E' una sorta di perversione, e io ne sono afflitta: leggere i commenti dei lettori comuni, generalmente anonimi, agli articoli "caldi" pubblicati dai quotidiani on line. Stasera mi sono divertita a verificare quale sia l'umore che anima l'insopprimibile logorrea degli Italiani in Rete, scorrendo i commenti in coda agli articoli rispettivamente di Repubblica e de Il Giornale sulle ultime dicharazioni della Gelmini. Istruttiva lettura, in verità. Dice molto sull'illusione della cosiddetta "democrazia" in Rete. La gente parla e straparla, litiga, offende, fa finta di ragionare, chiosa, si racconta, si lamenta nella (almeno in apparenza) totale inconsapevolezza della propria assoluta ininfluenza. Chi si prenderà mai la briga di rispondere a cotanta esuberanza oratoria? Politici? Giornalisti? Intellettuali? Non ne hanno bisogno. Ne prendono atto e la sobillano per i loro scopi. In definitiva è assai raro in quelle lande un'argomentazione degna di questo nome. La "ggente" ripete meccanicamente slogan altrui nella convinzione perversa che si tratti in realtà di pensieri partoriti in autonomia. E' singolare (ma non inattesa, intendiamoci) la quasi completa scissione fra esperienza reale e opinione ideologicamente orientata. Gli internauti si scannano non sulla base dei fatti ma in nome di un'appartenenza viscerale rispetto alla quale qualsiasi tentativo di ragionamento e discussione è destinato a cadere nel vuoto. E' il regno della demagogia becera, del populismo d'accatto, autoreferenziale, solipsistico, acritico. Ma quello che preoccupa è l'impressione di diffusa frustrazione che se ne ricava: gli Italiani, ex "brava gente", sembrano tutti incazzati con qualcosa o con qualcuno, pronti a menar le mani, e non solo metaforicamente. Non sono conversazioni, ma risse virtuali. Insomma, tira una brutta aria.
Sì, sì, è possibile, lo ammetto. L'italica blogosfera, litigiosa al solito, si è divisa sulla sua opportunità. A suo tempo, dopo un po' di riflessioni, ho deciso di aderire. In Piazza Navona erano quattro gatti, pare, anche se, evidentemente non gli stessi che hanno la pazienza di ascoltare Benedetto XVI. Il dibattito fra "guru" è proseguito anche dopo, con toni che non sempre mi sono piaciuti. Che vogliono dire, per esempio, queste frasi di Michele Ficara Manganelli? "Non mi piace la strumentalizzazione (giornalistica) relativa a “tutti i blog aderiscono allo sciopero nazionale” quando sono solo qualche centinaio e perlopiù sconosciuti in cerca di visibilità. E’ chiaro che il DDL Alfano sulle intercettazioni e sull’obbligo di rettifica (in tutte le sue eccezioni discutibili, pessime o meno) è quindi solo il “Casus Belli” per fare un pò di casino in rete ed intercettare qualche centinaio di blogger (forse) in cerca di una idea per il post del 14 luglio".
Già li sento i paladini dell'innovazione internettiana plaudire al tema sui social network e new media.
Scusatemi tanto se, mentre in Rete ci si accapiglia sugli esiti potenzialmente nefasti dell'articolato riguardante Internet all'interno del disegno di legge sulle intercettazioni (ottima sintesi ne viene offerta su Punto Informatico), io mi soffermo su una problematica evidentemente marginale, legata non tanto alla minaccia che incombe sulla libertà di espressione di noialtri comunicatori via Web (almeno in apparenza), quanto al vissuto concreto della gente comune. 
Insomma, ammettiamolo: Berlusconi è riuscito a stupirci anche stavolta. Poteva avviare una rapida ricostruzione in emergenza per togliere subito la gente delle tende e sistemarla in moduli abitativi temporanei il più vicino possibile alle proprie case, e contemporaneamente creare consorzi tra tutti i proprietari di prime e seconde case con contributo commisurato al reddito e alla superficie abitativa, e comunque pari al 100% per la prima casa. Ma lui non è scienza, è fantascienza. Lui ha mantenuto la sua promessa. Non ha fatto come in passato. E’ riuscito a fare molto, ma molto peggio.
Badate bene, non sto dicendo che quello che leggo qua e là in Rete sia oro colato solo perché gronda antiberlusconismo. Penso, tuttavia, di non essere la sola a sentire il bisogno di verità, a non poterne più della pessima retorica con la quale ci ingozzano dalla mattina alla sera.
A essere "tardiva digitale" mi condanna in primo luogo l'anagrafe: visto che fra un pugno di giorni festeggerò il mio quarantottesimo compleanno, c'è poco da fare, sono "vecchia", per quante arie da rockettara in ritardo mi possa dare, nonostante il blog, nonostante le mie frequentazioni "sociali" in Rete, da Facebook a Twitter, da Friendfeed a Anobii, da LastFm a Tumblir o a Flickr, nonostante la mia curiosità e la mia voglia di sperimentare. Figurarsi, sono laureata in Letteratura Greca e insegno Italiano e Latino: non ho proprio chance. Sarà per questo che leggendo il pezzo di Luca Sofri, inititolato appunto "L'era dei tardivi digitali", mi sono sentita debitamente urtata e il mio primo pensiero è stato: "ma di che caspiterina - veramente nella formulazione originaria la parolina era un'altra - sta parlando?"
Io di Dario "Twist of Fate" aka Poetadelcazzo79 non so quasi nulla se non che è molto più giovane di me, suona armonica e tastiera, il blues è per lui una ragione di vita, è un appassionato di Dylan (e infatti ci siamo "trovati" su Maggie's Farm) e di Bruce Springsteen e, soprattutto, ama scrivere, di musica e non solo (questo il suo blog). Tanto è bastato perché fosse arruolato nel cast di "Contaminazioni": il post precedente a questo è il suo primo contributo. Immagino che sarà improbabile incontrarci di persona e che questa conoscenza, come la tante che ho fatto in questi anni qua e là per la Rete, rimarrà virtuale. Ma la faccenda è interessante. Che avranno mai in comune una seriosa prof di latino ormai di mezza età e un ragazzo che si firma Doctor Octopus? La risposta nelle prossime puntate.
E vai. E' andata. Cosa io pensi di queste occasioni che dalla Rete approdano alla vita reale è noto: l'ho dichiarato solo pochi giorni fa, su questo blog e altrove.

Ma a proposito del blog, c'è un'altra novità che mi preme segnalare: l'inizio di una carriera di recensionista musicale, in collaborazione (gratuita) con ELFA Promotions. Non che sia questa grande esperta di pop-rock.funky-jazz-celtic e chi più ne ha più ne metta: ma sono un'ascoltatrice, una che va a caccia di novità, una che crede nel potere della "coda lunga" (non sapete cos'è? studiate!), e visto che robetta come "Amici", "X Factor", Povia annessi e connessi, nonchè l'ineffabile Arisa, mi ha un po' stufato, mi sono messa in cerca di quel qualcosa di diverso, di inaspettato, che, nonostante la qualifica di "emergente", in realtà stenta parecchi ad emergere nei mezzi di comunicazione mainstream. Staremo a vedere gli sviluppi (a seguire il post su Monica Shannon, artista emergente della scuderia di ELFA).
Contaminazioni
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Lorenza Boninu