vita e, permaloso, ci mandava a quel paese per la nostra ostinata difesa della libertà di scelta. Gli abbiamo prestato una voce prima depressa, poi imbestialita. Lo abbiamo fatto scendere in sciopero. Abbiamo immaginato la vocina mentre gridava: "E allora fate un po' come vi pare, dementi!" Insomma, alla fine il nostro tecnologico compagno di viaggio era diventato un simpatico amico un po' bizzarro, anche se a più riprese, verso Cortona, ha cercato di farmi svoltare in direzione del cimitero: si sarà poi offeso davvero? e fino a questo punto?
A proposito di donne che non sanno leggere le cartine (ma io lo so fare!) e di uomini che non si fermano mai a chiedere (e io invece mi farei accoltellare prima di chiedere un'indicazione a un passante): provate a fare questo test, per scoprire il "probabile livello di ormone maschile che il cervello ha ricevuto intorno alla sesta-ottava settimana di gestazione". Pare che questo livello influenzi praticamente tutto il corso della vita e vi condanni, se basso, allo smarrimento perenne in città sconosciute in balia di navigatori satellitari completamente sciroccati.
I paradossi di Internet: appello a Peppe
Allora: io vivo in una casa di 75 m², invasa da libri, dvd, cassette, dischi e altro. Me ne sto qui, in un salotto incredibilmente incasinato, a digitare sul mio notebook le usuali insulsaggini blogghettare.
Nel frattempo, nell'altra stanza, la figlia bazzica la sua allegra combriccola su MSN. Fra i suoi contatti c'è una ragazzo di Santa Maria Capua Vetere, Peppe, che, pare, capita spesso sul mio blog, legge e non commenta mai, non qui almeno. Però informa costantemente mia figlia su quello che vado raccontando. Riassumendo: Annalivia si disinteressa allegramente dei miei deliri via Internet, non ne vorrebbe sapere niente, però viene aggiornata in dettaglio sui post che la sottoscritta scrive, a meno di cinque metri di distanza da lei, da un simpatico lurker, che abita a moltissimi chilometri da qui e non osa commentare direttamente (forse pensa che anche sul blog usi la mia impietosa matita rosso - blu, l'arma impropria che adopero per far sputar sangue ai miei disgraziati alunni: ma no, Peppe, quaggiù siamo tutti amici, più o meno, ehehehe).
Allora: vediamo se Peppe, che dopo tutto è un rockettaro post punk, trova il coraggio di commentare questo post che, peraltro, contiene un preziosissimo link al pezzo del suo gruppo, Oh Oh Horny (e poi non dite che non sono disinvolta!), pubblicato sul mio Tumblelog.
P.S. Annalivia, alla quale ho chiesto doverosamente il permesso per la pubblicazione, afferma che non è vero che si disinteressa di quello che scrivo. Ma forse dice così solo per cortesia nei confronti della decrepita sottoscritta.
Se c'è una cosa che odio ...
quando navigo su Internet e per blog, sono le musichine di sottofondo che, nelle pie intenzioni degli autori, dovrebbero rendere più carismatica (!) una pagina. E invece no, perché questo melodie, in genere abbastanza stucchevoli, finiscono per interagire disastrosamente con la musica che, sponte mea, sto già ascoltando dal mio computer, facendo impazzire la scheda del suono e determinando effetti cacofonici di assai dubbio gusto. Allora, ovviamente, scappo. E non credo di essere la sola.
Vi prego, non siate così tamarri. Date ai lettori la possibilità di scegliere.
(Ecco, lo so che è una cosa un po' così, ma era tanto che la volevo dire, e l'ho detta)
Contaminazioni
è il blog
di
Lorenza Boninu
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