Stamani, una mia alunna di prima, una ragazzina svaglia e per niente demotivata, dopo essersi beccata un triste quattro al primo compitino di storia, mi fa: "Prof, posso essere interrogata la prossima volta? Sa, sono piuttosto preoccupata ... perché io non ho metodo, non mi riesce memorizzare ... è sempre stato il mio problema". Naturalmente l'ho rassicurata. Ci mancherebbe che un quattro in questa fase dell'anno scolastico dovesse condizionare il rendimento futuro. Pensa di non avere metodo? Glielo insegneremo. Il quattro è servito giusto a segnalare un problema: un problema di metodo, appunto.
Lorenza
Maria Serena
Costanza
Giuro, in questa faccenda dei precari della scuola ho perso completamente la bussola. Tutti, per ora, inneggiano alla sentenza del TAR che commissaria il Ministro. Magari la Gelmini è antipatica, non dico no, magari ha gestito goffamente l'intera faccenda (lei in prima persona o i funzionari del Miur?), ma la radice del pasticcio non risiede per caso nella precedente gestione Fioroni che, istituendo le graduatorie ad esaurimento (peraltro assai invise ai Cobas) e relativo regolamento, prevedeva che chi intendesse trasferirsi in altra provincia, contestualmente al primo aggiornamento del 2009, fosse comunque collocato in coda alla graduatoria? E non è forse vero che, come mi è parso di capire, al momento della riapertura delle suddette graduatorie, gli stessi sindacati abbiano dimostrato forti perplessità riguardo al rovesciamento del criterio appena ricordato? Va bene, la Gelmini, lungi da risolvere il problema del precariato, lo ha aggravato con la sua insipienza giuridica e la sua arroganza ideologica, aprendo la strada al ricorso dell'Anief ... ricorso che peraltro genererà altri ricorsi ... e così via, all'infinito, nella totale incomprensione di quei cittadini che, pur avendo a che fare con la scuola, come genitori o studenti, non hanno la minima possibilità di raccapezzarsi in questo marasma.
... ma comunque mi sento di scriverle, e quindi procedo. In fondo ho il blog per questo.
Domani comincia la scuola e, naturalmente, per una prof è doveroso scriverne. Chissà perché non mi viene in mente altro se non " Che Dio ce la mandi buona"? Quest'anno scolastico non inizia sotto i migliori auspici. Troppa confusione, troppe polemiche. Le proteste dei precari, i tagli, una riforma che non è una riforma, la serafica Gelmini che non perde occasione per gratificarci delle sue perle di saggezza, i telegiornali con la loro propaganda ...
Qui in Toscana siamo messi benissimo. Ovvero, tanto per chiacchierare di cultura locale e legami con il territorio, noialtri abbiamo Dante, Petrarca e Boccaccio, così, per gradire. E poi possiamo affiliarci tutti i boss della italica cultura che, nel corso dei secoli, volenti o nolenti, al toscano si sono piegati: da Ariosto a Leopardi, da Alfieri a Pascoli passando per Manzoni, fedifrago, che, pur essendo lùmbard, i panni, com'è noto, per necessità se li risciacquò in Arno.
L'idea di una folla di prof con il coltello fra i denti, pronti a vendicarsi di bulli e somari grazie ai provvidi strumenti approntati per loro dalla serafica Gelmini nella sua crociata contro la scuola figlia del '68, mi turbava un po'. Più che altro, le lodi innalzate all'aumento delle bocciature e alla riconquistata serietà mi puzzavano di propaganda a buon mercato. Contaminazioni
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Lorenza Boninu