Facciamo finta che il pressing su Berlusconi e la telenovela Letiziopoli sortiscano quell'effetto che i più acerrimi antiberlusconiani si augurano (e non solo loro). Poniamo che Berlusconi davvero sia costretto alle dimissioni (a proposito: ricordatevi della petizione già segnalata ieri), non tanto per i reiterati attacchi alle istituzioni, i tentativi di manipolazione della Costituzione, l'azione obiettivamente corruttrice sulla vita pubblica, ma per quella che già a suo tempo Feltri definì una "faccenda di gnocca" destinata a perderlo. Sogniamo che il risultato elettorale ampiamente previsto sia ridimensionato, se non addirittura rovesciato, o quasi. Passata l'euforia ... e poi?
Io ho una cara amica alla quale voglio molto bene sebbene sia esattamente il mio opposto: molto perbenista, molto signora-bene, se vogliamo anche un po' moralista, di vedute non esattamente ampie. E, per di più, berlusconiana. A parte questo, è una bravissima persona, onesta, disponibile, precisa, attenta. Pensate forse che sia rimasta scossa più di tanto dalle disavventure coniugali del premier? Macché. Ha sposato in toto la tesi del complotto della sinistra e recita come un mantra la vieta accusa all'opposizione di basare tutta la sua azione politica sull'antiberlusconismo acritico. Del caso Mills non vale la pena di parlare, tanto la reazione è scontata. Della proposta berlusconiana di un disegno di iniziativa popolare per ridimensionare il Parlamento "perché non si può chiedere ai capponi o ai tacchini di anticipare il Natale", proposta lanciata oggi dal palco dell'assemblea di Confindustria, gioverà non discutere nemmeno: posso immaginare le risposte.
A essere "tardiva digitale" mi condanna in primo luogo l'anagrafe: visto che fra un pugno di giorni festeggerò il mio quarantottesimo compleanno, c'è poco da fare, sono "vecchia", per quante arie da rockettara in ritardo mi possa dare, nonostante il blog, nonostante le mie frequentazioni "sociali" in Rete, da Facebook a Twitter, da Friendfeed a Anobii, da LastFm a Tumblir o a Flickr, nonostante la mia curiosità e la mia voglia di sperimentare. Figurarsi, sono laureata in Letteratura Greca e insegno Italiano e Latino: non ho proprio chance. Sarà per questo che leggendo il pezzo di Luca Sofri, inititolato appunto "L'era dei tardivi digitali", mi sono sentita debitamente urtata e il mio primo pensiero è stato: "ma di che caspiterina - veramente nella formulazione originaria la parolina era un'altra - sta parlando?"
Io di Dario "Twist of Fate" aka Poetadelcazzo79 non so quasi nulla se non che è molto più giovane di me, suona armonica e tastiera, il blues è per lui una ragione di vita, è un appassionato di Dylan (e infatti ci siamo "trovati" su Maggie's Farm) e di Bruce Springsteen e, soprattutto, ama scrivere, di musica e non solo (questo il suo blog). Tanto è bastato perché fosse arruolato nel cast di "Contaminazioni": il post precedente a questo è il suo primo contributo. Immagino che sarà improbabile incontrarci di persona e che questa conoscenza, come la tante che ho fatto in questi anni qua e là per la Rete, rimarrà virtuale. Ma la faccenda è interessante. Che avranno mai in comune una seriosa prof di latino ormai di mezza età e un ragazzo che si firma Doctor Octopus? La risposta nelle prossime puntate.
Tranquilli, come racconto nell'intervista che mi ha fatto Camu di Due Chiacchiere, mettendomi in simpatica sfda con Marileda, sarà difficile che mi monti la testa: tanto blogstar non diventerò mai, per quanto tenti di autopromuovermi qua e là nella Rete. Però rispondere a queste domande è stato divertente e, soprattutto, mi ha offerto l'occasione di conoscere, anche se solo virtualmente, Marileda e Camu. Che poi conoscere gente nuova e scambiare opinioni è il motivo per cui stiamo tutti qui, a ticchettare sulle nostre tastiere. O no?
Leggo ora che è si è costituito un comitato per promuovere la candidatura del nostro Silvio (mi permetto di chiamarlo così, per nome, perché si sa che Lui è uno alla mano, uno che ama mischiarsi alla gente comune, come me, come noi) al premio Nobel per la Pace. Il sito dell'iniziativa si apre con in sottofondo una dolce musica d'ambiente e la foto in homepage mostra il Beneamato in cordiale colloquio con il Papa.
Avete presente il famoso detto "la madre dei cretini è sempre incinta e, quel che è peggio, ne partorisce due alla volta"? Com'è noto, io sono una strenua sostenitrice della socialità in Rete. Internet mi ha dato tanto, in termini di conoscenza, condivisione di informazione e, anche perchè no? di sano, liberatorio cazzeggio. Però però però ... ci sono degli aspetti che mi fanno allibire. Sono un'ingenua, lo so, e parto dal presupposto che la media delle persone sia dotata di intelligenza media. Ma alla mia non più verdissima età, dovrei pure aver capito che ciascuno di noi alberga in sè zone oscure di perfetta idiozia.
Prima nota stonata. Non ne parla quasi nessuno, a parte Il Giornale e pochi altri. Ma il licenziamento in tronco di 29 dipendenti di All Music (su 37), a seguito dei pessimi risultati economici della televisione del Gruppo Editoriale L'Espresso, fa pensare. A casa non vanno i volti noti, beninteso, ma il personale tecnico, gente da 1500 euro al mese. Chiudono gli studi di produzione, ma il lavoro sarà affidato ad agenzie esterne: una canzone vecchia. I dipendenti in agitazione sostengono che la responsabilità non è da attribuire alla crisi mondiale ma ad un'errata gestione che ha finito per penalizzare gravemente i lavoratori: insomma, com'è tristemente usuale, le ultime ruote del carro pagherebbero, e molto salato, le colpe del management. I soldi sono soldi, e non c'è progressismo che tenga: Carlo De Benedetti non fa una bella figura. Si invocano le normative esistenti, ci si scusa sentitamente, si sbandiera il doveroso rammarico, ma intanto la gente va a casa. Tutte le informazioni sulla vicenda sono pubblicate sul sito aperto dai dipendenti in lotta per il loro posto di lavoro: FALL MUSIC. Il silenzio dei media è quasi assordante: forse 29 licenziamenti sembrano poco significativi, stante la difficile situazione economica, ma badate bene, si tratta di una televisione, il che rappresenta un dettaglio non trascurabile. Contaminazioni
è il blog
di
Lorenza Boninu