... se non fosse che questa furibonda lite via blog è persino divertente: se le dicono di tutti i colori e se le danno (virtualmente, s'intende!) di santa ragione. Chi? Ma Luca Sofri, fiero paladino della consorte Daria Bignardi, e Marco Travaglio, con il suo consueto stile tagliente e provocatorio. Oggetto della disputa? La mai trasmessa intervista di Bignardi a Vauro e Beatrice Borromeo. Di seguito le puntate della telenovela blogghettara
Mi sa che questi saranno i primo a partire per la crociera promessa da Berlusconi ai terremotati e alle loro famiglie, tanto perché possano rilassarsi un po'. Voglio dire, quei manifestanti che hanno esposto oggi davanti alla caserma della Guardia di Finanza lo striscione con su scritto: «Caccete ji soldi, forti e gentili scì fessi no!!!». I finanzieri hanno sequestrato striscione e manifestini, e in più hanno identificato quattro dei partecipanti alla protesta. Molto democratico, non c'è che dire.
Se anche tenti di parlare d'altro, non riesci comunque a scansare la follia collettiva che sembra aver travolto ogni senso della decenza e dell'opportunità. Nella scuola (pubblica ... mica quella "steineriana" dove Papi e Veronica hanno mandato i figli loro), non c'è più un soldo, e i Presidi non sanno come fare per fronteggiare economicamente le tante follie demagogiche che hanno intasato il funzionamento corrente della macchina educativa? L'impareggiabile Gelmini non trova migliore risposta se non ripetere ossessivamente il mantra: "Non si deve fare politica nella scuola!" come se fare presenti le difficoltà concrete in cui si dibattono i Dirigenti Scolastici fra tagli, crediti inesigibili, spese per supplenze, corsi di recupero, visite fiscali etc etc, faccia parte di un insopportabile complotto dei "comunisti" contro l'illuminata gestione del Ministero. E i Presidi "colpevoli" di siffatto delitto di lesa maestà vengono sbrigativamente invitati a levarsi di torno se non sanno dirigere.
E cosa dire di Brunetta, l'impagabile Brunetta ossessionato dai fannulloni, che il giorno dopo la dichiarazione del primo sciopero della Celere, da gennaio senza straordinari, se la prende con i troppi "panzoni" che in Polizia dormono dietro le scrivanie? E aggiunge, serafico: "Bisogna cambiare il concetto stesso di sicurezza, deve essere fatta da chi la sa fare». Da chi? dalle Ronde?
Facciamo finta che il pressing su Berlusconi e la telenovela Letiziopoli sortiscano quell'effetto che i più acerrimi antiberlusconiani si augurano (e non solo loro). Poniamo che Berlusconi davvero sia costretto alle dimissioni (a proposito: ricordatevi della petizione già segnalata ieri), non tanto per i reiterati attacchi alle istituzioni, i tentativi di manipolazione della Costituzione, l'azione obiettivamente corruttrice sulla vita pubblica, ma per quella che già a suo tempo Feltri definì una "faccenda di gnocca" destinata a perderlo. Sogniamo che il risultato elettorale ampiamente previsto sia ridimensionato, se non addirittura rovesciato, o quasi. Passata l'euforia ... e poi?
[Mentre sui quotidiani nazionali (link all'irresistibile resoconto di Giornalettismo) ci si diletta amabilmente discettando su che cosa significhi mai "amicizia" su Facebook (naturalmente concludendo che difficilmente i cosiddetti "amici" su Facebook darebbero la loro vita per te) e limitando il significato e l'impatto del social network più trendy del momento ad una questione di sfigati frustrati, persino un po' arretrati, ovviamente "fannulloni", proprio via Facebook sono stata messa al corrente di questa iniziativa, che mi pare giusto rilanciare sul blog. Prego chi sia d'accordo di fare altrettanto, in modo da sfruttare le imprevedibili sinergie della Rete perché l'appello acquisisca la giusta visibilità e riscuota successo]
... mi sa che alla fine si troverà a querelare un bel po' di gente. Magari, se è vero che le vuole bene come un padre, l'on. Berlusconi potrebbe decidersi a rispondere con chiarezza e coerenza alle domande di Repubblica proprio per rispetto della giovane Noemi, vera vittima sacrificale di tutta la faccenda (ha diciotto anni, non dimentichiamolo, e si è rapidamente trasformata nell'icona di questi tempi volgari e sconfortanti). Il Premier potrebbe muoversi per una questione d'affetto, diciamo, visto che i sottintesi politici della vicenda evidentemente gli sfuggono.
Io ho una cara amica alla quale voglio molto bene sebbene sia esattamente il mio opposto: molto perbenista, molto signora-bene, se vogliamo anche un po' moralista, di vedute non esattamente ampie. E, per di più, berlusconiana. A parte questo, è una bravissima persona, onesta, disponibile, precisa, attenta. Pensate forse che sia rimasta scossa più di tanto dalle disavventure coniugali del premier? Macché. Ha sposato in toto la tesi del complotto della sinistra e recita come un mantra la vieta accusa all'opposizione di basare tutta la sua azione politica sull'antiberlusconismo acritico. Del caso Mills non vale la pena di parlare, tanto la reazione è scontata. Della proposta berlusconiana di un disegno di iniziativa popolare per ridimensionare il Parlamento "perché non si può chiedere ai capponi o ai tacchini di anticipare il Natale", proposta lanciata oggi dal palco dell'assemblea di Confindustria, gioverà non discutere nemmeno: posso immaginare le risposte.
Afferma l'on Valentina Aprea, presidente della Commissione Cultura della Camera: "Su nuovo reclutamento e carriera docente siamo alla stretta finale". Nell'intervista rilasciata al Sussidiario.net l'on. Aprea dichiara: Subito dopo le europee presenteremo il testo (dopo tutti i passaggi necessari con il governo, con la maggioranza e con l’opposizione) per arrivare così a una votazione a fine giugno su un testo condiviso. Capite? Il disegno di legge Aprea potrebbe essere votato a fine giugno, nel disinteresse e nella disinformazione (quasi) generali, e comunque con il beneplacito dell'opposizione che ha la malsana abitudine di cavalcare demagogicamente la protesta solo quando la situazione diventa potenzialmente incontrollabile. E così si rischia di ripetere la sceneggiata dello scorso anno: risvegli tardivi e autunnali proteste più o meno convulse, destinate fatalmente a rimanere inascoltate. Contaminazioni
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Lorenza Boninu