Fra l'altro Morgan ha cantato anche "Morire per delle idee". Straordinaria: bene che gli adolescenti l'abbiano ascoltata, ignari come sono di De André (e di Brassens). E magari può aver fatto bene anche a qualche adulto, un po' troppo aduso alla retorica, il grande male del nostro popolo, sempre pronto alla chiacchiera e all'indignazione a comando ma poco alla coerenza e all'impegno veri.
Concludo postando uno dei video che sono riuscita a riprendere. Magari, dopo De André, qualche giovane andrà anche ad informarsi su chi sia stato Piero Ciampi, perché no?
Prima nota stonata. Non ne parla quasi nessuno, a parte Il Giornale e pochi altri. Ma il licenziamento in tronco di 29 dipendenti di All Music (su 37), a seguito dei pessimi risultati economici della televisione del Gruppo Editoriale L'Espresso, fa pensare. A casa non vanno i volti noti, beninteso, ma il personale tecnico, gente da 1500 euro al mese. Chiudono gli studi di produzione, ma il lavoro sarà affidato ad agenzie esterne: una canzone vecchia. I dipendenti in agitazione sostengono che la responsabilità non è da attribuire alla crisi mondiale ma ad un'errata gestione che ha finito per penalizzare gravemente i lavoratori: insomma, com'è tristemente usuale, le ultime ruote del carro pagherebbero, e molto salato, le colpe del management. I soldi sono soldi, e non c'è progressismo che tenga: Carlo De Benedetti non fa una bella figura. Si invocano le normative esistenti, ci si scusa sentitamente, si sbandiera il doveroso rammarico, ma intanto la gente va a casa. Tutte le informazioni sulla vicenda sono pubblicate sul sito aperto dai dipendenti in lotta per il loro posto di lavoro: FALL MUSIC. Il silenzio dei media è quasi assordante: forse 29 licenziamenti sembrano poco significativi, stante la difficile situazione economica, ma badate bene, si tratta di una televisione, il che rappresenta un dettaglio non trascurabile.
Ah che barba, che noia, che barba, che noia! Gente, cerchiamo, se possibile, di scrollarci di dosso lo stereotipo del fan di Dylan deluso, incazzato, scontento o, al contrario, estatico, entusiasta, perennemente in crisi mistica davanti al Vate. Sai che risate si farebbe Dylan se solo potesse leggere le troppe parole sprecate per ogni sua singola performance, per ogni gesto o tic o smorfia che si lascia scappare quando è sul palco, per ogni vezzo della sua voce, per ogni occhiata che rivolge alla band o in direzione del pubblico. Se potesse … probabilmente non vorrebbe. Dylan, maledetto arrogante.
Insomma, alla fine pare proprio che il concerto del 19 luglio del Boss si farà. Perchè Springsteen è per Maroni passione di vecchia data. Sentite che cosa dice il nostro Ministro: "Le canzoni di Bruce Springsteen sono state le prime che suonavo da giovane con la mia band. Ho visto il suo primo concerto a Milano, credo fosse l'82, la sua canzone The river è in assoluto una delle mie canzoni preferite. E conservo ancora i vinili. Quando ho letto la notizia sul giornale, che il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza poneva il problema della concomitanza del concerto con i Mondiali di nuoto, sono rimasto molto colpito. Non ero stato informato e ho deciso di chiamare il prefetto Pecoraro".
Vi risulta che un concerto del Boss abbia mai causato problemi di ordine pubblico (a parte il risicato comitato di cittadini che ha montato una causa a Claudio Trotta della Barley Arts per lo sforamento dell'orario durante l'ultimo concerto dell'artista americano a San Siro)? Alla Prefettura di Roma sono convinti di sì, visto che la concomitanza con i mondiali di nuoto renderebbe ingestibile la situazione, pena una militarizzazione dei luoghi assolutamente improponibile data la natura dell'evento sportivo. E dunque il concerto del prossimo 19 luglio a Roma sarebbe a rischio. oh well i love you pretty baby
you’re the only love i’ve ever known
just as long as you stay with me
the whole world is my throne
down here lies nothing
nothing we could call our own
well, i’m moving after midnight
down boulevards of broken cars
don’t know what i’d do about it
without this love that we call ours
down here lies nothing
nothing but the moon and stars
down in the street
there’s a window
and it a window made of glass
we’ll keep on loving
pretty baby for as long as love will last
down here lies nothing
but the mountains of the past
well my ship is in the harbour
and the sails are spread
now listen to me pretty baby
lay your hand upon my head
beyond here lies nothing
nothing done and nothing said
In all other countries, listening to Last.fm Radio will soon require a subscription of €3.00 per month. There will be a 30 track free trial, and we hope this will convince people to subscribe and keep listening to the radio. Everything else on Last.fm (scrobbling, recommendations, charts, biographies, events, videos etc.) will remain free in all countries, like it is now.
Naturalmente molti parlano di discriminazione, di colonialismo (nella prima stesura mi era scappato un refuso: colionalismo ... in effetti, questa scelta sembrerebbe proprio una "colionata") culturale (perché americani, inglesi e tedeschi possono continuare ad usufruire gratuitamente di un servizio che il resto del mondo è cpstretto a pagare?) e di altre dietrologie. Mi pare, dopo una rapida indagine, che la motivazione più credibile possa essere questa: nelle zone costrette all'abbonamento, LastFm non raggiungerebbe un traffico tale da generare gli introiti necessari a coprire i costi delle licenze. Qualunque sia la ragione, c'è chi ha già deciso di salutare LastFm e, francamente, anch'io ho la tentazione di chiudere l'account, che pure mi aveva visto entusiasta adepta.
Fra l'altro la decisione di LastFm (nel 2007 acquisita trionfalmente dalla CBS ) rischia di avere delle conseguenze poco piacevoli per gli artisti indipendenti che utilizzano la piattaforma allo scopo di promuovere e far conoscere la loro musica. A questo proposito, cito dalla pagina del gruppo "Free for Free" che si è appena costituito in Italia (e al quale invito ad aderire) ed è per lo più formato appunto da artisti emergenti:
Il punto focale di questa proposta si basa sul dato di fatto che diversi artisti presenti su Last.fm donano la propria musica permettendone l'ascolto integrale e/o il download. Attualmente l'unico compenso per tale scelta è il pagamento delle royalties, recentemente introdotte da Last.fm. Tale compenso è ovviamente puramente simbolico specie per artisti che, non avendo una grande quantità di ascolti, trovano il loro vero compenso esclusivamente nel poter condividere la propria arte. Stando a quanto annunciato forse ci si troverebbe addirittura di fronte al paradosso che, essendo tali artisti anche utenti, si troverebbero a dover pagare per poter ascoltare la propria musica. Tra l'altro bisogna considerare che nella maggioranza dei casi utenti paganti preferiranno sempre rivolgere l'uso del proprio denaro all'ascolto di artisti già affermati e di cui conoscono sia la musica che le capacità preferendo questa strada a quella della scoperta di nuovi artisti e nuova musica. Cosa che fa decadere l'originaria promessa di Last.fm che ha spinto tanti di noi, artisti indipendenti a scegliere Last come piattaforma su cui rendere disponibile la propria musica, ovvero la possibilità di essere ascoltati insieme ai Big della musica internazionale.
Il gruppo Free for Free ha dunque elaborato una proposta di mediazione, ovvero:
1 - I brani che sono resi disponibili gratuitamente da parte dei titolari dei loro diritti non devono essere vincolati alla necessità di essere utenti paganti per poter essere ascoltati.
2 - Per brani disponibili gratuitamente si intendono quei brani che, oltre ad essere disponibili per l'ascolto integrale e/o il download gratuito, non generino alcun genere di royalties nei confronti dell'autore.
3 - Gli utenti che in qualità di artisti propongono la propria musica nei termini esposti al punto precedente acquisiscono il diritto di ascoltare una quantità di brani non gratuiti pari al numero di ascolti che hanno ricevuto.
Mettetevi tranquilli. Accomodatevi nella stanza più quieta della vostra casa. Lasciate il mondo fuori dalla porta. Basta poco. Chiudete gli occhi. La musica giusta, il giusto mood. E così, d'un tratto, potreste trovarvi proiettati in un luogo diverso, lontano dalla confusione, dall'abituale, inquieta frenesia. Spiagge infinite lungo l'oceano, la luce tenue del tramonto, una pioggia sottile, il disco della luna intravisto nel cielo che rapidamente si oscura. Ma a proposito del blog, c'è un'altra novità che mi preme segnalare: l'inizio di una carriera di recensionista musicale, in collaborazione (gratuita) con ELFA Promotions. Non che sia questa grande esperta di pop-rock.funky-jazz-celtic e chi più ne ha più ne metta: ma sono un'ascoltatrice, una che va a caccia di novità, una che crede nel potere della "coda lunga" (non sapete cos'è? studiate!), e visto che robetta come "Amici", "X Factor", Povia annessi e connessi, nonchè l'ineffabile Arisa, mi ha un po' stufato, mi sono messa in cerca di quel qualcosa di diverso, di inaspettato, che, nonostante la qualifica di "emergente", in realtà stenta parecchi ad emergere nei mezzi di comunicazione mainstream. Staremo a vedere gli sviluppi (a seguire il post su Monica Shannon, artista emergente della scuderia di ELFA).
Sono basita. Alla Gelmini piace Giorgio Gaber. E siccome le piace Gaber, che fa? Lo fa diventare materia di studio, possibilmente nella neonata ora di Costituzione ed Educazione alla Cittadinanza, seguendo l'illuminato suggerimento di Enzo Iachetti. Contaminazioni
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Lorenza Boninu